“Sono Antonella,
vi scrivo da Santa Maria Capua Vetere, (Caserta) e sono la madre un ragazzo che sta affrontando l’esame di maturità classica. Da grande vorrebbe diventare dentista, e quindi dovrebbe frequentare l’università di Odontoiatria, ma è a numero chiuso. E quindi penso che la sua aspirazione diventerà la sua prima delusione. Come madre, da un lato sono dispiaciuta perché non so come aiutarlo, perché non sono né un parlamentare né un ministro, ma dall’altro lato sono “incazzatissima”, perché ritengo che non sia giusto fare questo tipo di selezione, dove a mio parere entra solo chi ha più santi in paradiso.
Io non chiedo un lavoro, ma sto semplicemente chiedendo il diritto allo studio, perché il sogno di ogni madre è quello di vedere il proprio figlio realizzato nel lavoro, visto che lo accompagnerà per tutta la vita.
Non si fa altro che parlare di riforme nella scuola e poi non si permette ai ragazzi di mettersi in gioco e di sviluppare le proprie doti personali. A mio avviso bisognerebbe permettere a tutti l’iscrizione alle università e di conseguenza abolire tutti i numeri chiusi. La selezione dovrebbe avvenire al termine del primo anno, in base agli esami sostenuti e alla media dei voti riportati.
Visto che siamo in un governo di sinistra, Vi ricordo che la sinistra - ovvero il comunismo - era per il diritto, che doveva essere elargito a tutti, in particolare alle persone del popolo.
Vi chiedo scusa per questo sfogo, ma vVi ho scritto per chiedervi un aiuto. Per fare abolire il numero chiuso nelle università. Io da sola non posso riuscirci”.
Antonella
Voi come la pensate? Siete favorevoli o contrari al numero chiuso nelle università? Partecipate al FORUM
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Commenti
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Il 13 Luglio 2007 alle 10:51 Lettera a Panorama.it: Sono incazzatissima, lo studio non è un diritto | rubriche ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Italia Articoli CollegatiPassione al silicone [...]
Il 13 Luglio 2007 alle 11:52 quidproquod ha scritto:
Signora, non è questione di diritto, e il comunismo non c’entra niente.
E’ questione che le università italiane non c’hanno più una lira, ma da mo’. Sono anni che è così.
Le università pubbliche sono COSTRETTE a imporre il numero chiuso. Perchè non hanno aule, non hanno laboratori, non hanno docenti bravi. Per seguire i nuovi studenti in maniera adeguata, le università dovrebbero investire in aule, laboratori, docenza. Ma mancano i soldi.
Questo paese è vicino alla bancarotta.
E’ molto semplice.
Il 13 Luglio 2007 alle 12:45 styffen ha scritto:
Signora, io penso che il numero chiuso serva anche per indirizzare economicamente uno stato, è una scelta politica. Ciò non toglie che magari il 90% di coloro che entrano in quelle universitò sono figli/e di medici ecc ecc, sono per così dire “raccomandati” tanto si sa e si è sempre saputo, solamente che nessuno fa nulla perchè ciò termini.
L’importante che suo figlio non perda la fiducia e la voglia di studiare, prima o poi arriverà il suo momento.
Ah ultima cosa, non penso sia una questione di sinistra o destra, entrambe stanno e rovineranno l’Italia.
Il 13 Luglio 2007 alle 14:49 grisostomo ha scritto:
Non mi risulta che sia vero quello che dice la signora.
Alcune Università fissano un numero chiuso ed un test di ingresso.
Credo che l’Università sia costretta a imporre numeri chiusi e verifiche sulla preparazione prima di tutto perchè oramai i licei non selezionano più gli studenti e promuovono tutti, quelli bravi e quelli meno.
E poi per garantire a tutti gli studenti ammessi un minimo accettabile di formazione e di servizi connessi (aule, strutture, ecc.).
Infine io non credo che lo studio sia un diritto assoluto. Tutti hanno diritto a pari condizioni di partenza, tutti hanno diritto ad una istruzione di base.
Ma lo studio deve essere garantito solo a chi lo merita.
Il 13 Luglio 2007 alle 15:57 Corrado Buccieri ha scritto:
Non a caso questa signora scrive dalla
Campania.
Qualcuno osserva non ci sono soldi.
Ma il caso lo vogliamo paragonare a
quello dell’immondia che se diventa grave deve intervenire il presidente
della Repubblica?
Il 13 Luglio 2007 alle 18:41 zelda__ ha scritto:
“Se mio figlio non potrà mai diventare dentista è colpa del comunismo”.
Mah. E poi, dopo il liceo classico, odontoiatria… Magari fra due anni cambia idea e le chiede di iscriverlo a Agraria. Signora mi pare che sua figlio abbia le idee un po’ confuse. Se non passerà il test attitudinale vuol dire che tutto sommato non era destino. Son soldi risparmiati, sa?
Il 13 Luglio 2007 alle 18:47 beretta ha scritto:
Scusate ma mi risulta che gli esami di ammissione non siano ancora cominciati. Signora, faccia studiare il figliolo, che magari poi mi passa il test attitudinale e abbiamo fatto tutto questo can can sui giornali per niente. A proposito, quanto ha preso alla maturità suo figlio? Un voto alto, spero.
Il 13 Luglio 2007 alle 18:49 fasarnat ha scritto:
Nessuna istituzione in Italia puo’ impedire a suo figlio di partecipare ai corsi di studio. Se dopo l’esame di ammissione ai corsi, pur avendo superato l’esame, non dovesse essere messo in graduatoria in posizione utile per l’iscrizione ai corsi, basta rivolgersi al TAR, che con provedimento d’urgenza, disporra’ l’iscrizione immediata. Ovviamente ci si deve rivolgere ad un avvocato amministrativista di buona esperienza, e chiedere contemporaneamente l’erogazione della borsa di studio alla regione o al MURST, altrimenti vinta la causa, si rischia l’espulsione dalla scuola per mancanza della borsa di studio (ma ciò ovviamente solo nel caso il corso prevedesse l’erogazione a tutti gli iscritti di una borsa di studio).
Lo studio è un diritto costituzonale, e nè destra nè sinistra lo possono negare.
Personalmente conosco un paio di persone che hanno fatto così e sono riuscite ad entrare in sovrannumero a dei corsi di specializzazione univesitaria. La vittoria alla causa dovrebbe essere garantita dalla costiituzione, ma è importante superare l’esame di ammissione con almeno il minimo del punteggio, perchè nel caso il voto dovesse essere insufficiente o scarso, credo sia difficile vincere la causa.
Il 13 Luglio 2007 alle 19:04 streghetta17 ha scritto:
Lavoro in Università in una segreteria studenti e ritengo giusto che sia fissato un numero chiuso ed un test di ingresso. Le Università deveno imporre numeri chiusi per verifiche sulla preparazione perchè oramai i licei non selezionano più gli studenti e promuovono tutti, bravi e quelli meno.
Il numero chiuso serve anche a garantire agli studenti ammessi di essere seguiti al meglio nella loro formazione e garantire i servizi connessi (aule, strutture, laboratori, ecc.). e concordo con chi pensa che lo studio non sia un diritto assoluto, infatti tutti hanno diritto a pari condizioni di partenza, tutti hanno diritto ad una istruzione di base, ma lo studio deve essere garantito solo a chi lo merita davvero.
Il 18 Luglio 2007 alle 12:13 mariobenasso ha scritto:
Anch’io non sono né un parlamentare né un ministro, eppure mio figlio ha studiato sodo (sui libri e tramite un corso) ed è entrato senza ulteriori “aiuti”. Aggiungo che, una volta iscritto, il numero chiuso dà solo vantaggi: pochi studenti, tutti motivati e ben seguiti, oltre alla garanzia, per il futuro, di un mercato del lavoro tutt’altro che sovraffollato. Come genitore infine ritengo che i figli debbano essere stimolati e motivati di fronte alle difficoltà: dire loro che “in Italia passano solo i raccomandati” mi sembra invece l’esatto contrario, oltre che, per mia personale esperienza, un’affermazione falsa.
Il 29 Agosto 2007 alle 12:20 ilsandro ha scritto:
“E quindi penso che la sua aspirazione diventerà la sua prima delusione.”
Non mi sembra un ottima partenza…le parlo da diretto interessato, mi sono laureato in odontoiatria il 18 luglio, sono stato ammesso al corso di laurea in odontoiatria a Pavia cinque anni fa, senza alcuna raccomandazione e senza essere parente o amico con alcun politico, professore o altro odontoiatra, ho semplicemente studiato (e come me molti altri), non credo di essere un ragazzo diverso da altri, ho soltanto cercato di esaudire un mio sogno e per farlo ho utilizzato l’unico mezzo in mio possesso: l’impegno.
Dire che “passano solo i raccomandati” è soltanto una barriera dietro cui proteggersi per bypassare il problema.
Io direi a mio figlio di mettere tutto se stesso in quello che crede, se poi i risultati non dovessero arrivare, avrà almeno le certezza di non avere rimpianti.
In riferimento a chi parlava del voto alto alla maturità o al tipo di scuola frequentata, non è minimamente paragonabile il risultato di un diploma di scuola superiore con quello di un diploma di laurea, un po’ per la diversa maturità (si spera) di un ragazzo di 16 anni rispetto a uno di 23, un po’ per la diversa finalità presente nei due percorsi, per tornare a qualcosa di più tangibile, mi sono diplomato con la votazione di 72/100 al liceo (voto sicuramente non alto), un mese fa mi sono laureato con lode in odontoiatria…
Spero di essere stato utile e faccia un in bocca al lupo a suo figlio.
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