- Tags: beni-confiscati, campo, corleone, Don-Ciotti, giovani, legalità, Libera, Mafia, ndrangheta, pallone, rizziconi
- Un commento

Era stato costruito tre anni fa su terreni confiscati alla ‘ndrangheta. Ma i vandali lo avevano distrutto: un segnale di predominio sul territorio.
Impraticabile, il campetto di calcio non è più stato usato. Almeno fino a poche settimane fa, quando a Rizziconi, otto mila anime in provincia di Reggio Calabria, è stato rimesso a nuovo. E inaugurato. Uno spazio per i ragazzi dove stare insieme e inseguire un sogno: diventare un campione del pallone e liberarsi dalla marcatura asfissiante della malavita.
Storia di Calabria che non si arrende. E che per la seconda volta ha dato un calcio alla criminalità. Una metafora usata anche da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, il giorno dell’inaugurazione: Siamo qui per dare un calcio alle mafie. Questa partita giochiamola insieme, ognuno con il suo ruolo e le sue responsabilità.
Una storia di riscatto. Una come tante - che spesso rimangono sotto silenzio - nate dai terreni e dai beni confiscati alla criminalità. Nel 2006 sono stati più di 7000 gli immobili strappati al patrimonio delle cosche, su tutto il territorio nazionale. Di questi 3377 sono stati assegnati ad altre finalità e sono state 227 le associazioni e le cooperative sociali che vi hanno avviato una realtà produttiva dando, un lavoro e un’opportunità ai giovani.
Dalla costa calabra, attraversando lo Srtetto, si arriva in Sicilia. Dove, questa estate, 400 ragazzi lavoreranno in terreni che una volta appartenevano ai boss, fra Corleone e Canicattì. Il progetto, una testimonianza di cultura della legalità e dell’antimafia, si chiama LiberArci dalle Spine, proprio come uno dei campi della legalità di Libera. Per la serie E!StateLiberi!. Ragazzi tra i 17 e 30 anni, provenienti principalmente dalla Toscana, dalla Puglia, Liguria e Lazio.
E ci saranno pure volontari stranieri: trenta giovani americani della Syracuse University che visiteranno i campi per due settimane, dal 27 giugno al 2 luglio. Non sarà solo un tour turistico. Anche qui, si farà gol alla criminalità!
- Giovedì 21 Giugno 2007
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Il 12 Luglio 2007 alle 12:36 Camorra, se la villa di Scarface diventa una clinica » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il fratello di Sandokan viveva ricco e felice nella villa neoclassica di Scarface. No, non è il confusionario lieto fine di una parodia de La tigre di Mompracem di Emilio Salgari, ma uno squarcio sul passato recente della Camorra. La notizia dell’iniziativa della Regione Campania è nota, ed è stata ripresa ieri dalla stampa internazionale: sta per essere trasformata in centro sportivo e di riabilitazione per disabili la villa che il boss Walter Schiavone, fratello di Francesco detto Sandokan, fece costruire a Casal di Principe (Caserta). “La villa” scrive il quotidiano inglese Guardian “va a unirsi a tutta una serie di riconversioni in corso nella zona di Napoli, come villa de’ Medici (che era di Cutolo, ndr) ora utilizzata come centro sociale per i giovani e un’altra villa appartenuta al clan Zaza di Pomigliano d’Arco, che ora ospita una caserma della polizia municipale”. “La villa di Scarface trasformata in una clinica”, titola invece il quotidiano gratuito francese 20minute. Già, Scarface. Si dice che Schiavone consegnò all’architetto la videocassetta del film di Brian De Palma. E gli ordinò di costruire quel che vedeva, come si racconta anche in questo video tratto dal documentario ‘O sistema. var flashObject = new FlashObject(”http://www.youtube.com/v/KRMhX-nebbs”,”fm_KRMhX-nebbs”,”350″,”288″,”6″,”",”",”",”",”"); flashObject.addParam(”wmode”, “transparent”); flashObject.write(”fo_targ_KRMhX-nebbs1930252145″); Così vuole la leggenda. Ma già Roberto Saviano (qui i suoi video), nel pluripremiato romanzo Gomorra, scrive che “non è il cinema a scrutare il mondo criminale per raccoglierne i comportamenti più interessanti. Accade esattamente il contrario”. Perché “i camorristi sfruttano l’immaginario condiviso, i riferimenti sono quelli di tutti: i film americani, gli abiti firmati, l’atteggiamento da vincente”. var flashObject = new FlashObject(”http://www.youtube.com/v/kGG-3wH664Q”,”fm_kGG-3wH664Q”,”350″,”288″,”6″,”",”",”",”",”"); flashObject.addParam(”wmode”, “transparent”); flashObject.write(”fo_targ_kGG-3wH664Q30103460″); La villa, costata a Schiavone due milioni di euro, era il simbolo di quella potenza irraggiungibile in grado di provocare timore, invidia e, in fondo, ammirazione, in quelli che abitavano o passavano di là, che la chiamavano “Hollywood”. Nel 1999 la dimora è stata sequestrata e Schiavone acciuffato mentre cercava di scavalcare il muro alto e liscio che aveva fatto costruire a difesa della sua fortezza. Per il centro sportivo, che sarà pronto l’estate prossima, sono stati stanziati 1,6 milioni di euro. Alla regione Campania sono convinti che “il modo migliore per combattere la mafia è conquistare i suoi simboli di potere e metterli al servizio della comunità”. Così come accade anche in altre regioni d’Italia. In Calabria per esempio. var flashObject = new FlashObject(”http://www.youtube.com/v/z31CyAcUEKo”,”fm_z31CyAcUEKo”,”350″,”288″,”6″,”",”",”",”",”"); flashObject.addParam(”wmode”, “transparent”); flashObject.write(”fo_targ_z31CyAcUEKo1393804940″); [...]
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