
Leggere tra le righe è d’obbligo. Perché quando un alto ufficiale tiene un discorso in una cerimonia pubblica, non c’è parola che non sia meditata a lungo. E ci sono cose che un generale, pur nel rispetto di tutte le istituzioni, deve ai suoi uomini.
Così, oggi a Milano, nel corso della celebrazione del 233° Anniversario della Fondazione del Corpo della Guardia di Finanza, non è sfuggito ai più attenti un passaggio chiave tra le parole del generale di corpo d’armata Francesco Petracca (nella foto): “Analizzando in modo specifico il lavoro che noi svolgiamo sul territorio della Provincia di Milano, non posso non ricordare – con sentimenti di intima soddisfazione – che le complesse e vaste indagini finanziarie affidate ai Reparti alle sedi di Milano e di Monza si sono sempre svolte in una cornice di fattiva e leale collaborazione sia con i rispettivi Procuratori della Repubblica, Dott. Minale e Dott. Pizzi, che con i valenti Magistrati degli stessi uffici impegnati nei diversi settori”.
Fattiva e leale collaborazione con i magistrati. Alla faccia di chi insinua che le intercettazioni sulle scalate bancarie che tanto fanno discutere siano super tutelate nel palazzo di Giustizia ma spifferate attraverso le caserme delle Fiamme Gialle. Perché dopo la rimozione del comandante generale Speciale e l’insediamento del nuovo numero 1 Cosimo D’Arrigo, non ci volevano proprio altri veleni.
Obbedir tacendo. Ma fino a un certo punto.
- Lunedì 25 Giugno 2007
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