Scusi Parisi, ma non doveva farsi da parte?

Arturo Parisi, prodiano doc e attuale ministro della Difesa
“I giovani chiedono spazio? Sono pronto a farmi da parte”. L’aveva detto Arturo Parisi poco più di un mese fa.

Era stata la sua risposta all’appello lanciato dal blog di Luca Sofri, che chiedeva l’inserimento di dieci “under 40″ tra i membri del Comitato per il Partito democratico. Nell’assoluta indifferenza del centrosinistra, il ministro della Difesa era partito in contropiede e aveva squarciato il velo: “Sono pronto a mettere a disposizione di Romano Prodi il posto a me attribuito”, aveva dichiarato. Anche prima di quell’appello, il ministro si era mostrato sensibile alla questione del ricambio generazionale. A metà maggio, riferendosi alla composizione del comitato dei 45 aveva ironizzato: “Sono vecchi, speriamo che siano almeno saggi”.
Nel frattempo, però, Parisi, prodiano doc, ci ha riflettuto su. E fatti i conti con scaloni, scalini e coefficienti pensionistici deve aver pensato che i suoi 67 anni, in fondo, non sono poi tanti per avanzare una candidatura alla guida del Pd, sfidando quindi - da saggio - il giovane Walter. Così: “In assenza di altri candidati, sempre che ce ne siano le condizioni e che si possa giocare ad armi pari, per amore di verità e per il bene del progetto, la mia candidatura è da ritenersi in campo”.

A Parisi non piace l’unanimismo. E fa sapere che se Enrico Letta continuerà a temporeggiare e Rosy Bindi non entrerà in gara, si vedrà costretto a farsi avanti. Insomma: il 27 maggio aveva annunciato genericamente di volersi fare da parte. Un mese dopo ha specificato da quale parte.

Commenti

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Il 9 Luglio 2007 alle 11:15 Scusi Parisi, ma non doveva farsi da parte? | rubriche ha scritto:

[...] leggi su Panorama.it - Italia [...]

Il 9 Luglio 2007 alle 15:54 Corrado Buccieri ha scritto:

Da parte? Lo dicono tutti prima dei
sessant’anni,lo disse anche zio Giulio.

Il 9 Luglio 2007 alle 16:13 ulisse ha scritto:

Candidatura di facciata, altrimenti senza concorrenti si fanno le primare con in lizza il solo Walter (che tra parentesi rientra nel lungo elenco di quelli che avevano detto che si facevano da parte e invece).

Il 10 Luglio 2007 alle 15:24 Primarie Usa e primarie usa e getta: il no di Bersani, il Pd e i rischi del plebiscito | rubriche ha scritto:

[...] Allora c’è poco da stupirsi se Arturo Parisi non si dà pace per la mancanza di concorrenza interna: il “partito americano” di cui ci si compiace a parole è molto lontano nei fatti. O se il leader dello Sdi, Enrico Boselli apostrofa la rinuncia di Bersani come “la prova che a comandare” tutto “sono Ds e Dl”. Due partiti, tra l’altro, in via d’estinzione, almeno stando a quanto deciso nei loro ultimi rispettivi congressi. [...]

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