
Nonostante Londra, la paura non abita alla Farnesina. Il nostro Ministero degli Esteri non fa infatti una “lista nera” degli Stati a rischio di attentati terroristici, in cui è sconsigliato viaggiare (per studio, lavoro o vacanze). Non che le informazioni manchino, sia chiaro: dal planisfero che campeggia nel sito si accede, paese per paese, alle informazioni da conoscere prima di partire.
Naturalmente, se si clicca su zone particolarmente calde come l’Iraq, il Ministero degli Esteri sconsiglia i viaggi a qualsiasi titolo, anche quelli ritenuti assolutamente necessari per motivi di lavoro. Tra l’altro è curioso notare come, a chi intenda comunque intraprendere il viaggio in Iraq sotto la propria responsabilità , il sito segnali che nel 2006 si sono verificati alcuni casi di influenza aviaria.
La scheda del Regno Unito è rassicurante: “A seguito del rinvenimento a Londra di due autovetture cariche di esplosivo e dell’esplosione (che non ha causato vittime) di un’autobomba nei pressi dell’aeroporto di Glasgow il 28 giugno scorso, le Autorità britanniche hanno innalzato il livello di allerta portandolo a ‘critico’, il grado più elevato. Sono state adottate nuove misure di sicurezza e rafforzati i controlli e la vigilanza negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie”. Si raccomanda quindi, si legge sempre nel comunicato, di recarsi negli aeroporti con largo anticipo rispetto all’ora di partenza. Insomma andare a Londra non è affatto sconsigliato, basta modellare le proprie abitudini: anticipare l’arrivo in aeroporto, mettersi in coda come fanno gli inglesi e pazientare.
Per chi avesse prenotato un viaggio in Gran Bretagna e non se la sentisse di affrontarlo c’è poco da fare. Già qualcuno ha chiesto di cancellare la prenotazione e ha ricevuto un rifiuto dalle agenzie turistiche, come segnala l’associazione di consumatori Adoc, che annuncia la volontà di inviare una lettera all’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri per chiedere che le disdette siano rese più agevoli. Ma soprattutto, di fare chiarezza. Dopo gli attentati sventati nell’agosto 2006, infatti, l’Unità di crisi aveva emesso una nota che sconsigliava i viaggi a Londra. Questo comportava automaticamente che i turisti potessero ottenere le modalità di protezione, cioè il differimento del viaggio, l’imbarco su altre destinazioni oppure il rimborso di quanto pagato.
In caso di emergenze legate a terrorismo, guerre o cataclismi naturali, se c’è la nota della Farnesina, poiché la rinuncia non dipende dalla scelta del turista, non sono infatti previste penali. È così anche quest’anno?
- Mercoledì 4 Luglio 2007
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Commenti
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Il 14 Agosto 2007 alle 11:51 Vacanze e terrorismo: dal Marocco alla Russia, italiani salvi per un soffio » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Dal Marocco alla Russia, c’è mancato un soffio perché gli italiani a Ferragosto non riprecipitassero nell’incubo attentati. Gli attacchi di matrice terroristica, spesso mirati proprio contro i turisti occidentali, continuano a susseguirsi con drammatica regolarità : il 27 febbraio 2007 a Madain Saleh (Arabia Saudita) un attacco armato a un gruppo francese causò 4 morti, il 28 agosto 2006 un’esplosione in un bar di Antalya (sulla costa turca) fece 4 morti e 38 feriti e solo due mesi prima, il 24 aprile 2006, tre esplosioni devastarono il centro di Dahab nel Mar Rosso, uccidendo trenta persone e ferendo anche tre turisti italiani. Eppure arrivato il momento di partire per le vacanze l’Italia non si è lasciata intimorire dai terroristi e si è messa ugualmente in viaggio. [...]
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