
“Una proposta che mi fa tornare in mente gli allarmi ai semafori che il sindaco Moratti voleva installare a Milano. Rimasti, per ora, sulla carta”. Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, commenta, dalla parte delle donne, l’idea del nuovo sindaco diessino di Genova, Marta Vincenzi, di dare alle signore che escono sole un bracciale antiaggressione.
L’ennesima posizione di un primo cittadino di sinistra che potrebbe benissimo appartenere a un politico dello schieramento opposto, dopo quelle di Cofferati, Veltroni, Chiamparino. Il dispositivo individuato da Marta Vincenzi, che dovrebbe costare 1.000 euro, sarebbe direttamente collegato alla centrale operativa dei vigili urbani, attiva 24 ore su 24.
“Braccialetto o allarme ai semafori, il problema rimane chi sta dall’altra parte”, continua Gabriella Moscatelli. “La notte ci sono pochissime pattuglie in servizio, che non possono coprire tutta la città . È una questione di uomini e mezzi impiegati per la sicurezza, spesso insufficienti”.
A chi lavora da sempre nel soccorso alle donne vittime di violenza certe proposte appaiono estemporanee e di facciata. “Si pensi piuttosto ad affrontare questo fenomeno, che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti, in modo più serio e più ampio”, suggerisce il presidente di Telefono Rosa. “Con programmi di prevenzione, che partano dalle scuole, e con un’assistenza psicologica alle persone violente”.
- Martedì 5 Giugno 2007
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