Costamagna: Basta con questa storia di essere considerato un prodiano

Claudio Costamagna banchiere che stima Bazoli, aiuta Murdoch e Geronzi, non disdegna Ricucci ed è presidente della potente associazione di ex alunni Bocconi
Claudio Costamagna è nato nel 1956, lo stesso anno in cui Enrico Cuccia fondava Mediobanca e la Ford si quotava a Wall Street.
Ha fatto il liceo a Bruxelles, poi la Bocconi a Milano, di cui ora è presidente della potente associazione di ex alunni, tra le cui file militano alcuni tra i più bei nomi della finanza italiana. Ha lavorato in Citibank, Montedison e fino al maggio del 2006 in Goldman Sachs, che ha lasciato quando era chairman della divisione Investment banking per l’Europa e il Medio Oriente.
Come indipendente, è consigliere d’amministrazione di alcune note società come Luxottica, Bulgari e Value Partners. Ora lavora in proprio come superconsulente per grandi operazioni di fusione e acquisizione. Grande appassionato di scherma, predilige duellare di fioretto.
Di questi tempi si parla molto di lei. Per esempio non sapevamo che era intervenuto per dissuadere Stefano Ricucci dal lanciare l’opa sul Corriere.
Guardi, tutto ciò che è uscito mi sembrano sciocchezze. Io non c’entro nulla con quella vicenda. Conosco Ricucci perché è molto amico di mio fratello. E ho solo fatto due telefonate per vedere se si poteva trovare un accordo pacifico tra lui e il patto di sindacato del Corriere della sera. Ma perché mai in Italia si parla solo del Corriere?
Cosa vuole che le dica, perché in tanti hanno cercato di metterci le mani, perché per noi provinciali è l’ombelico del mondo. Ma capisco la meraviglia, lei è di cultura anglosassone…
Ha ragione, ma deve capire la mia insofferenza nel sentirmi chiedere, ogni qualvolta vengo in Italia, notizie sulle manovre intorno al giornale.
A proposito, come andò il suo tentativo di mettere pace tra Ricucci e i soci del giornale?
Beh, ha visto anche lei come è finita. Allora perché me lo chiede?
Quante cose fa lei, Costamagna. Doveva diventare il capo di Mittel, poi era con Murdoch nella trattativa con Telecom. Nel frattempo ha fatto da testimone alle nozze di Angelo Rovati e, ciliegina sulla torta, superconsulente di Geronzi nella fusione con Unicredit.
Ha dimenticato che sono consigliere indipendente in quattro società. E che per vent’anni sono stato in Goldman Sachs, nella posizione più alta mai ricoperta da un non americano.
Dicono che Cesare Geronzi l’abbia usata come un taxi, scaricandola quando non serviva più.
Ma quale taxi! Geronzi doveva fare l’operazione con Unicredit senza coinvolgere la struttura di Capitalia, che era nelle mani di Matteo Arpe, l’amministratore delegato. Né voleva coinvolgere le banche d’affari, per tenere il massimo di riservatezza. Allora ha chiamato me.
Anche perché, dicono, così facendo si conquistava la benevolenza di Romano Prodi, cui lei è molto vicino.
Mi sono rotto i co…. di essere considerato in Italia solo come l’amico di Prodi. Io ho buoni rapporti con il premier, ma prima di tutto sono un banchiere d’affari che ha curato operazioni importantissime.
Dicono anche che Geronzi le avesse promesso un posto nel comitato di gestione di Mediobanca, salvo poi cambiare idea.
Nessuno mai mi ha chiesto o detto niente in tal senso. Ma se lo faranno valuterò la proposta.
Nella vicenda Mittel, si è reso protagonista di un lungo tiramolla con Giovanni Bazoli per poi mandare tutto a monte.
Su Mittel tutto si è svolto in modo molto semplice. Dovevo diventare amministratore delegato, e la cosa era fatta al 95 per cento. Poi una mattina mi sono svegliato e mi sono detto: «Ma a me, chi lo fa fare di legarmi a una struttura?». In fondo avevo appena lasciato Goldman Sachs. Perciò ho telefonato al professor Bazoli, l’ho ringraziato, ma gli ho detto che in quel momento non era la cosa che mi sentivo di fare.
Da quello che si sa pare che non ci sia rimasto benissimo…
Non so che dirle, quando ci siamo parlati ha capito perfettamente il senso della mia scelta.
Non sembrava felice nemmeno quando ha visto che lei stava al fianco di Geronzi.
No, anzi. Mi ha fatto i complimenti. Mi ha detto: “Come banchiere ha fatto una bella operazione”.

Commenti

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Il 21 Giugno 2007 alle 12:14 halibelivuk ha scritto:

Ma allora non è vero che la Linda Costamagna che ha finanziato la campagna elettorale di Prodi alla grande (e alla luce del sole, beninteso) è anche… moglie del Claudio?

Il 21 Giugno 2007 alle 14:00 voltaire ha scritto:

Lui s’è rotto ‘i co…” gli italiani rotti “i co…” , e altro di leggere sempre gli stessi nomi, di questo immenso comitato d’affari che ci governa;
spero che un giorno, non molto lontano gli italiani di destra o di sinistra si sveglieranno con una bella rivoluzione alla francese!!
Perchè mentre loro si interrogano se sono di destra o sinistra; questi signori gli fanno il cu….
ps. più metà delle pensionati riceve meno di 5OO

Il 21 Giugno 2007 alle 15:13 beretta ha scritto:

Dall’intervista emerge quanto sia simpatico e umile, questo Costamagna. Però attenzione a quel che dice il Voltaire qui sopra: di questo passo la sua profezia rischia di avverarsi.

Il 21 Giugno 2007 alle 15:35 voltaire ha scritto:

non vorrei sembrare qualunquista, non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma credo fermamente che tutti gli uomini e donne di buona volontà dovrebbero unirsi in questa battaglia, non di moralizzazione, non di giustizia , che ricorda passati ingloriosi; ma d’equità, hanno gridato alla moralità, hanno gridato , hanno gridato alla giustizia, ma una volta su quei scranni, hanno solo partecipato al banchetto,
Certo si fa sempre in tempo a raggiungere le file di chi vuole che il proprio lavoro sia riconosciuto

ps più della metà dei pensionati prende meno di 500 euro al mese

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