Il neosindaco leghista di Verona, Tosi: el leon non magnarà el teròn

Flavio Tosi,  neosindaco leghista di Verona
“Sono nato a Verona, dove abito tuttora, il 18 giugno 1969″ così si racconta Flavio Tosi sul suo sito. “La politica è la mia passione da sempre: iscritto alla Lega nord-Liga veneta sin dall’inizio del 1991, nel 1994 sono stato eletto consigliere comunale a Verona: da allora e fino a oggi sono sempre stato capogruppo per il mio partito. Dal 1997 al 2003 ho ricoperto il ruolo di segretario provinciale della Lega nord-Liga veneta: questo incarico mi ha reso particolarmente orgoglioso, perché ho potuto esprimermi all’interno del partito in cui sono nato e che mi ha dato tanto. Nell’aprile del 2000 sono stato eletto consigliere regionale, e rieletto alle ultime votazioni del 2005, con il record assoluto di preferenze tra tutti i candidati, cosa che mi ha riempito di orgoglio e di affetto verso chi mi ha sostenuto. Da due anni sono assessore regionale alla Sanità”

Adesso che è diventato sindaco girerà ancora col leone al guinzaglio dicendo “El leon magna el teròn”?
Intanto non era un leone ma un tigrotto. Lo avevamo portato alla conferenza stampa in comune per promuovere il Circo padano che girava per le città del Nord. E poi non ho mai detto che mangiava il terrone. Piuttosto ho rischiato che mangiasse me.
Ha vinto con un plebiscito, più del 60 per cento dei voti. Siete forti voi o inesistenti gli altri?
Forti noi. La sinistra sta sulla luna, non affronta i problemi. Parla in politichese: si sono totalmente imborghesiti e cianciano nei salotti. Ma lo sanno o no che gli operai hanno votato per noi della Lega?
Pensare che Forza Italia e Udc non la volevano. Il governatore Giancarlo Galan ha dato ai suoi dei “coglioni”.
Forza Italia ha delle divisioni interne fortissime, il partito a Verona è retto da un direttorio, dunque nessuno decide mai niente. Meglio per me: se loro avessero espresso un candidato forte, forse a quest’ora non sarei il nuovo sindaco.
Scusi, ma lei si considera un leghista di lotta o di governo?
Tutti e due. In Veneto di governo, visto che per due anni ho fatto l’assessore regionale alla Sanità. Ma con Roma sono in lotta perenne, sia quando governiamo noi e tanto più adesso che governano loro. Roma è sempre e comunque un problema.
Per capirci, tendenza Maroni o tendenza Borghezio?
Vado d’accordo e ho uno splendido rapporto con entrambi. E poi sono tutti e due avvocati.
Per un amministratore leghista in Veneto il mito resta sempre Giancarlo Gentilini, il sindaco sceriffo?
Certo, oggi Treviso grazie a Gentilini è diventata una bomboniera pulita, ordinata, e con un grande senso civico. Un modello da seguire
Perciò anche lei toglierà le panchine per non far sdraiare gli extracomunitari?
No, ma la sicurezza e la pulizia sono priorità, e alcune misure immediate si possono prendere. Poi dobbiamo decidere cosa fare di alcuni grandi spazi dismessi. E farò sgomberare il centro sociale: l’ho detto in campagna elettorale e manterrò la parola.
Mi tolga una curiosità: chi è l’esponente del centrosinistra che ha detto a Roberto Maroni che lei è un nazista?
Paolo Ferrero, il ministro di Rifondazione. Gli ha detto: ma lo sai che a Verona avete eletto un sindaco nazista? Cosa vuole, questi hanno perso il contatto con la realtà. Non a caso in città moltissimi elettori di centrosinistra hanno votato la mia lista civica, che per la verità ha rubato un bel po’ di voti anche a Forza Italia.
Federalista o secessionista autonomista?
Io sono uno pragmatico. L’obiettivo è ovviamente quello dell’autonomia fiscale. Poi, vista l’aria che tira a Roma, la via per arrivarci purtroppo si traduce soltanto in qualche timida riforma federalista.
L’Unione si è fermata al 33 per cento, dopo aver governato Verona gli ultimi cinque anni. Dove hanno sbagliato?
Sono stati cinque anni chiusi nel palazzo, convinti di avere sempre ragione su tutto. Noi invece stiamo in mezzo alla gente, ci siamo dati come metodo l’obbligo di rispondere a tutte le richieste. E si governa fuori, non dentro il palazzo.

Commenti

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Il 7 Giugno 2007 alle 14:02 paolo1957 ha scritto:

Mentre ero ai seggi per ogni scheda per Zanotto, candidato della sinistra, ne veniva estratte due per Tosi, ed ancor più mi ha stupito la totale debàcle di tutte le altre liste, che hanno visto azzerarsi ogni ambizione politica quale che fosse la loro collocazione.
Che dire, auguri, peggio di prima sarà difficile fare.

Il 7 Giugno 2007 alle 16:22 marco.mazzei ha scritto:

Se i modelli sono gli sceriffi, forse si potra’ anche fare di peggio.

Il 5 Febbraio 2008 alle 17:59 Urne in vista: la carica dei 100 e uno sindaci. In cerca di una poltrona onorevole » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Tra i sindaci che hanno già reso note le loro intenzioni, quello di Vicenza Enrico Hullweck, che con il mandato in scadenza nel 2008 e non potendo più essere rieletto, ha più volte dimostrato di gradire una candidatura in Forza Italia. Il più sicuro della scelta da fare è invece il primo cittadino di Venezia Massimo Cacciari, che dopo aver applaudito alla scelta del collega Veltroni di correre da solo, pare brami scendere a Roma: “Ciò’ che voglio fare lo ho già dimostrato”, spiega il sindaco filosofo, “quando mi sono candidato per le regionali del 2000 e mi sono dimesso da sindaco. È scontato che lo rifarei”. Di parere contrario il giovane sindaco di Verona Flavio Tosi: “Non esiste proprio” commenta l’esponente del Carroccio “non se ne parla nemmeno. Verona è la mia città e ci resto”. C’è anche Leonardo Domenici, presidente dell’Anci, sindaco di Firenze in scadenza nel 2009 e al suo secondo mandato che potrebbe candidarsi, anche se non ha confermato. Tra gli esponenti dell’Anci c’è Adriana Poli Bortone, già due volte sindaco di Lecce dove ora fa il vicesindaco, che ha parlato di una probabile candidatura. Ci pensa anche il dottor Umberto Scapagnini, sindaco forzista di Catania e medico che ha reso “tecnicamente immortale Silvio Berlusconi”. Affida la decisione al piccolo Edoardo, suo figlio nato da qualche mese, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati: “Io credo che i bambini debbano vivere vicino ai genitori. Quando ho dato la mia disponibilità a fare il sindaco di Bologna non avevo un bimbo piccolo, ora è diverso: o lui viene dove sono io, o io vado dove sta lui. Questo dobbiamo decidere”. A dare una mano a tutti i primi cittadini aspiranti onorevoli, ci ha pensato il ministro Amato con un decreto ad hoc, sollecitato proprio dal sindaco Veltroni, preoccupato per il problema creato dalla legge attuale che lo avrebbe obbligato a dimettersi ancora prima che le Camere venissero sciolte, consegnando la Capitale a un lungo commissariamento. Più fortunati i presidenti di regione che solo una volta eletti in Parlamento possono optare per una carica o l’altra. Alle scorse politiche scelsero il governo regionale due pezzi da novanta di Forza Italia, Rpberto Formigoni e il veneto Giancarlo Galan. Oggi Formigoni ci riprova: a fine gennaio, durante il convegno di Rete Italia, si è detto disponibile a un trasferimento a Roma adeguato alle sue competenze. Mentre Giancarlo Galan preferisce non intervenire. Per ora (’’troppe variabili’’). Se il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che continua a riscuotere successo tra i suoi concittadini (e non solo), ha detto più volte di volere rimanere al suo posto (nonostante le insistenze dell’amico Walter), Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, ha fatto sapere essere pronta al salto su Roma. Mentre in Sicilia, accanto al mistero del futuro dell’ex governatore Cuffaro (alla Camera o al Senato? Con l’Udc on con l’Mpa di Lombardo?), sono in scadenza ben sette province a cui si aggiunge quella di Trapani, dove il senatore Antonio D’Alì ha detto di voler scegliere Palazzo Madama; esattamente come Bruno Marziano, presidente piddino della provincia di Siracusa. Tra i presidenti di provincia ha dato la sua disponibilità Fabio Melilli, presidente dell’Upi (Unione delle Province Italiane) che regge per il Pd la provincia di Rieti. [...]

Il 19 Ottobre 2009 alle 12:00 Le mire di Tosi: Caro Galan, adesso fatti da parte - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] anni Novanta un giovane leghista passeggiasse per Verona con un leone al guinzaglio, al motto: “El leon magna el teron”. Quel ragazzotto ora ha 40 anni e di mestiere fa il sindaco della città scaligera, eletto con un [...]

Il 14 Aprile 2010 alle 15:21 Cari leghisti, decidetevi: neopagani o neocristiani? - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] racconta che girasse per la città di Romeo e Giulietta con una belva al guinzaglio dicendo che “el leon magna el teron”, e che ora invece, pacato pacato, se ne va da Gad Lerner a spiegare che la Lega è proprio come [...]

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