Viaggio a Chiaravalle, dove gli abitanti sono mille. E mille i rom


Distante venti minuti di viali e di campagna da Porta Romana, ma lontano anni luce dalla metropoli. Nel bene e nel male. Chiaravalle è un antico borgo stretto intorno all’abbazia del XII secolo, fa parte del Comune di Milano dal 1923. Qui tutti ti danno del tu e ti salutano per strada come se ti conoscessero da sempre, le mamme portano i bambini a vedere il treno che passa e gli anziani bevono spuma al fresco del circolo. Per molti è il posto ideale in cui vivere, altri lamentano il degrado degli ultimi anni, fatto di discariche abusive e vecchie cascine che cadono a pezzi. Una tranquilla routine scossa da quella che ormai tutti in città chiamano “l’emergenza rom”.

A Milano ufficialmente i nomadi sono 6 mila, ma secondo altre stime arrivano a 10 mila (in Italia sono circa 140 mila). Sono insediati in vari campi, tra la città e l’hinterland. Alcuni sono autorizzati, altri illegali. Lo stesso presidente della Provincia, Filippo Penati (Ds) ha chiesto il numero chiuso, scatenando polemiche a sinistra. Il caso di Chiaravalle non è certo isolato, ma è emblematico. Lo è diventato più o meno dall’inverno scorso. I nomadi, che nelle campagne qui intorno ci sono sempre stati, secondo i residenti sono decuplicati: sono sparsi in almeno sei insediamenti, tutti abusivi, e arrivano quasi a mille. Su un totale di abitanti del borgo inferiore a 1.200.
Ha fatto scalpore la fiaccolata di cittadini, circa 200, che lo scorso 27 giugno sono scesi in piazza per dire basta. A organizzarla però non sono stati i partiti di destra o la Lega (che pure hanno promosso delle ronde notturne), ma il Sunia, il sindacato degli inquilini, il Consiglio di Zona 5 e il circolo Arci “Pessina”. L’assessore comunale alle politiche sociali, Mariolina Moioli (Fi), li accusa di aver scavalcato le istituzioni e di aver scavalcato la destra, a destra. Il vicepresidente dell’Arci, Pierluigi Favilla, risponde: “Qui lo sappiamo da sempre che la sicurezza non ha colore politico, ma è un bene di tutti. Al Comune (giunta di centrodestra, ndr) ricordiamo che gli sgomberi senza ricollocazione e senza una gestione pianificata dei nomadi creano solo nuovi disagi. Non abbiamo fatto altro che raccogliere le paure della gente”.

Un senso di insicurezza diffuso e il timore di uscire la sera. I furti in appartamento e gli scippi, le aggressioni ripetute a bordo dell’autobus 77. “Ci hanno lasciati soli”, denuncia Mariuccia, che da 36 anni ha un negozio di pasta fresca in piazza. “Prima facevamo una vita tranquilla, ora abbiamo paura. Tutti mettono inferriate alle loro case e io non vado più sola neppure al cimitero. La situazione ormai è fuori controllo. Ma non ci dicano che siamo razzisti: qui a Chiaravalle ci sono molti stranieri, integrati e rispettati. Sono i nomadi arrivati negli ultimi mesi che creano tutti questi problemi”.

Da quando la Romania è entrata nell’Ue gli ingressi sono aumentati ovunque. A Milano gli sgomberi fatti altrove, come al campo di Triboniano e a quello di Opera, hanno fatto confluire sulla zona di Chiaravalle molti rom. Qui ci sono a disposizione tanta campagna e molte cascine abbandonate. Un insediamento, quello di via Sant’Arialdo proprio all’ingresso del borgo, e la Cascina Grangia (di proprietà privata, che risale allo stesso periodo dell’Abbazia) sono stati sgomberati a metà giugno. E tutti ammettono che dopo la fiaccolata le forze dell’ordine sono molto più presenti.

Padre Bernardo, il priore dell’Abbazia, non vuole neppure sentir parlare di rom. “Questa storia ha spaccato la comunità in due”, dice. “In realtà l’esasperazione è esplosa quando la gente si è trovata i nomadi sulla porta di casa”, spiega Alessandra Callegari, presidente dell’Associazione Borgo di Chiaravalle che punta sulla valorizzazione del territorio, a partire dal Parco della Vettabbia. “I campi che qui esistono da anni non avevano mai dato grossi disagi. Cacciare i rom non è la soluzione. Bisogna creare degli insediamenti organizzati e nel rispetto delle regole”.

Il gruppo di baracche di via San Dionigi, lamiere, assi di legno e antenne paraboliche, ospita circa 250 persone ed esiste dal 2002. Quattro giorni fa un incendio accidentale ha distrutto tutto, costringendo le famiglie ad evacuare. Le donne e i bambini dormono nella struttura pubblica di viale Ortles. Suor Ancilla, dell’Associazione “Nocetum”, assiste da tre anni gli occupanti del campo, a due passi dalla sue chiesetta. “I nostri volontari, con la collaborazione della Casa della Carità di don Colmegna, lavorano ogni giorno con i rom di San Dionigi. Sono aperti e collaborativi, c’è un dialogo produttivo. Molti adulti lavorano e i 50 bambini vanno tutti a scuola”.

LEGGI ANCHE: Il circolo Arci contro “l’invasione” dei rom. La ricetta di suor Ancilla: accoglienza e istruzione. È più di sinistra accoglierli o cacciarli? Guarda la GALLERY

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 13 Agosto 2007 alle 13:32 Nel rogo di Livorno s’incendia lo scontro tra sindaci di sinistra e ministro della Solidarietà » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Basta con la politica dello scaricabarile sulla testa di quattro piccoli rom morti, nella loro baracca di legno e lamiera, sotto un cavalcavia alla periferia di Livorno. Basta: i sindaci (soprattutto quelli di centrosinistra) non ci stanno e alle accuse del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, che ha fatto cadere sulle amministrazioni locali le responsabilità sull’emergenza dei campi nomadi, rispondono chiedendo “più legalità e più risorse per trovare soluzioni al problema”. Il ministro, in un’intervista a Repubblica, accusava Comuni e Regioni di considerare soldi gettati al vento quelli da destinare all’integrazione delle etnie nomadi, e ai partiti di centrodestra di alimentare la paura e l’intolleranza: “Occuparsi di nomadi e di immigrati non porta voti. Anzi, li fa perdere”. Quella di Livorno, aveva concluso Ferrero è “Una tragedia annunciata. Dall’incuria e dal razzismo”. Parole pesanti che hanno scatenato un vero uragano di proteste e di “non ci sto”. Tanto che il premier Romano Prodi ha dovuto interrompere la consegna del silenzio che si era imposto in queste vacanze e, partecipando a un incontro con l’associazione “Opera per la gioventù Giorgio La Pira“, alla fine è intervenuto: “È un problema politico di una complicazione terribile; dobbiamo studiare tutti gli aspetti politici e tecnici per trovare tutte le soluzioni possibili al problema”. Una dichiarazione di buoni propositi che non ha placato la rabbia di molti sindaci. Per esempio quella di Massimo Cacciari, primo cittadino di Venezia: “Il ministro Ferrero crede che sia semplice sistemare i campi nomadi e aiutare i più indigenti, siano nomadi o meno, con i fondi tagliati? Lo sa che mettere in piedi un campo è di un’estrema difficoltà? Se sa tutto questo parli, altrimenti è meglio che stia zitto”. Insomma, mentre si chiudevano le indagini del pm di Livorno, Antonio Giaconi, che ha fatto arrestare i genitori dei quattro bimbi, con l’accusa di incendio colposo e abbandono di minore e incapace, il caso politico montava. Per l’Anci ha parlato Leonardo Domenici, presidente nazionale e sindaco diessino di Firenze: “Nelle parole di Ferrero c’è il tentativo di usare la tattica dello scaricabarile. Il titolo V della Costituzione consegna nelle mani dello Stato ogni responsabilità in materia di immigrazione: la politica dell’accoglienza ha bisogno di linee guida e fondi che devono arrivare dall’esecutivo nazionale”. Il problema individuato dai sindaci è dunque il reperimento delle risorse. Già, perché senza risorse è difficile predisporre delle serie politiche per il problema relativo all’immigrazione e ai rom. Soldi che secondo Ferrero arriveranno ma che gli stessi enti devono essere capaci di trovare: “Sono completamente d’accordo con Domenici” ha detto il ministro, cercando di difendersi dagli attacchi dei sindaci “che serve cooperazione tra tutte le istituzioni, e sottolineo la necessità che vi siano le risorse necessarie. Ci sono tre milioni di euro per un progetto di integrazione dei nomadi in cinque città tra cui Napoli e Torino”. Ma neanche questa marcia indietro è riuscita a fare scudo sul ministro piemontese. Che, secondo il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato: “Ignora che i problemi dell’integrazione non si risolvono con le parole e con gli attestati di buona volontà, ma con le risorse”. A Milano e nei dintorni, ha ricordato De Corato, vivono almeno 10 mila rom romeni e che, dopo l’adesione della Romania all’Unione Europea, il capoluogo lombardo è esposto più di altri “al rischio di un’invasione. Ma dopo i pesanti tagli in Finanziaria dovremmo forse sottrarre risorse ai servizi per gli anziani, per i senza tetto o per l’infanzia per costruire nuovi campi nomadi?”. Per questo sollecita il governo a prendere l’iniziativa: da una parte garantendo l’efficacia degli accordi bilaterali con la Romania per trattenere i rom in patria (un impegno che, a Roma, ha dovuto risolvere personalmente Walter Veltroni), dall’altra stanziando nuovi fondi. Anche il sindaco unionista di Livorno, Alessandro Cosimi, rimanda le accuse al mittente e mette il dito nella piaga dei fondi: “Mai abbiamo girato le spalle sulla questione della società condivisa. Ma questi problemi non si possono risolvere a livello locale”. La stessa posizione del forzista Osvaldo Napoli, vicepresidente Anci: “Venga Ferrero a spiegare ai cittadini perché è bello e utile e giusto trovarsi i campi nomadi sotto casa”. [...]

Il 6 Settembre 2007 alle 11:05 Lavavetri, pizzo, smog… Ma qual è la vera emergenza? » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Rom Sono circa 160mila i nomadi presenti sul territorio italiano secondo le stime del ministero dell’Interno. Divisi in diverse etnie (Rom, Rom rumeni, Sinti) e gruppi, sono localizzati in tutte le principali città italiane: come a Chiaravalle, caso record perché il rapporto tra nomadi e residenti è ormai di uno a uno. Nel giugno scorso l’emergenza Rom è esplosa a proprio a Milano e a Roma, e i sindaci e i presidenti delle Province hanno stanziato fondi per nuovi campi e strutture d’accoglienza, sempre ostacolati dalla popolazione locale. Mentre ad aprile, in provincia di Ascoli, la tragedia: un ragazzo rom ubriaco alla guida di un furgone ha investito e ucciso quattro ragazzi. Stranieri e clandestini I dati della Caritas, che ogni anno stila il rapporto sull’immigrazione nel nostro Paese, parlano di una presenza di 2.670.514 stranieri in Italia. Di questi, circa cinquecentomila sarebbero clandestini o irregolari. Nel solo 2005, dice il ministero dell’Interno, a Lampedusa, in Sicilia, sono sbarcati circa 22 mila migranti. A fronte di questi numeri, i rimpatri e le espulsioni nello stesso anno (ultimo dato disponibile) sono stati 116.480. Anche se i morti, nel Canale di Sicilia, non si fermano: e tra donne e uomini attaccati alle tonnare e pescherecci che colano a picco con il loro carico di disperazione e speranza, l’emergenza è senza fine. Tanto che la Commissione Europea ha deciso di stilare un Libro Verde sull’asilo politico. Prostituzione Crescono a dismisura le vittime della tratta della prostituzione: la stima è che sulle strade italiane lavorino circa 90mila donne sfruttate. Nell’ultimo anno, secondo Transcrime, il centro di ricerca sulla criminalità organizzata transnazionale, sarebbero state circa 36mila le donne costrette a prostituirsi. Numerose le azioni, da parte dei Comuni italiani, per cercare di arginare il fenomeno: a Padova il quartiere a luci rosse è stato militarizzato, mentre il sindaco di Genova, nei giorni scorsi, ha dichiarato guerra ai clienti delle lucciole. Ma forse, visto quanto succede a Roma (guarda la gallery) e a Milano, non sarà un percorso facile. Writer I graffiti fanno parte ormai dell’arredamento urbano. Sui muri periferici ma anche sulle facciate dei palazzi nei centri cittadini, i writer hanno lasciato il segno del proprio passaggio. Ma l’invasione colorata è fronteggiata dagli amministratori. Il Comune di Milano ha speso oltre un milione di euro per cancellare le scritte a bomboletta. E meno di dieci giorni fa la polemica tra graffittari e assessori è riesplosa: fino alla richiesta del vice della Moratti. I writer,però, si organizzano e hanno già trovato nuove strade per far arrivare i loro messaggi. Anche via web Stupri e violenze sulle donne A Milano, nell’ultimo anno, le denunce arrivate a carabinieri e polizia per violenze sessuali sono state 480, e se si aggiungono i dati provinciali si arriva addirittura a 799. Un dato impressionante che fa il paio con quelli delle altre città italiane: Rimini, Firenze, Prato, Bologna. Sono queste, secondo l’università di Trento, le capitali nazionali delle violenze contro le donne. Capitali che hanno visto un’escalation senza sosta: tanto che il Governo, d’intesa con i sindaci e le prefetture, ha cercato di porre un rimedio aumentando i periodi di detenzione e stringendo le maglie della legislazione. Ma intanto le denunce aumentano: negli ultimi dodici mesi la crescita è stata del 337 per cento. Il racket delle estorsioni La Confindustria siciliana ha deciso: via dall’associazione chi accetta il ricatto del pizzo. Un coro di consensi e qualche voce critica dopo il caso dell’imprenditore palermitano radiato per aver pagato i clan mafiosi su un tema che spesso scompare dall’attenzione dell’opinione pubblica. Ma oltre al pugno duro ci sono vari modi di difendersi dal racket e dall’usura. nonostante il problema sia sempre grave, come dimostra il numero verde del ministero dell’Interno (l’800-999-000 che nella sua prima settimana di vita ha ricevuto oltre 21 mila chiamate). Ecco il vademecum per dire basta ai ricatti. Droga e alcol Sempre più alcol e cocaina tra i giovanissimi anche se è la marjuana la sostanza più diffusa tra i liceali. A svelarlo è una ricerca dell’ Asl di Milano che ha intervistato seicento ragazzi delle scuole cittadine. Secondo lo studio, il 43 per cento del campione ha provato a fumare “erba” mentre l’87 per cento beve regolarmente alcolici. Ma aumentano anche i sequestri di droga da parte delle forze dell’ordine. Povertà I prezzi al consumo dei generi alimentari crescono senza sosta (guarda la gallery) e le famiglie italiane non riescono ad arrivare a fine mese. Lo dice l’Istat, secondo cui l’11,1 per cento dei nuclei familiari vive sotto la soglia di poverà relativa. Sarebbero infatti quasi otto milioni i cittadini che guadagnano meno di 936,58 euro al mese a fronte di spese familiari pari a 2.461 euro. Smog L’inverno 2006-2007 ha avuto un record, almeno a Milano: quello dei giorni in cui le polveri sottili hanno superato il limite consentito dalla legge di dieci microgrammi per metrocubo d’aria. Secondo l’Arpa lombardia nel solo capoluogo la soglia è stata superata ben 45 giorni ogni cento. Che, a far di calcolo, significa 150 giorni di polveri sottili alle stelle nell’arco di 365 giorni. In questi giorni i valori sono nella media, ma a leggere il rapporto dello scorso anno è chiaro che l’emergenza è destinata a ripetersi. [...]

Il 14 Settembre 2007 alle 18:54 Rogo di Livorno: ai funerali dei piccoli rabbia, pianto e un po’ di indifferenza » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Guarda la GALLERY LEGGI ANCHE: Viaggio a Chiaravalle, dove gli abitanti sono mille. E mille i rom. È più di sinistra accoglierli o cacciarli? [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!