
E poi si dice che chi può, non fa nulla per l’ambiente. Pensate invece a che cosa sta per succedere in Sardegna: le boe intelligenti faranno ben presto la loro comparsa nelle acque al largo della Costa Smeralda.
Permetteranno di collegarsi a internet, di prenotare un taxi nautico ma anche un catering a bordo, oltre che lezioni di diving e visite guidate. Servizi quasi lussuosi che asseconderanno i capricci di chi ormeggerà davanti alle spiagge che tutto il mondo ci invidia, ma che al tempo stesso sembra che saranno un’arma contro il degrado ambientale.
Fra i promotori di questa iniziativa c’è il proprietario di quelle coste, il magnate americano Tom Barrack: per attuare il progetto, infatti, è stata costituita la società SafeBay, joint-venture fra Smeralda Holding, di proprietà del fondo di investimenti Colony Capital di Tom Barrack, e Italgest Mare del Gruppo Italgest, guidato da Paride De Masi.
Non di solo lusso si tratta, però, perché l’idea è nata per contrastare l’ancoraggio selvaggio in rada, che danneggia i fondali marini. E per questo ha la benedizione di Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, e di Legambiente.
A fare da test saranno le acque di un’area non protetta, tra Cala di Volpe e Porto Cervo, dove saranno piazzate 50 boe telematiche che consentiranno controllato delle imbarcazioni da diporto. Il sistema utilizzato sarà MarPark, brevettato a livello internazionale da Italgest Mare e realizzato in collaborazione con Siemens.
- Martedì 3 Luglio 2007
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 5 Aprile 2008 alle 12:46 sailorman ha scritto:
Da quel che ho capito, non mi sembra altro altro che una nuova concessione per “vendere” il demanio pubblico ai privati, spacciandolo per tutela dell’ambiente. Mi da l’impressione che serva a sfruttare commercialmente rade e insenature, senza i costi (e i danni) delle sovrastrutture, ma mi resta anche il dubbio che per fornire i servizi promessi (catering, acqua, ritiro dei rifiuti, taxi-boat, shopping), la costa venga comunque presa d’assalto e cementificata.
La tutela dell’ambiente, secondo me, si può ottenere con normali boe “ignoranti” e il normale controllo degli ormeggi (o meglio, quello che dovrebbe essere normale). Fatto così è soltanto una concessione lucrosa che che favorisce i soliti VIP offrendo ormeggi (e servizi) in posti esclusivi e a caro prezzo.
Sento puzza di bruciato! (Alla faccia di Realacci che ha dato il suo “imprimatur”) :-(
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.