Montezemolo contro Veltroni? Duello glamour, ma non si farà


Luca di Montezemolo contro Walter Veltroni?
Sarebbe una sfida elettorale molto glamour, quasi quanto quella tra Nikolas (e Cecilia) Sarkozy e Ségolène Royal. Gli elementi ci sono tutti: il rinnovo generazionale, una sorta di kennedismo che non guasta mai, l’appartenenza illuminata ai rispettivi schieramenti, destra e sinistra; anche le buone maniere che però non dimenticano i colpi bassi. Soprattutto ci sarebbe l’abbandono della politica ideologica a favore della politica, diciamo così, immaginifica e onirica: “Facci sognare”, stavolta detto però non ad un banchiere ma a dei candidati. Eppure è difficile, anzi quasi impossibile che questa rappresentazione vada in scena. Perché Montezemolo, nonostante la sua gran voglia di politica, quasi certamente non potrà essere il candidato del centrodestra.
Il passaggio dalla Confindustria e dalla Fiat alla campagna elettorale per la guida del Paese sarebbe troppo repentino e lo esporrebbe a troppi rischi, il primo dei quali, nonostante la sua indubbia popolarità, è l’insuccesso.
Eppure Montezemolo continua ad occuparsi di politica, e lo fa ormai con lo stile di chi vuol mettere i pedi nel piatto. Dopo la strigliata all’assemblea confindustriale di fine maggio, diretta in particolare al governo, stavolta ha attaccato frontalmente i sindacati. Con un linguaggio tanto politicamente scorretto quanto esplicito e a suo modo efficace. “Rischiano di rappresentare sempre più la pubblica amministrazione e i fannulloni” ha detto Montezuma, non trascurando neppure il governo “che ha come mestiere quello di creare problemi agli imprenditori”, e distribuendo pure un pizzicotto al centrodestra “che dovrebbe fare meno propaganda e avere un progetto politico”.
E dunque? Il Montezuma-pensiero sembra adattarsi alla perfezione ad un altro esponente del centrodestra: Pier Ferdinando Casini. Con il leader dell’Udc, Montezemolo ha una lunga consuetudine e amicizia, secondo i bene informati è stato un suo elettore e sostenitore nel 2006.
Altrettanto un altro industriale che di Montezemolo è socio e amico, Diego Della Valle. Ecco: mentre da soli Casini e Montezemolo hanno poche chances, l’alleanza tra i due (alla quale potrebbero unirsi altri esponenti dell’imprenditoria e del mondo economico, in testa Mario Monti) qualche chance ce l’avrebbe. Soprattutto di imporsi, a destra, a Silvio Berlusconi. Già, perché la discesa in campo di Veltroni pone il Cavaliere di fronte a un dilemma.
Il sindaco di Roma, una volta accettata la leadership del Partito democratico, potrebbe avere l’interesse ad andare alle urne al più presto, nel 2008, per non farsi logorare dal governo Prodi e dagli inevitabili problemi che nasceranno con il premier. In questo caso è praticamente certo che si troverebbe di fronte ancora una volta Berlusconi, e gli altri aspiranti del centrodestra dovrebbero adattarsi.
Montezemolo, il cui mandato confindustriale scade nel maggio 2008, dovrebbe fare da spettatore; per non parlare della presidenza Fiat. Discorso diverso se Veltroni, com’è probabile, puntasse ad elezioni nel 2009, magari per cercare di recuperare al centrosinistra qualche consenso, e soprattutto per accreditarsi al Nord, dove quello del Campidoglio non è un biglietto da visita irresistibile. Tra due anni Berlusconi sarebbe meno forte di oggi, qualcosa nei sondaggi potrebbe girare in senso diverso, insomma ci sarebbe più tempo per riaprire i giochi in tutto il centrodestra.
In questo quadro l’operazione Montezemolo ci starebbe tutta. Sarebbe il simbolo ed il king maker, se non il candidato, di un’Italia produttiva e di successo, soprattutto al Nord, e sia per Casini, sia anche per Gianfranco Fini, averlo al proprio fianco rappresenterebbe un bel valore aggiunto. Certo è che il presidente della Confindustria, che sta per compiere 60 anni, non ha intenzione di abbandonare quella scena che è convinto di calcare molto bene, e di cui è molto innamorato.

Commenti

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Il 22 Giugno 2007 alle 15:17 halibelivuk ha scritto:

E questo sarebbe il ricambio generazionale??? Montezuma, che c’ha l’età di mio nonno?

Il 22 Giugno 2007 alle 15:22 peppino ha scritto:

Ma scusate ma se togliamo la Ferrari Monteprezzemolo nella vita cosa ha combinato? Che poi a vincere le gare di macchine con Schumacher ero capace anch’io!

Il 22 Giugno 2007 alle 15:27 giancarlob ha scritto:

Bè, una cosa bella l’ha fatta di sicuro: ti ricordi di Edvige Fenech?

Il 23 Giugno 2007 alle 16:43 nihil ha scritto:

Concordo con halibelivuk, mi sono stufato di sentire elogiare i leader giovani degli altri paesi salvo poi avere sempre dei vecchi bacucchi in Italia, basta è ora di lasciare spazio ai quarantenni e a qualche cinquantenne bravo, per gli altri si godano pure le loro pensioni d’oro.

Il 25 Giugno 2007 alle 11:29 prat ha scritto:

Caro Montezemolo,Tu parla solo quando le galline fanno pipì.Sarà che io sono affetto da grave sindrome dissociativa ma quando vedo il Conte L.C.d.M. mi viene voglia di tifare per la McLaren.Infatti io dissocio i successi della Ferrari in F1 dalle capacità manageriali del nobilastro.Le vittorie sono tutte di Schumacher,di Todt,dei meccanici ma sicuramente non sue.In Fiat non ne parliamo proprio .Questo raccomandato che è capace di portarsi indietro solo l’aria sfigata e stanca di uno sciupafemmine ,costretto a marchetta mercenaria perché non gliela danno;che cosa ti fa ?Alla fine della sua,non indimenticabile, reggenza al Viale dell’Astronomia,30 diventa un leone dal possente ruggito.Un leone di efficienza che da lezioni a tutti .Reprimende a sinistra ,reprimende a destra ,reprimende al Sindacato e poi la chicca finale sui fannulloni che rimarebbero insieme alla pubblica amministrazione ed ai pensionati le ultime categorie patrocinabili dai sindacati.Mentre ascolto questa Ciceronata ( si proprio come la pasta e ceci) lo rivedo tra i banchi di scuola mentre si fa passare il compito dal più bravo della classe e poi lo passa per farina del suo sacco.Quello bravo si becca una mazzettina mentre il Conticino ,neeh ,si becca il voto più alto.Noblesse oblige…Io sono critico del ruolo e delle funzioni svolte dal sindacato ma dire che difendono ,quelli che il conticino considera dei disperati o dei fannulloni,mi sembra una idiozia degna del suo autore.Per lui anche i pensionati sono assimilabili a dei fannulloni:forse perché pensa di non diventare mai vecchio ?…o perché sui già pensionati non può più ricattare i governi con pensionamenti anticipati a carico della comunità?Poi di pubblica amministrazione non ne capisce un emerito tubo di scappamento,perciò accantoniamo…Non parlare,non proferire sillaba sull’evasione fiscale, si potrebbe essere incuriositi da bilanci di conglomerate,holding e masturbazioni finanziarie fatte per uccellare chi invece le tasse le paga veramente.Leone dalla criniera moscia e dalla dentiera appiccicata perché non fai il tuo partito ?Non ti basterebbe il Corsera,non ti basterebbe il Sole ,non ti basterebbe tutto il circo Barnum di giornali,banche ed assicurazioni che ti ha sempre manovrato,faresti sempre una grande figura di merda e tu lo sai.Percio’ beati che c’è qualcuno nel tuo circo che agita ed intorbida le acque ogni 15 anni . Ora è il tuo turno.Abbi fortuna e dormi si dice dalle nostre parti.Fai un cortesia a tutti gli Italiani, industriali e fannulloni compresi ,prima di parlare accertati che le galline abbiano fatto pipì.
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Prat

Il 25 Giugno 2007 alle 11:33 prat ha scritto:

Il cattocomunismo è l’idea ispiratrice di Prodi, l’allievo meno brillante di Don Dossetti. Il cattocomunismo è una ideologia che ha segnato a lungo la Chiesa e la politica italiana: ma è ormai roba vecchia. L’ideologia prossima ventura del centrosinistra è ben altra, ben più avvolgente e ben più efficace nel creare consenso: il veltronismo, appunto.Di che cosa si tratta? Semplice. Veltroni non si accontenta di mettere d’accordo due anime del Paese, i cattolici e i comunisti. Vuole tutti. Prendiamo a prestito, per spiegarci meglio, le parole scritte un mese fa dalla Fondazione Magna Carta:
“Il veltronismo è essenzialmente il pluralismo in un uomo solo. Veltroni da solo garantisce quello che una volta si chiamava l’arco costituzionale; potrebbe andare a Porta a porta, occupare tutte le sedie e il dibattito sarebbe assicurato. Per Veltroni la par condicio è solo un problema di ripartizione interna della sua coscienza. Il suo risultato ideale è un ballottaggio con sé medesimo”.

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Prat

Il 14 Settembre 2007 alle 19:46 Carlalberto Iacobucci ha scritto:

Non si farà ? Ti sei salvato Walter.
Sarebbe del tutto normale prenderle da Montezemolo. Non avresti alcuna chance.

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