Il legale dell’imam di Varese: la mia lotta a difesa dei sospettati di terrorismo


Qual è il confine tra diritto alla sicurezza e diritti degli imputati nell’era dell’emergenza antiterroristica? Luca Bauccio, 34 anni, è l’avvocato di alcuni imputati eccellenti accusati di terrorismo internazionale (art. 270 bis c.p.). Ha curato la difesa dell’ex imam di Varese Abdel Majid Zergout, recentemente liberato (assieme al suo collaboratore Abdellilah El Kaflaoui) dal Centro di via Corelli, dove era stato rinchiuso in seguito al decreto di espulsione bloccato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (leggi la storia giudiziaria degli imputati). Abdel Majid Zergout ora è ora un uomo libero. Ma le polemiche politiche attorno al suo caso non sono cessate.
Avvocato, alcuni politici tra cui l’ex ministro Maroni sostengono che ora c’è il rischio di avere alcuni pericolosi terroristi a piede libero.
Senta: l’ex imam di Varese, Abdel Majid Zergout, e i suoi due collaboratori Abdellilah El Kaflaoui e Mohmmed Rouiane, sono stati assolti con formula piena dalla Corte d’Assise di Milano. Non c’è stata in tutto il dibattimento una sola intercettazione che autorizzasse l’ombra di un sospetto. E anche il materiale propagandistico ritrovato valeva zero dal punto di vista probatorio. Alla fine, tanta era la pochezza dell’accusa, anche il Pm ha chiesto l’assoluzione per i miei assistiti.

Sono stati dichiarati innocenti, d’accordo. Ma lei si è anche opposto anche all’espulsione. Perché?
Vede, io non sono un ingenuo: la lotta al terrorismo richiede mezzi forti, ma il decreto Pisanu, più che un mezzo forte, è un mezzo violento e anticostituzionale. Basti pensare che il ministro può rifiutarsi di produrre le carte che giustificano l’espulsione fino a due anni dal provvedimento. Due anni in cui tutte le persone cui si applica il decreto, anche se innocenti, vengono rispedite nei Paesi d’origine, marchiate come sospetti terroristi. Un rischio terribile in un’area del mondo dove la tortura è pratica diffusa. Questo ha riconosciuto la Corte europea dei diritti dell’Uomo. E poi devo dire una cosa, la più scandalosa.
Dica.
Dal punto di vista della sicurezza il decreto Pisanu è addirittura controproducente. Arriva a sottrarre all’autorità giudiziaria la facoltà di esprimersi sul provvedimento di espulsione emanato dal Viminale. Sa che cosa significa? Che le procure, anche quando stanno facendo delle indagini sull’uomo più pericoloso della terra, si possono vedere sottratte da un momento all’altro il diritto a indagare. Anni di lavoro che vanno in fumo! È questa la sicurezza cui pensano?
È così difficile fare l’avvocato di imputati di terrorismo internazionale nell’epoca post 11 settembre?
Certo che è difficile. Perché qualsiasi cittadino che oggi sia raggiunto da un semplice sospetto di terrorismo, è automaticamente considerato colpevole. Per responsabilità anche di un ceto politico italiano immaturo e cinico che tende a sovrapporsi alle questioni giuridiche per calcoli di bottega. Per farle un esempio: quando hanno assolto l’imam di Varese, Roberto Maroni si è scagliato contro la sentenza sostenendo che ora avremo un predicatore d’odio a piede libero. Ma, dico, ha letto le carte del processo, Maroni? No di certo, le garantisco. E sa perché è intervenuto? Il mio sospetto è che alcuni politici vogliano solo speculare sulle paure della gente. Per autolegittimarsi nel loro ruolo di censori della società multietnica, di nemici del terrorismo islamico. È veramente ridicolo.
Guantanamo. Leggi eccezionali. Guerra al terrore. Qual è il confine da non oltrepassare nei sistemi democratici?
Qualunque fenomeno terroristico non può essere sconfitto dalle leggi d’emergenza, è chiaro. E anche la repressione penale, che pure è necessaria, non deve mai spostarsi sul piano della repressione culturale delle idee. In questi anni, l’errore più grave degli Stati Uniti è stato quella di aver fatto la guerra al crimine, senza accorgersi che il crimine non si combatte con i cannoni, ma con le indagini, la polizia, l’intelligence, la politica. I danni si vedono ora: quanti anni ci metteranno a recuperare la credibilità internazionale che hanno perduto? Siamo forse più sicuri di cinque anni fa?

FORUM: Parlane con l’avvocato Bauccio

Luca Bauccio è autore di L’accertamento del fatto reato di terrorismo internazionale, Giuffrè editore 2005, e del libro.intervista Io, presunto terrorista, Aliberti Editore, 2006, sulla storia del fondamentalista algerino Ariova Kamel

Commenti

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Il 5 Giugno 2007 alle 15:39 balp ha scritto:

Se l’talia è costretta a conformarsi alle decisioni prese dalla Corte Europea, come si motiva l’esistenza di una legge(il decreto Pisanu) che contraddice un articolo della Convenzione dei Diritti dell’Uomo? Lei ritiene sia giusto che un’organo esterno alla nostra nazione, anche se giudiziario, possa infierire così tanto sulle decisioni prese da un governo? In particolar modo quando queste decisioni possono avere degli effetti rischiosi per quanto riguarda la nostra sicurezza?
L’assoluzione è stata decretata per mancanza di prove, ma non mi è sembrato di capire che i giudici abbiano esplicitamente parlato di innoccenza dei suoi assistiti.

Il 12 Febbraio 2008 alle 17:18 La moratoria sulla pena di morte vale anche per i terroristi di Guantanamo? » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Una richiesta di condanna che arriva quando ancora non è stato avviato alcun processo per i detenuti di Guantanamo. Per i sei incriminati dovrebbero iniziare nel giro di alcuni mesi le udienze preliminari, per arrivare in giudizio quest’estate, a “Camp Justice”, la tendopoli creata appositamente nel campo di prigionia cubano. “È impressionante che l’incriminazione preceda addirittura il processo, cosa che non accade in una normale democrazia” commenta Luca Bauccio, avvocato penalista, difensore di alcuni islamici sospettati di terrorismo internazionale. “Questo toglie importanza al processo che seguirà: con tali premesse è quasi simbolico e di esito scontato. È prevedibile la condanna. Si provi a immaginare se non fosse così, e se ci fosse una scarcerazione, quali ripercussioni negative ci sarebbero sull’opinione pubblica, tra l’altro dopo che gli imputati sono stati detenuti per sette anni, e nelle condizioni disumane che sono note”. Non finisce qui, sostiene Bauccio: “L’anomalia di questa richiesta, che è in contraddizione con la moratoria Onu, sta anche nell’equivocità dello status di questi soggetti: sono criminali comuni o prigionieri di guerra? Se fossero prigionieri di guerra dovrebbero essere riconsegnati al loro paese finita la guerra, e la guerra è finita. E comunque sia, il protrarsi della loro carcerazione è illegittimo. E se anche si dimostrasse che sono colpevoli dell’attentato alle Torri gemelle, non è giusto sottrarli alla moratoria chiesta dall’Onu”. [...]

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