- Tags: avvocati, Corso-Bovio, giornalisti, Milano
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Si è ucciso l’avvocato milanese Corso Bovio. Dopo aver lasciato una lettera alla moglie si è sparato un colpo di pistola nel suo studio a pochi passi dal Palazzo di giustizia: 59 anni, penalista e pubblicista era iscritto all’albo degli avvocati dal 1975 e a quello dei giornalisti dal 1970.
Recentemente aveva avuto come clienti, tra gli altri, Impregilo, l’immobiliarista Stefano Ricucci, l’ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia e il senatore Marcello Dell’Utri, oltre a numerose testate giornalistiche. Per l’Ordine Nazionale dei Giornalisti aveva curato il manuale Diritto e informazione, redatto lo statuto dell’Istituto per la formazione al giornalismo Carlo De Martino ed era stato docente nei corsi di formazione e aggiornamento professionale.
Mentre i carabinieri di Milano avviano le inevitabili indagini e colleghi e magistrati rilasciano dichiarazioni piene di dolore e sgomento, Panorama.it lo ricorda con alcuni passaggi di un suo intervento, due anni fa, alla presentazione di un libro sulla morale dei giornalisti, nel quale, con la consueta ironia e incisività, aveva parlato di correttezza di giornalisti e avvocati. Dimostrando una volta di più la sua lungimiranza.
Come si fa a vedere se un giornalista è corretto? Vi racconterò un detto degli americani: “Come si capisce se un avvocato dice bugie? Basta vedere se muove le labbra”. Io dico che gli avvocati hanno un debito di verità. Se presentano un testimone poco credibile non ci guadagnano. È nell’interesse del cliente raccontare sempre la verità. E dunque dico: quando un giornalista è corretto? Quando rende un buon servizio informativo al suo cliente, il lettore.
Ma il sistema deontologico dei giornalisti è forse troppo autoreferenziale. Forse siamo poco aperti al pubblico, che invece deve poter segnalare e intervenire per verificare la qualità del prodotto. Una sfida simpatica per i mezzi di informazione potrebbe essere sottoporsi al controllo dei lettori, non per castigare questo o quel giornalista, ma per dare un bollino blu di qualità all’informazione.
L’etica del giornalismo, la morale del giornalista, devono aprirsi alla costante verifica del pubblico.
- Lunedì 9 Luglio 2007
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Commenti
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Il 9 Luglio 2007 alle 17:30 Suicida Corso Bovio: una vita tra stampa e tribunali, con il pallino della verità | rubriche ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Italia Articoli CollegatiGoverno, giornalisti, intercettazioni: là dove arrivano le condanne [...]
Il 9 Luglio 2007 alle 19:54 franted ha scritto:
In questa triste Italia dei veleni ci voleva forse un agnello sacrificale…ed eccolo qui. Ma nessuno mi toglie il DUBBIO e cioè che non si sia affatto ucciso. Non si era forse “sparato” alla testa anche Raul Gardini? Vorrei campare 100 anni per poterlo sapere…
Il 9 Luglio 2007 alle 21:48 gianfrancofiore ha scritto:
Fare l’avvocato un mestiere sempre più difficile e usurante stretti in una morsa di clienti sempre più esigenti e strutture semicolassate.Cerchiamo tutti di riflettere su un sistema che è in stato di emergenza e mette in dubbio lo stato di diritto.
Il 10 Luglio 2007 alle 8:49 Corrado Buccieri ha scritto:
Stiamo tornando ai suicida misteriosi.
Il 10 Luglio 2007 alle 10:04 franted ha scritto:
Scusate se insisto. Come puo’ suicidarsi uno che si è comperato una barca nuova? No, io lo so per mia piccola esperienza, è mooolto difficile. E poi nessun biglietto. Non ci credo….
Il 10 Luglio 2007 alle 11:54 walter.sveltoni ha scritto:
Mi spiace per questo avvocato di cui parlano tutti i giornali ma… chi è?
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