La chiesetta di Nosedo è a 200 metri dal campo rom di via San Dionigi, a Chiaravalle. Dietro la chiesa, c’è la sede dell’Associazione “Nocetum”. I volontari e gli operatori offrono assistenza alle 52 famiglie nomadi e suor Ancilla li conosce uno per uno.
Come va la convivenza con i rom?
Il campo di San Dionigi non ha mai dato problemi, è abusivo ma ben gestibile. Tra noi e loro c’è piena collaborazione. Visitiamo l’insediamento ogni giorno e i bambini, circa 50, tutti regolarmente iscritti a scuola, vengono qui per fare i compiti dopo le lezioni. Organizziamo corsi di educazione civica anche per gli adulti. I ragazzi sono stati tutti promossi e a fine anno abbiamo fatto una grande festa con i genitori e i professori.
Sembra un quadretto idilliaco.
Lavorare con i rom non è sempre facile, a volte diventa snervante. Ma negli anni ho imparato che tutto dipende da come li si prende. Se si ha un atteggiamento di pregiudizio o di rifiuto, diventano insicuri e scontrosi. Se invece si usa la tolleranza e gli si dà fiducia, si aprono completamente. Solo così si ottengono dei risultati positivi.
Perché allora a Chiaravalle la situazione è diventata così preoccupante?
Negli ultimi tempi sono arrivati qui molti nomadi nuovi, spesso sono quelli che non hanno accettato il patto di legalità degli altri campi e sono stati cacciati. Quindi sono anche i soggetti più difficili da integrare. Ma resto convinta che la mediazione e il dialogo siano il solo metodo possibile.
Come vivono i “suoi” rom?
Molti di loro lavorano, anche se non sono assunti. Gli uomini nell’edilizia o nello smaltimento dell’amianto, le donne fanno le pulizie. Tutti malpagati. Abbiamo appena trovato un lavoro regolare in un supermercato a una ragazza. Tutte le mattine alle 4 va a piedi a Porta Romana. Presto però lei e suo marito potranno fare un mutuo. Quante giovani coppie italiane ci riescono?
- Venerdì 6 Luglio 2007
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Commenti
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Il 10 Luglio 2007 alle 8:27 sucardrom ha scritto:
Diventa difficile riuscire a parlare di Sinti e di Rom in questo momento politico. la realtà è che queste popolazioni sono le più discriminate nel nostro Paese e chi sta decidendo, i politici, non ha la più pallida idea della storia anche recente.
il risultato è che si parla di integrazione (con l’intenzione di assimilarli) ma si praticano politiche di separazione, allontanandoli e/o concentrandoli in ghetti.
ciao, sucardrom
http://www.sucardrom.eu
http://sucardrom.blog.tiscali......it
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