La moda italiana piange Ferré, architetto della camicia bianca

L'Ospedale San Raffaele di Milano ha comunicato ieri sera 17 giugno alle 21, la constatazione del decesso dell'architetto Gianfranco Ferrè per gli esiti di una emorragia cerebrale. La famiglia ha predisposto che la salma venga immediatamente trasportata a Legnano, dove Ferrè era nato il 15 agosto 1944 e dove aveva la sua casa.<br /> Nella foto, lo stilista durante le sfilate milanesi nel 2002.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]
Gianfranco Ferré è morto. Emorragia cerebrale. La notizia, preannunciata da quel ricovero urgente e dal primo bollettino medico di venerdì sera, che giudicava gravissime le condizioni dello stilista, è giunta domenica 17 in serata, dopo due giorni di ricovero all’Ospedale San Raffaele di Milano.

Conosciuto da tutti come l’architetto della moda, per via della laurea conseguita nel 1969, Ferrè verrà ricordato come unico italiano ad aver guidato la maison di Dior. Ma, soprattutto, rimarranno nella storia della moda le linee geometriche dei suoi abiti e il taglio sartoriale della camicia bianca, vero cavallo di battaglia: declinata in mille fogge, tessuti e dettagli, con i grandi colli che sapevano rendere regale il più classico dei capi. Oggi tutti lo ricordano: giornalisti, stilisti, semplici collaboratori. Le parole sono tante, ma forse non bastano a descrivere il genio creativo e riservato dell’omaccione di Legnano, che nei principi dell’architettura aveva trovato il rigore e le leggi dell’arte.

Ecco il video dell’ultima sfilata milanese. Quella dedicata alla moda maschile del prossimo autunno inverno. Tra qualche giorno avrebbe presentato la primavera estate 2008. A quello stava lavorando venerdì, prima del ricovero in ospedale.

Commenti

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Il 18 Giugno 2007 alle 14:04 rachele.decata ha scritto:

Già si guarda al futuro: la sfilata di Ferré, in programma domenica 24 per Milano Moda Uomo, si farà. Ad annunciarlo l’imprenditore Tonino Perna, patron della It Holding, proprietaria del marchio Ferré: “Lui aveva già scelto la musica e organizzato tutto. Questa sarà la sua ultima sfilata”. E’ presto per pensare ad un successore ma, aggiunge Perna, “il sogno di Gianfranco continuerà con il rigore che lui ci ha insegnato”. Dalla maison si affidano a un comunicato, nel quale si annuncia la triste perdita dello stilista ma si ribadisce l’intenzione di “proiettare al futuro e di potenziare l’esempio di stile e di eleganza - ma anche di impegno e di passione - che il grande creatore ha saputo rappresentare con la sua vicenda umana e professionale”.

Il 22 Giugno 2007 alle 12:26 Ferré nel ricordo delle talent scout che ne seguirono gli esordi » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:

[...] Tanti ricordi si affollano in questi giorni quando il pensiero va allo stilista architetto Gianfranco Ferré, scomparso il 17 giugno scorso, in quel dì 17 non amato e che gli è stato fatale. “Un uomo straordinario, umanamente fantastico”, ha chiosato lo stilista Valentino all’uscita della Basilica di San Magno a Legnano, dove il 19 si sono svolti i funerali. In attesa della Messa di domani 23 giugno nella chiesa di San Marco a Milano (voluta dalla Camera Nazionale della Moda Italiana prima delle sfilate di Milano Moda Uomo) e della sfilata di domenica 24 per la presentazione della collezione uomo P/E 2008, Panorama.it ricorda Gianfranco Ferré attraverso la testimonianza di Ileana Pareto Spinola e Anne-Sophie Benazzo, entrambe talent scout del giovane Ferrè, due simpatiche signore note al mondo della moda con l’epiteto di crocerossine del pret-à-porter, affidato loro negli anni ‘80 dalla rivista Harper’s Bazar. Ecco il loro racconto: “Un bel giorno, agli inizi degli anni ‘70, è arrivato nei nostri uffici un ragazzone di 26 anni, anzi un cucciolone di nome Gianfranco Ferré, mandato da Rosy Biffi della boutique Biffi. Ferré era laureato da poco in architettura e si era presentato con una valigia regalatagli dalla zia lunga (aveva la zia lunga e la zia corta) piena di accessori stupendi. Quel giorno si trovava da noi Anna Riva per fotografare dei capi della collezione Billy Ballo di Walter Albini (morto nell’83 a soli 41 anni, ndr). Gianfranco non riusciva a esprimersi come voleva solo con l’architettura e quindi faceva degli accessori meravigliosi, dalle cinture ai bijoux. Così, su richiesta di Anna Riva, il giovane stilista ha creato delle collane di spago con pezzetti di resistenze dei circuiti elettrici. In quegli anni ci occupavamo di Mare Moda Capri, dove sfilavano i grandi stilisti del momento da Albini, con cui Ferrè aveva in comune il senso della bellezza, a Fausto Sarli, da Krizia a Missoni e dove Gianfranco ha cominciato a farsi conoscere presentando i suoi accessori per le sfilate capresi. Una mattina all’alba abbiamo ricevuto una telefonata. Era Gianfranco che ci diceva di aver sognato delle magliette. Il caso ha voluto che in quel periodo avevamo una ditta di maglieria con un buon prodotto di qualità, ma stilisticamente noioso. Fu così che gli abbiamo commissionato delle t-shirt che ci ha realizzato in breve tempo e che ebbero un gran successo. Si trattava di maglie di cotone color écru, con maniche a punta, disegnate con strani scogli e grandi righe sui debardeurs. Gianfranco è sempre stato un gran perfezionista, per imparare i segreti della maglieria tubolare era andato a studiare in Svizzera per sei mesi. Il suo vero lancio è avvenuto con Sangiorgio di Genova, un’azienda di impermeabili che l’ha mandato in India, dove il creativo legnanese ha affinato il gusto per i colori e per i tessuti originali. Nel ‘72 abbiamo trascorso insieme una vacanza in Grecia. Durante una visita a Micene, l’architetto si è rotto entrambi i calcagni, ma la sua tenacia non lo ha distolto dal nostro evento di Capri, dove è stato costretto a lasciarsi portare in giro su una carriola. Sei anni dopo ha fondato con Franco Mattioli il marchio che porta il suo nome, mentre nell’89 è stato chiamato da Christian Dior e vi è rimasto in qualità di direttore artistico per ben otto anni. Rientrato a Milano, rafforzato dall’esperienza parigina, ha continuato a creare per la sua griffe in cui ha creduto fino alla fine dei suoi giorni. Oltre a essere stato per noi un grandissimo amico, Gianfranco Ferré è stato il signore della moda, un grande aristocratico e così lo vogliamo ricordare”. [...]

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