
Regge o non regge? Il tormentone, come al solito, riecheggia in Senato, dove l’esecutivo Prodi è tornato all’agitazione da pallottoliere. Certo, stando ai boatos, alla fine forse la mozione dell’Unione sul caso Visco riuscirà ad incassare la maggioranza dei senatori.
La lunga giornata, cominciata alle 9.30, si concluderà soltanto a sera inoltrata. Il momento clou dovrebbe arrivare alle 19.40, quando si accenderanno i riflettori della diretta televisiva sul ministro dell’Economia Padoa-Schioppa che, a nome del governo, illustrerà una ricostruzione dettagliata della vicenda Visco-Speciale e confermerà la fiducia nell’operato e nella correttezza del suo vice ministro.
Al Visco-day, il Prodi II si presenta così: senza premier, impegnato al G8, e con una maggioranza che trova la “quadra” per compattarsi su un odg in cui si esprime solidarietà al governo e contemporaneamente alla Guardia di Finanza, con Mastella che però dice chiaro e tondo che se non si regge alla prova del voto il governo va a casa, e con Di Pietro che non rinuncia ad alzare il tiro e chiede che il vice ministro dell’Economia dia spiegazioni chiare sulla rimozione del generale Speciale dal vertice delle Fiamme Gialle. E i numeri sono quelli che sono: 158 senatori contro 156.
Intanto la Cdl affila le armi: è sulla condotta complessiva del viceministro che la Cdl vuole giocare i colpi migliori. Ovviamente in diretta Rai. “Alla fine sarà un processo tv a Visco, davanti a milioni di italiani il governo dovrà spiegare le sue ingerenze su ufficiali della Guardia di Finanza mentre svolgevano compiti di polizia giudiziaria”, spiega il capogruppo della Lega Roberto Castelli.
L’Unione è convinta di poter uscire dalle secche di questa ennesima difficile prova, anche grazie ai senatori a vita. E questa è obiettivamente un’incognita: c’è il rebus delle malattie, statisticamente frequenti ad una certa età, e quella delle diverse convinzioni personali. Ci saranno sicuramente Emilio Colombo e Giulio Andreotti che, però, ha spiegato che solo oggi deciderà come votare. Non dovrebbero esserci né Cossiga (ma si sa, con lui le sorprese sono dietro l’angolo) né Scalfaro, Ciampi e Pininfarina. In forse la presenza di Rita Levi Montalcini.
A conti fatti, dunque, la maggioranza ha i numeri per superare la prova del voto. Forse a fare la differenza sarà un solo senatore. La sopravvivenza della maggioranza e del governo restano sul filo. Un copione già visto a Palazzo Madama.
Qui la diretta VIDEO dal Senato
- Mercoledì 6 Giugno 2007
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