- Tags: alleanze, domande, George-Bush, Italia, lettori, Panorama.it, Romano Prodi, Sergio-Romano, Usa
- 4 commenti
[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_bush-prodi04.jpg)
La toccata e fuga di Bush in Italia si è aperta rumorosamente e si è chiusa con altrettanto rumore. In occasione di questa veloce sortita tricolore avevamo chiesto ai lettori di Panorama.it, in un apposito forum, di porre le loro domande al presidente americano. Ne abbiamo selezionate dieci. Sergio Romano, storico e diplomatico italiano, spiega quali sono, di fatto, le risposte.
1) Il suo mandato presidenziale s’avvia al termine, ma rimangono in campo molti problemi internazionali di vitale importanza per l’Occidente e gli USA, quale il terrorismo. Come pensa che il suo successore agirà in questo campo e quale può essere il destino dell’umanità e degli USA se dovesse prendere una via diversa dalla sua? Come vede il nostro futuro se ci sarà una deviazione politica fondamentale dalla lotta al terrorismo?
Bush ha scatenato la guerra al terrorismo perché riteneva fosse il mezzo migliore per sconfiggerlo. Ciò che è accaduto, soprattutto in Iraq, dimostra che il terrorismo può esser distrutto solo con una lunga e paziente azione di polizia, grazie a strumenti di indagine anche finanziaria.
2) Perché ha attaccato militarmente e in rapida successione l’Afghanistan e l’Iraq, allorquando il commando suicida delle Torri gemelle non era composto da alcun soggetto delle suddette nazionalità, bensì da sauditi e nordafricani? come mai, a distanza di ben 4 anni, non sono state ancora ritrovate le cosiddette “armi di distruzione di massa” in possesso di Saddam, che a quanto pare erano classificate quale “piatto forte” per giustificare l’invasione (rivelatasi criminale) di uno stato sovrano come l’Iraq, seppur guidato da un dittatore?
L’attacco all’Afghanistan fu giustificato dalla presenza in quel paese di un forte gruppo di militanti di al Qaeda (secondo alcuni osservatori non meno di diecimila). L’Iraq invece fu attaccato con argomenti che si rivelarono infondati perché la presidenza Bush aveva deciso da tempo che l’eliminazione del regime di Saddam Hussein avrebbe favorito la trasformazione politica del Medio Oriente: una previsione che si rivelò sbagliata.
3) Signor Presidente, pensa Lei che prima dell’anno di grazia 2020 i soldati americani di stanza in Iraq (almeno quelli che avranno la fortuna di sopravvivere) potranno tornare a casa?
Anche quando gli Stati Uniti avranno ritirato il corpo di spedizione, rimarranno probabilmente in Afghanistan, con un’importante base americana, e cercheranno di restarci il più a lungo possibile.
4) Come la mette con la questione dei suoi forti legami con la famiglia Bin Laden?
I rapporti delle famiglie sono giustificati dagli interessi economici che hanno legato per molto tempo gli Stati Uniti all’Arabia Saudita, ma i rapporti di Osama con la sua famiglia sono probabilmente da molti anni pressoché inesistenti.
5) Vorrei chiedere a Bush, di cui ammiro il coraggio e la strategia che sta adottando, cosa farà con l’Iran prima di lasciare la Casa Bianca, nel caso in cui il programma nucleare si intensificasse? magari con un attacco metterebbe in difficoltà il prossimo presidente?
Non credo che il presidente Bush possa permettersi dopo quanto accaduto in Iraq un’azione militare contro l’Iran.
6) Sta pensando ad altre fonti energetiche piuttosto che rubare il petrolio in Medio Oriente?
Gli Stati Uniti non rubano il petrolio in Medio Oriente, lo comprano, con vantaggio reciproco del venditore e del compratore. Ma è certamente vero che gli americani vorrebbero ridurre il loro grado di dipendenza dai Paesi petroliferi del Golfo. Vi riusciranno probabilmente con il ricorso all’etanolo e soprattutto all’energia nucleare.
7) Alle primarie Usa, per quale candidato repubblicano voterà? Cosa pensa dei candidati repubblicani?
Credo che il vertice del partito repubblicano chiederà a Bush di non indicare il suo successore. La popolarità del presidente Bush è stata fortemente intaccata dagli avvenimenti iracheni e una sua designazione potrebbe nuocere al candidato.
8) Tra i democratici secondo lei chi vincerà, Obama o la Clinton? E chi è meglio che vinca? Cosa pensa di Hillary Clinton?
Credo che Bush eviterà di pronunciarsi sulle candidature del partito democratico.
9) Se lei fosse un cittadino italiano, per quale partito voterebbe?
Il presidente degli Stati Uniti ha certamente delle preferenze ma farebbe bene a non dichiararle.
10) Pur comprendendo le necessità politiche, gli interessi commerciali, le convenienze che implicano l’accettazione di situazioni che normalmente, nei quotidiani rapporti di vita, ben diversamente sarebbero trattate, le chiedo perché non pensa di “congelare” i rapporti con quegli stati che perseguono politiche internazionali ambigue rispetto alle alleanze in essere (predicano bene ma razzolano molto male)?
Se lei allude per esempio all’Italia, tenga presente che gli Usa in questo momento hanno bisogno di tutti i loro alleati e non possono permettersi, come accadde invece nel 2003, di litigare con alcuni di essi.
- Lunedì 11 Giugno 2007
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 12 Giugno 2007 alle 13:28 giove80 ha scritto:
ma prodi glielo ha detto che quelli che contestavano in piazza e volevano la testa di bush lo hanno votato, e solo perche’ in comune hanno l’odio per silvio berlusconi,suo vecchio alleato?
Il 12 Giugno 2007 alle 18:53 AnnaOne ha scritto:
In Iraq gli US rimarranno con 4 mega-bases.
http://www.cfr.org/iraq/bases......htm
ed un’ambasciata con un compound grande come il Vaticano che comprende abitazioni per 380 famiglie.
Il 13 Giugno 2007 alle 14:37 TARIVORTO ha scritto:
Non concordo con il commento di Sergio Romano sulle prime due domande.
Ciò che è accaduto dimostra che il terrorismo si sconfigge con azioni di polizia e finanziarie, ma se vengono applicate da nazioni che hanno interesse ad effettuarle.
L’Iraq di Saddam non aveva questo interesse ad effettuare azioni di polizia e finanziarie contro i terroristi, il suo interesse era quello d’incrementare il terrorismo, come le stesse basi terroristiche in Iraq e vari esponenti terroristi protetti da Saddam hanno dimostrato.
La guerra in Iraq, pertanto, è stata un’ottima decisione di Bush, anche se contrastata dalle sinistre mondiali, comprese nazioni che avevano tutto l’interesse a farlo per motivi economici e politici.
Il problema del terrorismo si risolve solo se le nazioni collaborano, non se addirittura assistono e incrementano il terrorismo.
La prima domanda riguardava altre situazioni internazionali “calde”, come il caso dell’Iran, una nazione che ha reclutato con bandi ufficiali 40 Mila Kamikaze e che, in violazione dei trattati di non proliferazione nucleare, s’avvia ad avere armi nucleari.
Il motivo è ovvio, intende prendere il controllo del Medio Oriente, minacciare l’Europa e anche gli USA, ciò scatenerà un destabilizzazione di tutto il Medio Oriente, fonte dell’approvvigionamento mondiale d’energia, sarà inevitabile una corsa al nucleare da parte di nazioni che culturalmente sono al medio evo, situazione prossima futura che nessuno sarà più in grado di gestire e controllare.
La prima domanda verteva, quindi, su come gli USA dell’attuale Presidente o del suo successore intendano agire per evitare questa catastrofe mondiale che si profila all’orizzonte.
Il regime di Saddam fu deciso d’eliminarlo non tanto per una questione di trasformazione politica idealistica e sui generis, ma perché Saddam era un nemico dichiarato degli USA e dell’Occidente, in armi e fortemente sospettato d’allevare terroristi islamici, terroristi senza una sede fissa e senza una nazionalità precisa, che avevano colpito gli USA e potevano farlo ancora, tanto più se aiutati da uno Stato con le sue immense disponibilità economiche e militari.
Le conseguenze attuali non dipendono dalla guerra all’Iraq fatta dagli USA, ma dalla lotta secolare tra le tre etnie componenti l’Iraq e dalla ristrettezza mentale irachena, comune a tutti i paesi musulmani, di un unico satrapo e di un’unica fede religiosa da imporre.
La democrazia per i musulmani ha solo questo significato elevato a livello dell’Umma, della collettività religiosa che deve essere unica e senza contrapposizioni, posta nelle mani di un unico capo, in pratica l’antitesi del concetto di Democrazia.
Il 13 Giugno 2007 alle 14:50 zelda__ ha scritto:
Uh che bel gioco, rispondo pure io come se fossi Bush, posso? Faccio finta di essere lui:
1) del vostro futuro quando me ne sarò andato non me ne importa un bel niente, mi importa del mio, che consisterà nel giocare a golf e andare in vacanze alle bahamas ogni weekend.
2) Come?? L’Iraq, non è in nordafrica? Mi prende in giro, vero?
3) Potrò risponderle nel 2020.
4) Ma di chi parla, dei petrolieri amici di papà o del terrorista barbuto? Sono parenti tra loro?
5) Mi spiace ma con l’iran mi sa che non ce la facciamo, ci vuole troppo tempo per fare una bella guerra come si deve. Scusate.
6) Io il petrolio non lo rubo. Lo vendo.
7) Boh. Chi sono i candidati? C’è qualcuno della mia famiglia?
8) Hillary Clinton la conosco poco, però da ragazza doveva essere di molto bona.
9) Voterei come in america: per il partito repubblicano, ovviamente.
10) Ha ragione, bisogna reagire! Presto, bombardiamo l’Europa!
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.