Il nostro primo pensiero, dopo aver capito che cosa era successo davvero, è stato di essere tra i più fortunati. Quelli che durate in tre minuti d’inferno non si trovavano sotto il palco. La delusione per una serata speciale, di musica e divertimento, che è saltata passa in secondo piano.
La faccia di chi c’era è terrorizzata. Alcuni di loro erano qui dalle 5 del mattino, per riuscire a prendere il braccialetto che permetteva di entrare nella “vasca”, l’area protetta proprio davanti all’enorme palcoscenico. I circa 2 mila posti disponibili erano già finiti alle 10. Alcune ragazze che si trovavano lì per sentire i My Chemical Romance raccontano che non solo le otto torrette (due delle quali con in cima i maxischermi) sono crollate, ma anche la base del palco si è spostata a causa del vento fortissimo.
Le forze dell’ordine ci fanno sfollare lentamente e ordinatamente, siamo più di 30 mila. Il secondo pensiero è come fare a rientare a casa. A questo punto i biglietti che abbiamo in tasca per salire sui treni speciali dell’una di notte sono inutili. Alcuni si fermano a dormire fuori da Parco San Giuliano, nel campeggio spontaneo che è spuntato nel giorno e mezzo di festival. Non sanno ancora che è tutto annullato, anche il concerto di Vasco di domenica, per cui erano attese almeno 80 mila persone. Qualcuno fa l’autostop.
Molti hanno l’auto e si avviano ai parcheggi. Passeranno oltre due ore imbottigliati nel traffico, completamente in tilt, tra Mestre e l’entrata dell’autostrada. I più, un fiume di gente, vanno a piedi verso la stazione. Quando arriviamo, è già stata presa d’assalto dai fan disorientati. Non si sa se ci saranno treni per i rientri. In poco tempo per fortuna arrivano anche i volontari della Protezione civile, che smistano la folla. E un gruppo di operatori del servizio clienti di Trenitalia, che danno informazioni.
Il traffico ferroviario da e per Venezia è nel caos. Alcuni treni hanno anche 120 minuti di ritardo. Dopo le 20.03 non sono più previsti convogli per Milano, ma verso le 21 ne viene annunciato uno straordinario. Mentre aspettiamo, sul marciapiede del binario 3 si discute della tromba d’aria, della sfortuna che ha colpito il primo (e forse l’ultimo) Heineken di Mestre, dei feriti e dei soldi buttati per il festival, dell’inchiesta che verrà aperta. Gli organizzatori hanno fatto poi sapere che tutti i biglietti verranno rimborsati.
Alle 22 arriva finalmente il treno, accolto da un applauso. Prima di essere invaso da centinaia di persone. I vagoni sono strapieni, molti viaggiano in piedi. Quelli seduti, sfiniti, si addormentano. Arrivo a Milano Centrale poco prima dell’una. Scendo le scale ed è la prima volta che vedo le stazione deserta. Dopo tanta confusione, un silenzio irreale, che chiude questa giornata tanto attesa. Ma finita male.
- Sabato 16 Giugno 2007

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Il 16 Giugno 2007 alle 13:51 Heineken Jammin’Festival, temporale e festa finita: la bufera inizia ora » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Jammin’ festival: tutti fuori. I disagi del rientro [...]
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