Da Genova a Rostock: la polizia cambia i metodi, i black bloc no

Scontri tra polizia e black bloc a Rostock, Germania, in occasione del G8
Mercoledì 6 giugno a Rostock (Germania) inizierà il G8. Ma nel week-end, in mondovisione, dalla città tedesca sono arrivate immagini di scontri e feriti (un migliaio, alcuni gravissimi) che hanno ricordato Genova 2001. Per la polizia tedesca i colpevoli di tanta violenza sono da ricercare soprattutto tra black bloc greci e italiani. Un deja-vù? In realtà molte cose sono cambiate rispetto a sei anni fa. Ma il risultato, purtroppo, no. In vista del summit, il governo tedesco ha dato il via a una delle maggiori operazioni di sicurezza degli ultimi anni, con più di 16 mila agenti impegnati nell’area compresa tra Rostock e Heiligendamm. A Genova erano un po’ di più, 22 mila (ma i manifestanti erano quasi mezzo milione contro gli 80-100 mila di oggi).
La differenza più importante non è lo spiegamento di mezzi, quanto l’azione preventiva avviata dalle forze dell’ordine tedesche.
Qualche esempio: perquisizioni nei maggiori centri sociali dell’area già alcune settimane prima delle manifestazioni, fermi e diffide nei confronti degli attivisti, distribuzione di «kit di autodifesa» e pannelli di legno a tutti i negozianti dell’area che sarebbe stata interessata dalle proteste, scambio di informazioni senza precedenti con le polizie europee. In più sono scattati la schedatura preventiva dei manifestanti che arrivavano in treno (per accedere ai convogli a prezzo speciale occorreva lasciare
documento e fedina penale) e i blocchi selettivi lungo le principali vie d’accesso: autostrade, ma anche semplici vie di scorrimento, dove venivano controllati documenti e mezzi di trasporto. Chiunque avesse precedenti «a tema» veniva trattenuto per ore. I controlli sono stati talmente accurati che la polizia tedesca è riuscita persino a rintracciare una decina di biciclette rubate, sequestrandole.
Infine, tolleranza zero contro le manifestazioni spontanee. Per tutto il week-end presidi, campeggi abusivi, deviazioni dai cortei principali sono stati vietati.
Scontri tra polizia e black bloc a Rostock, Germania, in occasione del G8
Risultato: prima degli scontri del 2 e del 3 giugno, 164 fermi di polizia e 17 arresti.
Le differenze tra Genova e Rostock non finiscono qui. Nella città tedesca non c’è nessuna zona rossa, né esistono grate o accessi fissi, ma soltanto barriere mobili. Anche la polizia è più «leggera»: scudi in plastica e tute in semplice tela ignifuga hanno preso il posto delle pesantissime uniformi antisommossa di Genova. Pure le maschere antigas sono una rarità, visto che l’uso dei lacrimogeni è stato limitato al minimo indispensabile.
Ma il nuovo corso della polizia non ha tenuto conto di un rischio: quello di portare lo scontro sul terreno maggiormente congeniale ai black bloc, cioè il «mordi e fuggi».

I «duri» del movimento, come sempre, si confondono in mezzo agli altri manifestanti e colpiscono con azioni rapide, sporadiche e compiute da pochissimi elementi organizzati in maniera quasi militare. Come dimostra un video i violenti se ne infischiano delle vetrine delle banche (presidiate dagli agenti) e vanno invece ad attaccare, con metodica precisione, una macchina della polizia parcheggiata poco distante. Per poi tornare a mimetizzarsi all’interno del corteo, dietro un bello striscione «Smash» (similissimo a quello del G8 genovese). Una strategia che neppure la polizia tedesca, come già quella italiana, sembra preparata a fronteggiare.

Guarda il servizio video sulle misure di sicurezza per l’arrivo di George W. Bush a Roma:

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