Rifiuti: il Senato converte in legge il decreto e ufficializza l’emergenza

Rifiuti, emergenza continua in Campania
Con 152 voti favorevoli è passata al Senato la conversione in legge del decreto sugli interventi straordinari per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. I voti contrari sono stati 136.

Ora il provvedimento passa all’esame della Camera. Quello licenziato dall’assemblea di Palazzo Madama è in realtà un testo ritoccato, e in più punti, rispetto a come era arrivato dal governo. E soprattutto, più che risolverla, rende ufficiale l’emergenza.

Di fatto, tra le novità principali, la provvisoria riapertura, per soli venti giorni, della discarica Difesa Grande di Ariano Irpino ( nei pressi della quale, giovedì scorso, il commissario straordinario Guido Bertolaso è stato aggredito dagli abitanti) e un successivo stanziamento da parte della Regione Campania di cinque milioni di euro per la messa in sicurezza prima e la bonifica dopo. Il presidente della Commissione Ambiente Tommaso Sodano (di Rifondazione) esprime grande soddisfazione per l’approvazione. “Siamo intervenuti - spiega il parlamentare - per rendere il decreto compatibile e rispettoso dei temi a cui come commissione teniamo molto. All’articolo si dice che la Regione Campania non ha bisogno di un piano industriale, ma di un piano del ciclo integrale dei rifiuti che prevede tutti gli impianti da quelli finali, discariche e inceneritori, a quelli per il compostaggio. Ma anche la raccolta differenziata con penali per coloro che non ottemperano agli obblighi di legge”.

Il piano dovrà essere varato entro 90 giorni (cioè entro la fine di settembre, ndr) d’intesa con il ministero dell’Ambiente indicando i siti di compostaggio e regolamentando la produzione del fos, cioè la frazione organica stabilizzata di qualità. Ciò garantirà una raccolta differenziata più spinta. Per superare l’emergenza numerosi sono i soggetti chiamati. “Il commissario deve fare il piano - spiega Sodano - ma lo fa di intesa con il ministro dell’Ambiente, con la Regione Campania e la Provincia. Quindi c’è un coinvolgimento diretto degli attori che dal gennaio 2008 dovranno entrare nella ordinarietà”.
Nei Comuni poi in cui non verranno predisposte per il 2008 le tariffe per coprire il costo di smaltimento ordinario verrà mandato un commissario (l’ennesimo) ad acta. Che avrà il compito di elaborare le tariffe, in caso di non applicazione delle medesime da parte del Comune il consiglio comunale verrebbe sciolto in quanto verrebbe meno alla approvazione del bilancio.

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Il 25 Giugno 2007 alle 18:56 Gli estremisti della protesta: treni, ospedali, rifiuti. Voi con chi state? » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Solo nell’ultimo mese però ci sono stati almeno altri due episodi eclatanti. Sabato 23 giugno 115 infermieri del San Filippo Neri di Roma si sono messi in malattia contro i tagli di personale, facendo saltare decine di operazioni chirurgiche. E i disordini che ormai da mesi accompagnano il tentativo di aprire delle discariche in Campania sono culminati, il 14 giugno ad Ariano Irpino, in un’aggressione al commissario straordinario Guido Bertolaso. [...]

Il 7 Gennaio 2008 alle 18:24 Realacci: lo stop a Bertolaso sui rifiuti è una delle colpe del centrosinistra » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] “Il dramma rifiuti in Campania è certamente colpa della politica. E in particolare del centrosinistra perché governa da anni”. Non usa mezze misure il presidente della commissione Ambiente della Camera, presidente onorario di Legambiente e molto vicino a Walter Veltroni, Ermete Realacci, intervistato da Panorama.it. Realacci, il presidente Bassolino ha ammesso le proprie responsabilità, ma dice di non volersi dimettere. Credo che siano arrivati al pettine i nodi di una situazione che era tale già da mesi. Eppure quando Guido Bertolaso era commissario si era aperta una finestra: ma la politica non ha tenuto. E ora va peggio di prima. Che intende quando dice che “la politica non ha tenuto”? Il piano di Bertolaso aveva una razionalità: quella di Serre era una discarica enorme, di 2/3 milioni di metri cubi, che poteva mettere la Campania per circa un anno in sicurezza. E invece si è scelto di campare alla giornata e si è arrivati al dramma di oggi. Chi sta accusando? Le responsabilità sono generalizzate, in quota parte. Tutte le forze politiche hanno colpa: dopodiché è ovvio che il centrosinistra è più responsabile perché governa quei territori da molti anni. Anche se la prima responsabilità è di Antonio Rastrelli di An quando era commissario per l’emergenza rifiuti oltre dieci anni fa. Da allora tutti si sono opposti agli impianti di smaltimento. E oggi siamo all’assurdo. Un assurdo che puzza moltissimo. E che è fatto di pezzi incredibili: basti pensare che il compost, la raccolta dell’umido, raccolto in Campania viene portato in Sicilia. Lascio immaginare i costi… Segnalo poi che la raccolta differenziata a Napoli sta sotto il 9%. Realacci, manca la raccolta dei rifiuti, figuriamoci la differenziata. Però promuovere comportamenti migliori scaccia anche la moneta cattiva della criminalità organizzata. In alcuni comuni del salernitano, dove ci sono enti locali che lavorano bene e cittadini che collaborano, il problema dei rifiuti non c’è. E le percentuali di raccolta differenziata sono ai livelli del Nord Italia. Come si esce da questa situazione che ci sta facendo fare una figuraccia in tutto il mondo? Bisogna che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Se la politica non è in grado di affrontare i problemi reali e di tutti giorni della gente come salute e ambiente, pagherà dazio. È un problema solo della politica? No. Devono dare una mano tutti: i cittadini e anche la Chiesa. Che troppe volte, usando anche toni apocalittici, si è opposta ad impianti di smaltimento che erano e sono meno pericolosi dell’esistente e della camorra. [...]

Il 8 Maggio 2009 alle 12:46 8 maggio 2008 - 8 maggio 2009: un anno di governo, tra crisi ed emergenze » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] 8 maggio 2008 - 8 maggio 2009. Compie un anno, il governo Berlusconi. Dopo una campagna elettorale all’insegna dell’austerity, nella quale non promette “miracoli”, ma “concretezza”, Silvio Berlusconi vince le elezioni e il suo esecutivo giura un anno fa. La crisi economica è alle porte e l’azione di governo viene improntata da subito su provvedimenti di stampo economico. Tra le riforme, vanno in porto quelle di scuola e federalismo fiscale; molti i decreti, a volte modificati in corso d’opera, scelta che causa all’esecutivo più di qualche frizione con il Quirinale. Diverse le iniziative di politica estera, nell’anno della presidenza italiana del G8: tra le altre il trattato di Bengasi o l’impegno per la crisi in Georgia. Altro fronte di azione della maggioranza è quello della sicurezza, che viaggia insieme a norme legate a situazioni di emergenza come il terremoto abruzzese o la questione rifiuti in Campania. Ecco, in pillole, alcuni dei passaggi più significativi di questo primo anno di governo. Il primo provvedimento preso dal nuovo esecutivo è sull’emergenza rifiuti a Napoli. Si tratta di una iniziativa alla quale Berlusconi attribuisce anche un valore simbolico e lo dimostra convocando subito un Consiglio dei ministri nel capoluogo campano. Lo stesso farà anche per il terremoto all’Aquila. Il decreto che stanzia 8 miliardi di euro per la ricostruzione dell’Abruzzo vede la luce il 23 aprile scorso. Tra le questioni emergenziali affrontate dal governo c’è anche la crisi Alitalia. Il decreto per il salvataggio della compagnia di bandiera diventa legge il 24 ottobre 2008. L’emergenza numero uno, però, è quella economica. Per far fronte alla complicata congiuntura internazionale il governo anticipa la manovra finanziaria a giugno. E vara inoltre 2 decreti anti-crisi. Tra i temi dell’iniziativa governativa c’è senza dubbio quello della sicurezza. Il governo a un mese e mezzo dal suo insediamento dà vita a un consistente “pacchetto sicurezza”, che viene poi diviso in un decreto e un disegno di legge. Il secondo, che prevede, tra l’altro, la possibilità di “ronde” di cittadini, ma soprattutto il reato di immigrazione clandestina, dovrebbe avere a breve il via libera della Camera anche grazie alla fiducia posta dal governo. I decreti hanno finora rappresentato la “cifra” dell’azione di governo. Testi a volte modificati in corso d’opera e sui quali diverse volte è intervenuto il Colle. La scelta di ricorrere molto spesso a questo strumento ha anche inasprito il rapporto con l’opposizione che ha fatto appello ai presidenti delle Camere. Gli interventi di Gianfranco Fini in questo senso hanno più volte provocato frizioni con il premier. Berlusconi, anche a un anno dall’insediamento, non manca di sottolineare che la sua luna di miele con l’elettorato non subisce battute d’arresto. Nei giorni scorsi ha fatto sapere di avere oltre il 75% del consenso degli italiani. Dall’inizio del governo, due consultazioni elettorali su tre gli hanno dato ragione. Il centrodestra ha infatti perso le provinciali a Trento, ma ha conquistato la regione Abruzzo e soprattutto la Sardegna. Una sconfitta, quella nell’isola, che nel Pd ha portato alle dimissioni di Walter Veltroni. Da gennaio l’Italia ha assunto la presidenza del G8 e il Summit dei grandi del mondo si terrà nel nostro Paese. Il governo, dopo il terremoto in Abruzzo ne ha spostato la sede dall’isola della Maddalena all’Aquila. Tra le iniziative del governo in campo internazionale va citato il trattato di Bengasi che chiude i contenziosi riguardanti l’avventura coloniale italiana in Libia e l’impegno per la risoluzione della crisi in Ossezia. Dopo l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca Berlusconi ha fatto sapere che il rapporto del nostro Paese con gli Usa non cambierà. Tra i momenti più travagliati del governo Berlusconi c’è quello riguardante la vicenda di Eluana Englaro, la donna lombarda in coma irreversibile, per la quale il padre, Beppino, ha chiesto e ottenuto lo stop di alimentazione e idratazione. Mentre la maggioranza sta per approvare un ddl che obbliga i medici a riprendere quei trattamenti, Eluana muore. Maggioranza e opposizione si impegnano comunque ad approvare nel più breve tempo possibile una norma sul testamento biologico. Ma il provvedimento, dopo l’ok del Senato, è ancora all’esame della Camera. Il governo ha finora varato tre riforme strutturali. La prima riguardante la scuola, fonte di una pesante protesta di studenti e professori contro il ministro Gelmini; la seconda sulla pubblica amministrazione. La terza è il federalismo fiscale, che vede la luce, con un voto bipartisan dopo sei mesi di discussione in Parlamento. L’annunciata riforma della giustizia, invece, tarda ad arrivare. Su questo fronte si registra, però, l’approvazione del disegno di legge Alfano che prevede uno “scudo” per le più alte cariche dello Stato. [...]

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