Sardegna: via alle boe. Ecosostenibili, intelligenti e di lusso

MarPark è innanzitutto un sistema per la protezione dell'Ambiente e la fruizione turistica sostenibile, un sistema telematico di ormeggio eco-compatibile per imbarcazioni da diporto.
E poi si dice che chi può, non fa nulla per l’ambiente. Pensate invece a che cosa sta per succedere in Sardegna: le boe intelligenti faranno ben presto la loro comparsa nelle acque al largo della Costa Smeralda.

Permetteranno di collegarsi a internet, di prenotare un taxi nautico ma anche un catering a bordo, oltre che lezioni di diving e visite guidate. Servizi quasi lussuosi che asseconderanno i capricci di chi ormeggerà davanti alle spiagge che tutto il mondo ci invidia, ma che al tempo stesso sembra che saranno un’arma contro il degrado ambientale.

Fra i promotori di questa iniziativa c’è il proprietario di quelle coste, il magnate americano Tom Barrack: per attuare il progetto, infatti, è stata costituita la società SafeBay, joint-venture fra Smeralda Holding, di proprietà del fondo di investimenti Colony Capital di Tom Barrack, e Italgest Mare del Gruppo Italgest, guidato da Paride De Masi.
Non di solo lusso si tratta, però, perché l’idea è nata per contrastare l’ancoraggio selvaggio in rada, che danneggia i fondali marini. E per questo ha la benedizione di Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, e di Legambiente.
A fare da test saranno le acque di un’area non protetta, tra Cala di Volpe e Porto Cervo, dove saranno piazzate 50 boe telematiche che consentiranno controllato delle imbarcazioni da diporto. Il sistema utilizzato sarà MarPark, brevettato a livello internazionale da Italgest Mare e realizzato in collaborazione con Siemens.

Commenti

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Il 5 Aprile 2008 alle 12:46 sailorman ha scritto:

Da quel che ho capito, non mi sembra altro altro che una nuova concessione per “vendere” il demanio pubblico ai privati, spacciandolo per tutela dell’ambiente. Mi da l’impressione che serva a sfruttare commercialmente rade e insenature, senza i costi (e i danni) delle sovrastrutture, ma mi resta anche il dubbio che per fornire i servizi promessi (catering, acqua, ritiro dei rifiuti, taxi-boat, shopping), la costa venga comunque presa d’assalto e cementificata.
La tutela dell’ambiente, secondo me, si può ottenere con normali boe “ignoranti” e il normale controllo degli ormeggi (o meglio, quello che dovrebbe essere normale). Fatto così è soltanto una concessione lucrosa che che favorisce i soliti VIP offrendo ormeggi (e servizi) in posti esclusivi e a caro prezzo.
Sento puzza di bruciato! (Alla faccia di Realacci che ha dato il suo “imprimatur”) :-(

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