- Tags: cantautore, canzoni, chitarra, De-Andrè, genova, Gianni-Tassio, museo, musica, negozio, Via-del-Campo
- Un commento

Il loro motto è: “In direzione ostinata e contraria”. Ma ora stanno per arrendersi e abbassare la saracinesca. “Loro” sono i vecchi amici e ammiratori di Fabrizio De André e la saracinesca è quella di via del Campo, numero civico 29 rosso, il negozio-museo fondato da Gianni Tassio e dedicato a quello che è unanimemente considerato il più grande cantautore italiano di sempre. Intorno, palazzi medioevali e rinascimentali hanno riconquistato l’antico splendore dopo il restauro, ma la strada cantata da Fabrizio, non è più la stessa, accerchiata com’è da phone center, negozi di kebab e cineserie. L’altoparlante del negozio del “fu Gianni Tassio” diffonde ancora le note di “Via del Campo”. Parole che davanti alle vetrine sussurrano anche i giovanissimi. Fa impressione vedere i ragazzi con gli occhi lucidi di fronte all’ultima chitarra di Fabrizio, la Esteve. Intorno le case-torri dei caruggi, le une quasi appoggiate alle altre, diventano una straordinaria cassa acustica: “Via del Campo c’è una puttana, occhi grandi color di foglia, se di amarla ti vien la voglia basta prenderla per la mano…”. Nella taverna a fianco i vecchi giocano a cirulla e mangiano farinata, bagnata con un biccherino di “gianchettu”, vino bianco sfuso. Daniela Tassio, dopo la morte del marito, esattamente tre anni fa, prova a difendere quell’angolo di “vegia Zena”, quasi uno scatto in bianco e nero. “Otto anni fa l’università ci ha costretto a traslocare qualche isolato più in qua e noi ci siamo spostati. Ma ora mio marito non c’è più e io sto per andare in pensione questo piccolo museo rischia di sparire” spiega delusa la signora. Infatti non lontano dalla bottega, in uno dei più belle dimore aristocratiche della città, palazzo Grillo, nascerà il museo “ufficiale” dedicato al geniale chansonnier di “Creuza de ma” e, sempre lì, traslocherà la sua fondazione. “Mentre in via del Campo, dove è nata la scuola cantautoriale genovese non resterà più niente” scuote la testa Daniela Tassio. Da qui passava a comprare le chitarre Gino Paoli, erano di casa Luigi Tenco e Umberto Binda, Paolo Villaggio e Faber scrissero insieme Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Potiers. “Paolo è uno degli ultimi a essere venuto nel nostro negozio” ricorda la signora, testimone e vestale di un boom artistico irripetibile. “Anche Bruno Lauzi, prima di morire, passava sempre a salutare”. Ora Via del Campo rischia di dimenticare il suo Faber: “La moglie, Dori Ghezzi, non l’ho mai sentita e temo che il museo e la fondazione toglieranno luce a questo piccolo presidio della musica d’autore”.
A cui Gianni Tassio ha dedicato tutta la vita e dove i fan di De André hanno, negli anni, riempito di omaggi e lacrime quattordici libri per le dediche. E ancora oggi vengono qui a cercare lp altrove introvabili. Magari con incisa la voce arrocata dalle sigarette di Faber che canta in spagnolo o in francese. “La Regione ha promesso che farà qualcosa. Vedremo… Io comunque entro fine anno lascerò e spero di non dover cedere a uno dei tanti commercianti stranieri. Noi qui abbiamo difeso per anni con le unghie la tradizione della canzone genovese”.

In fondo il loro motto è “in direzione ostinata e contraria”. E per dimostrarlo nel 2003 hanno fondato qui il Genoa club dedicato a Fabrizio De André (che nella bara ha voluto una sciarpa della sua squadra) proprio mentre i rossoblù retrocedevano in serie C. In fondo a De André piacevano le sfighe e gli sfigati, cantava ladri e assassini. Forse gli piacerebbe anche questa via del Campo con mille colori e mille lingue. In mezzo alle quali, però, non potrebbe non esserci la sua. Quella che esce dall’altoparlante e diffonde nella piazzetta l’ultima strofa di Via del Campo: “Ama e ridi se amor risponde, piangi forte se non ti sente, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”.
Gianni Tassio racconta la vera storia di Via del Campo. Da YouTube:
Il video di YouTube del concerto di Sarzana nel 1981: Faber canta Via del Campo:
Una lunga intervista a Fabrizio De André, prima del concerto di Sarzana. Video da YouTube:
Il video di YouTube del concerto di Fabrizio De André al Teatro Brancaccio di Roma:
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Commenti
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Il 21 Giugno 2007 alle 8:49 persefone ha scritto:
Boh. Con tutto il rispetto. che ce ne facciamo di due musei de andrè uno a cento metri dall’altro? Tanto più che quello della Tassio è un negozio, non un museo.
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