- Tags: Anci, auto-blu, CdM, costi, ddl, decreto-legge, deputati, Giulio-Santagata, Idv, ministro, Palazzo-Chigi, politica, privilegi, senatori, sprechi
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Quattrocento deputati invece degli attuali 630 e senatori ridotti a 200 (da 315). E poi riduzione del numero dei ministeri, il 25% in meno di consiglieri regionali, provinciali e comunali. Non più di 15 assessori regionali, e non più di 14 assessori per Province e Comuni. E ancora: taglio (l’ennesimo, sulla carta) delle auto blu (dove possibile, il ricorso a mezzi alternativi di trasporto), via le circoscrizioni nelle città con meno di 250 mila abitanti e cellulari con il contagocce al personale che ha l’obbligo della reperibilità e limitatamente al periodo necessario a svolgere il servizio.
Detta così - almeno stando a quanto riferisce l’agenzia Ansa - sarebbe una vera riforma. Voluta da Giulio Santagata, ministro per l’Attuazione del programma, per tentare di abbattere i costi (esorbitanti) della politica.
Il ddl, di 37 articoli, dovrebbe arrivare al prossimo Consiglio dei ministri. Sempre che superi il fuoco di fila dei suoi (tanti, troppi, detrattori).
A sparare contro il testo ci si sono messi in tanti. Ha cominciato l’Anci (l’Associazione dei Comuni italiani, presieduta dal sindaco diessino di Firenze Leonardo Domenici), dicendosi “insoddisfatta” di come il governo stia gestendo la questione della riduzione dei costi della politica: “Avevamo avanzato la proposta” ha spiegato il presidente Domenici “di un ‘Patto’ condiviso da tutti i livelli istituzionali sugli obiettivi da raggiungere. Mancando questo patto il ddl Santagata non può intervenire sul numero dei parlamentari o sui consiglieri regionali che comunque rispondono agli Statuti”.
Critica anche l’Italia dei Valori, partito di Antonio Di Pietro, il ministro più vicino alle istanze dei cittadini contro gli sprechi della classe politica: “Quanto si apprende sul disegno di legge Santagata dà la spiacevole, ma inevitabile sensazione che si tratti più di un provvedimento di facciata che non di contenuti”. Ad affermarlo è Antonio Borghesi, responsabile dell’Economia per l’IdV e membro della Commissione Finanze alla Camera. “Ci auguriamo, però, che tutto questo non resti ancorato al mondo delle intenzioni”.
Già, le intenzioni: quelle di palazzo Chigi, dove venerdì 6 luglio sarà data solamente una “prima lettura” del ddl, sono quelle di non perdere altro tempo: “Anche in assenza di un’intesa” spiegavano varie fonti del governo. Prodi, infatti, preme perché il provvedimento, più volte annunciato (prima per metà giugno e poi per la fine dello stesso mese), veda presto la luce.
E il ministro Santagata, firmatario del testo, come la vede? “Quella citata dalle agenzie è una bozza vecchia elaborata dagli uffici tecnici e ormai ampiamente superata”. Il provvedimento, ha aggiunto, ha subito infatti un’ulteriore revisione rispetto ai testi fin qui circolati. Il disegno di legge prevede, entro 12 mesi dalla sua approvazione in Parlamento, l’emanazione di decreti e regolamenti da parte del presidenza del Consiglio e dei ministeri interessati.
Insomma, la strada è tutt’altro che in discesa.
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Commenti
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Il 7 Luglio 2007 alle 11:21 Corrado Buccieri ha scritto:
Perciò Prodi governerà per tutta la
legislatura,perchè di queste cose serie
per attuarle non si muove ne lui col
suo governo,ne parte dell’opposizione.
Il 22 Settembre 2007 alle 9:06 DestraLab » La cosa curiosa ha scritto:
[...] E sono gli stessi che depositano decine di proposte per i tagli ai costi della politica. Sull’argomento: La scissione e i suoi costi. [...]
Il 8 Ottobre 2007 alle 13:51 » Di Pietro e Fini “tagliano” ha scritto:
[...] http://blog.panorama.it [...]
Il 23 Settembre 2011 alle 23:48 La cosa curiosa | DestraLab ha scritto:
[...] sono gli stessi che poi depositano decine di proposte per i tagli ai costi della politica. Sull’argomento: La scissione e i suoi [...]
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