Un progetto europeo per i bambini di famiglie in difficoltà

In Italia oltre 200mila persone sono in trattamento per tossicodipendenza o alcolismo.
Gli utenti dei Sert (servizi per le tossicodipendenze) hanno in media 32 anni, mentre per gli alcolisti l’età media è 41 anni per gli uomini e 43 per le donne. Non è stata ancora fatta una statistica a livello nazionale, ma molti hanno figli.
“Quando ci sono persone con problemi di dipendenza va posta la questione della genitorialità: c’è un rischio concreto di aggressività, che può portare a situazioni di violenza domestica” ci dice il professor Umberto Nizzoli, direttore del programma “Salute mentale e dipendenze patologiche” dell’Azienda Unità Sanitaria Locale, Ausl di Reggio Emilia. Eppure finora nessuno aveva mai pensato di far collaborare insieme i servizi all’adulto per il trattamento delle dipendenze con le scuole, i pediatri e le associazioni che si occupano dei bambini e degli abusi che subiscono. “Lavorare insieme è la prima cosa: occorre individuare precocemente le situazioni di rischio e intervenire, naturalmente coinvolgendo il genitore. Non si tratta di criminalizzare queste persone, ma di responsabilizzarle, di far capire loro che la violenza può essere trattata e che queste situazioni possono provocare dei traumi nei loro bambini tali da comprometterne lo sviluppo. Questa consapevolezza li spingerà a volere fortemente uscire dalla dipendenza”.
Solo nella provincia di Reggio Emilia sono quasi 400 i figli di alcolisti o tossicodipendenti. E la Ausl locale partecipa al progetto promosso da Encare (European network for children affected by risky environments with the family) e finanziato dalla Commissione europea che si propone di creare una rete di professionisti che possano agevolmente scambiarsi conoscenze e buone pratiche e che siano di supporto alle famiglie. A Reggio Emilia si stanno producendo due manualetti, uno per gli operatori sanitari e uno per gli operatori scolastici, che hanno come obiettivo di migliorare la capacità di identificazione e diagnosi di situazioni a rischio.
Il progetto coinvolge otto Paesi dell’Unione Europea ed è diretto dalla la A-clinic di Helsinki, in Finlandia, specializzatissima nel trattamento di dipendenza da alcolismo.
L’Ausl di Reggio si occuperà della valutazione d’impatto del progetto e, se i risultati saranno quelli sperati, sarà la capofila della diffusione dell’esperienza su tutto il territorio italiano.

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