
Ex governatore della Regione Lazio, ex ministro della Sanità nel terzo governo Berlusconi. E ora anche ex di An: l’annunciata rottura tra il partito di Fini e Francesco Storace si è infine consumata e il senatore ha preso la decisione di lasciare Alleanza nazionale, comunicando le sue ragioni in una lettera, pubblicata sul sito www.storace.it e inviata lunedì sera al presidente del circolo di An della Balduina, Daniele Marin.
“Credo che questa non sia più la mia casa politica - si legge sul sito web dell’ex ministro della Salute - ed è facilmente immaginabile quale possa essere il mio stato d’animo nel prenderne atto. Ma vedo praticamente esaurita la funzione di Alleanza Nazionale nella rappresentanza dei valori della destra, con il suo leader molto impegnato nel tentare a tutti i costi, attraverso formule che si modificano quotidianamente e incomprensibilmente, nel liberarsi di quello che appare sempre più un fardello ingombrante per i suoi disegni politici”.
Storace fa sapere di aver comunicato le proprie dimissioni anche al presidente del gruppo di An al Senato, Altero Matteoli. “Seguirò - informa - come indipendente di destra, le direttive del gruppo parlamentare ogni volta che saranno formalizzate dalla maggioranza dei senatori nelle riunioni del gruppo medesimo. Altrimenti mi regolerò con la mia coscienza”. Tradotto: è pronto a fondare un suo movimento?
L’addio di Storace era in realtà nell’aria da tempo. Almeno da quando era entrato in rotta di collisione con Gianfranco Fini e dalle colonne di Panorama il 12 aprile scorso aveva lanciato il suo ultimatum. E proprio quella del presidente di An è la prima reazione che arriva. E non sono toni concilianti: “Motivazioni politiche inconsistenti, nessuno in Italia pensa che An non sia più un partito di destra. Ovviamente si tratta di capire cosa si intende per valori e programma di destra”.
- Martedì 3 Luglio 2007
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Commenti
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Il 3 Luglio 2007 alle 11:20 pacato ha scritto:
… ognuno vuole il suo orticello … un motivo in più per battersi con grande tenacia per il Referendum Elettorale … Coraggio …
Il 3 Luglio 2007 alle 11:37 prat ha scritto:
Francesco Storace è un uomo di parola.
I dissidi con Fini erano diventati però troppo stridenti per essere sanati.
Gianfranco Fini ,ormai è risaputo ,conduce una battaglia personalistica per trasformare Alleanza Nazionale da classico movimento-partito di opposizione di destra a classico partito conservatore e moderato.
Bisognerebbe operare un fondamentale distinguo tra i comportamenti ed il pensiero del Presidente di AN magari sarebbe conveniente che lo facesse lui stesso.Le trasformazioni che sta tentando di portare nel patrimonio ideale di AN sono scelte dettate dalla sfida di nuovi orientamenti culturali per una destra moderna ,alla Sarkoszy tanto per intenderci oppure a una sfrenata ambizione (da leader di coalizione e PdC)personale che necessita di asservire il partito ai suoi personali punti di vista ?L’interrogativo è forte ma anche legittimo…L’interrogativo che lacera le coscienze degli elettori di AN estende le sue righe anche alla decisione di Francesco Storace:Quanto dissenso culturale ed ideologico è alla base della sua decisione?Quanto invece è annoverabile ad un dissidio personale che parte dalla mancata difesa ” a tutto campo” all’epoca dei noti fatti giudiziari della Regione Lazio?La soluzione di questo interrogativo è propedeutica alle scelte che faranno i 2 contendenti.Non sentiamo il bisogno di un nuvo partito di Storace all’estema destra così non sentiamo il bisogno di vedere Fini che rincorre Veltroni in una comica gara verso posizioni centriste che finirebbero con lo snaturare completamente le giuste aspettative conservatrici degli amici di Alleanza Nazionale.Queste sono le cose che non ci auguriamo di vedere ,adesso spetta ai nostri due personaggi farci capire le cose che intendono fare .Non ne va solo del loro futuro ma ne va del futuro di tutto il popolo che vuole mandare a casa questo governo di incapaci e buffoni che viene chiamato Governo Prodi oggi e Governo Veltroni domani.
http://pratico.splinder.com
Prat
Il 3 Luglio 2007 alle 11:37 prat ha scritto:
Francesco Storace è un uomo di parola.
I dissidi con Fini erano diventati però troppo stridenti per essere sanati.
Gianfranco Fini ,ormai è risaputo ,conduce una battaglia personalistica per trasformare Alleanza Nazionale da classico movimento-partito di opposizione di destra a classico partito conservatore e moderato.
Bisognerebbe operare un fondamentale distinguo tra i comportamenti ed il pensiero del Presidente di AN magari sarebbe conveniente che lo facesse lui stesso.Le trasformazioni che sta tentando di portare nel patrimonio ideale di AN sono scelte dettate dalla sfida di nuovi orientamenti culturali per una destra moderna ,alla Sarkoszy tanto per intenderci oppure a una sfrenata ambizione (da leader di coalizione e PdC)personale che necessita di asservire il partito ai suoi personali punti di vista ?L’interrogativo è forte ma anche legittimo…L’interrogativo che lacera le coscienze degli elettori di AN estende le sue righe anche alla decisione di Francesco Storace:Quanto dissenso culturale ed ideologico è alla base della sua decisione?Quanto invece è annoverabile ad un dissidio personale che parte dalla mancata difesa ” a tutto campo” all’epoca dei noti fatti giudiziari della Regione Lazio?La soluzione di questo interrogativo è propedeutica alle scelte che faranno i 2 contendenti.Non sentiamo il bisogno di un nuvo partito di Storace all’estema destra così non sentiamo il bisogno di vedere Fini che rincorre Veltroni in una comica gara verso posizioni centriste che finirebbero con lo snaturare completamente le giuste aspettative conservatrici degli amici di Alleanza Nazionale.Queste sono le cose che non ci auguriamo di vedere ,adesso spetta ai nostri due personaggi farci capire le cose che intendono fare .Non ne va solo del loro futuro ma ne va del futuro di tutto il popolo che vuole mandare a casa questo governo di incapaci e buffoni che viene chiamato Governo Prodi oggi e Governo Veltroni domani.
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Prat
Il 3 Luglio 2007 alle 12:21 DestraLab » 2007 » Luglio » 03 ha scritto:
[...] Storace si separa da Fini e dal partito: An non è più di destra [...]
Il 3 Luglio 2007 alle 16:39 Corrado Buccieri ha scritto:
Un altro partito?
Non conosco bene i motivi di rottura tra
fini e Storace,però mi va di pensare che
Storace,dopo la perdita del governatorato del Lazio e dopo le dimissioni da ministro della salute,il
suo spazio politico sia molto ridotto.
Per cui il suo vero ruolo è di rifondare
una destra estrema e governarla per
sempre come Le Pen in Francia.
Il 20 Settembre 2007 alle 20:26 Storace salva Prodi in Senato. E Berlusconi se la ride » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Se il 20 settembre 2007 non sarà ricordato come il giorno della fine del suo governo, Prodi deve ringraziare Francesco Storace e gli altri due senatori de La Destra. In Senato il Professore si è salvato sulla Rai solo per l’assenza in Aula dell’ex governatore del Lazio (uscito da An e approdato al Gruppo Misto). Di certo, per la maggioranza la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva non poteva cominciare in un modo peggiore: se possibile, ancora più in difficoltà di prima delle vacanze. La giornata a Palazzo Madama è stata davvero convulsa e pericolosa per l’esecutivo: il dibattito sulle 12 risoluzioni sulla nomina del consigliere Fabiano Fabiani (in sostituzione di Angelo Maria Petroni) finisce con il ritiro di cinque documenti. La maggioranza vota parte della risoluzione dei due dissidenti della Margherita Bordon e Manzione, l’opposizione non riesce a far approvare le sue mozioni per la defezione di tre senatori legati a Storace. Ma la decisione di ritirare la risoluzione dell’Unione è sembrata poi la certificazione ufficiale dell’assenza di una maggioranza in Senato. E siccome il calendario delle prossime settimane è disseminato di mine e trappole (la manifestazione del 20 ottobre, le pensioni, la Finanziaria, l’elezione dell’assemblea costituente del Pd) quello di Prodi sembra quasi un calvario annunciato. Tanto che la profezia di Silvio Berlusconi sulle elezioni in primavera si fa sempre più vera e vicina: “La maggioranza non c’è più. Temo che presto avremo di nuovo la responsabilità di governare questo grande Paese che è l’Italia” ha detto il leader della Cdl, al congresso dell’Internazionale democristiana in corso a Roma dove ha ritrovato anche il suo alleato difficile Pier Ferdinando Casini. Al Cavaliere basta aspettare e vedere. Vedere come il centrosinistra si sta lentamente spaccando in una miriade di satelliti. Rifondazione Comunista rischia altri casi Turigliatto, così come il Pdci rischia altri casi Rossi. Sinistra Democratica, divisa al suo interno, vede la formazione del partito democratico come il fumo negli occhi. Per non parlare del centro: il ministro Di Pietro sta cavalcando l’onda antipolitica di Grillo, i liberal che non hanno aderito al Pd sono a loro volta divisi in diniani (tre) e nel duo Bordon-Manzione. Senza contare l’assenza in Aula al momento del voto sulla Rai di Follini (ex Udc) e Fisichella (ex An) e di tutto il partito del ministro Clemente Mastella, che ha disertato il voto al grido: “O c’è un chiarimento politico o si va alle urne”. A fine giornata, dopo una telefonata con il Guardasigilli che gli ha confermato lealtà e sostegno, Prodi ha commentato: “Il tentativo di spallata è stato respinto”. Ma sono ormai in tanti nella maggioranza con la tentazione di staccare la spina. [...]
Il 28 Settembre 2007 alle 17:51 Storace si muove alla Destra di An: dopo il Senato, la provincia di Roma » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il nuovo partito del senatore Francesco Storace continua ad ingrossare le sue fila e a farne le spese sono An e Udc. A livello nazionale, ma soprattutto a Roma e provincia dove la prossima primavera si volgeranno le amministrative che eleggeranno i nuovi padroni di casa di Palazzo Valentini. Un appuntamento importante per il quale La Destra sta pensando anche di correre da sola sfidando il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, con la testa di serie Teodoro Buontempo. “Tutto dipende da come si comporterà la Cdl”, fa sapere il portavoce capitolino Fabio Sabbatani Schiuma che sabato 29, al Palatenda di Villanova di Guidonia, presenzierà la prima assemblea organizzativa romana presentando l’organigramma del partito dell’ex governatore del Lazio (un comitato politico romano, un esecutivo organizzativo con vari responsabili di settore). Così, oltre ai tre senatori (che hanno recentemente “salvato” Prodi in Senato, sulla Rai), La Destra prova anche a radicarsi nelle istituzioni capitoline e provinciali con tanto di gruppi consiliari. In Campidoglio è lo stesso Sabbatani Schiuma ad averlo costituito e almeno due o tre consiglieri di Alleanza nazionale stanno pensando seriamente di entrare a farne parte. Ma vogliono certezze e almeno finché non ci sarà la costituente del partito fissata a novembre non intendono strappare con Fini. In Provincia ad accreditare “La Destra” in consiglio ci ha pensato l’ex An Alessio Nardini che ha rassegnato le dimissioni da via della Scrofa lo scorso 23 settembre. Nardini è anche consigliere ad Ostia, insieme a Buontempo e pure lì hanno istituito il gruppo. Gruppo che è una realtà anche in XVII municipio grazie all’ex Udc, già minisindaco nello stesso municipio, Roberto Vernarelli. [...]
Il 11 Ottobre 2007 alle 19:35 Roma nera: il giallo sui poster di Fini col saluto romano » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ne sono comparsi al quartiere Trieste, al Salario, al Tuscolano, a Piazza Vittorio, al Centro: Roma è stata invasa da manifesti che ritraggono Gianfranco Fini impegnato nel saluto romano, con 4 o 5 lustri di meno sulle spalle. “Fini: una garanzia ideale e politica”, è la scritta bianca in campo nero che accompagna la foto d’archivio del leader di Alleanza Nazionale, sulla quale è già nato un giallo. Il manifesto è infatti firmato “Centro Studi ideale e libertà”, che risulta inesistente alla prima semplice verifica. Ma anche alla tipografia che avrebbe stampato (Industrie Grafiche Editoriali Sud, di Isola del Liri, in provincia di Frosinone) cadono dalle nuvole e dicono di non saperne nulla. Intanto, Gianfranco Fini (impegnato questa mattina in un giro in elicottero sulla Capitale e nell’operazione-denuncia contro i campi rom romani) immediatamente derubrica l’evento ad “una cazzata”. L’ufficio stampa di Alleanza Nazionale, più tardi, si chiede: “Chi ha interesse a pescare nel torbido alla vigilia della manifestazione di An, che si annuncia imponente per partecipazione popolare?”. Spiegando che si tratta di “un fotogramma tratto da un filmato in cui l’onorevole Fini saluta i partecipanti a un comizio” e non di un saluto fascista. In attesa di sviluppi, An invita le forze dell’ordine a vigilare e prevenire “nuove e più gravi provocazioni” e conclude: “Quando si ricorre a simili espedienti da magliari si è politicamente alla disperazione”. Ma chi c’è dietro, insomma? Primi sospetti: qualcuno a sinistra che vuole gettare discredito sulla manifestazione di domani, qualcuno a destra che vuole fare altrettanto. E il pensiero di tutti è andato subito a Francesco Storace, mai a corto di battute e in rotta con gli ex “compagni” di An, dopo essere uscito dal partito. Ma lui interpellato allontana ogni accusa: “Io non sono stato di certo: se avessi i soldi, i manifesti li farei per La Destra, il mio partito, e di sicuro non per Fini”. Insomma, il giallo sul “ritorno al nero di Fini”, è tutto da risolvere. [...]
Il 10 Novembre 2007 alle 17:36 Santanchè: An addio, preferisco La Destra » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Strappo in casa An: Daniela Santanché lascia per andare ne La Destra di Storace. La parlamentare stamattina ha consegnato la lettera di dimissioni a Gianfranco Fini e oggi pomeriggio sarà a Roma, all’Eur, per partecipare all’assemblea costituente che trasformerà il movimento politico de La Destra in un vero e proprio partito. Secondo quanto risulta a Panorama, la Santanchè entra nella nuova forza politica con un ruolo da protagonista per assumere incarichi di primo piano. Ancora da chiarire le motivazioni di questa improvvisa decisione, che però pare maturata dopo i numerosi scontri che hanno contrapposto la parlamentare ai vertici di An, che spesso non hanno digerito i suoi attacchi alla leadership, come quando fece riferimento agli “attributi di velluto” dei dirigenti. Le tensioni si sono consumate soprattutto sul terreno delle pari opportunità e sul ruolo che le donne avrebbero dovuto ricoprire all’interno di An, un partito che spesso è parso andare stretto alla Santanchè. Ora resta da capire in che modo troverà spazio nella nuova forza politica, che si pone l’obiettivo di rinsaldare i valori tradizionali della destra offuscati, a detta del leader Storace, dalla svolta moderata di Fini. Che già in un’altra stagione, traumatica per An, aveva visto l’addio di Alessandra Mussolini. [...]
Il 23 Settembre 2011 alle 22:17 Non è più la mia casa politica | DestraLab ha scritto:
[...] Storace si separa da Fini e dal partito: An non è più di destra [...]
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