Ancor prima che finisse un’altra giornata passata sul limite di una crisi di governo, sono iniziate le grandi manovre. Definite le regole con le quali, il 14 ottobre, gli elettori del Partito Democratico potranno scegliere segretario e Assemblea costituente del nuovo soggetto (liste bloccate collegate ad un unico candidato), i big di Ds e Margherita cominciano a darsi da fare. Così, dopo la discesa in campo di Walter Veltroni, ecco arrivare il “manifesto di Rutelli”. Un documento che, nelle intenzioni del vicepremier, servirà per sostenere la candidatura del sindaco di Roma. Un documento che farà discutere visto che ipotizza una rottura netta con la sinistra radicale, visto che vi si si legge che “se la maggioranza non saprà governare i cambiamenti” il Partito democratico dovrà “proporre un’alleanza di centrosinistra di nuovo conio”. E dovrà farlo “per non riconsegnare l’Italia alle destre, ma soprattutto per non essere imprigionato dal minoritarismo e dal conservatorismo di sinistra”.
Dunque si tratta dell’atto di nascita di una nuova corrente, la prima del nuovo partito, in cui già si mescolano i rutelliani della Margherita (Renzo Lusetti, Rino Piscitello, Ermete Realacci e Antonio Polito, i ministri Paolo Gentiloni e Linda Lanzillotta, il leader dell’Italia di mezzo Marco Follini, i teodem Paola Binetti e Luigi Bobba,) e i liberal dei Ds, compresi sindaci (quello di Venezia Massimo Cacciari, quello di Torino Sergio Chiamparino).
Il vicepremier è dunque ufficialmente in campo e il suo manifesto, che in un primo momento avrebbe dovuto essere la base per il varo di una sua lista alle primarie di ottobre, sembra comunque una vera e propria piattaforma per un area riformista del nuovo Partito democratico. E la vera novità non sta nemmeno nell’ipotesi di “un’alleanza di centrosinistra di nuovo conio”, ma innanzi tutto nell’esplicito richiamo a quel “Walter Veltroni che a queste ragioni si ispira”. Il predestinato leader del Pd, dopo il 14 ottobre, potrebbe dunque farsi promotore di una nuova maggioranza. Il che comporta, almeno nel 99,9 per cento dei casi, anche un nuovo presidente del Consiglio.
- Venerdì 13 Luglio 2007
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Commenti
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Il 13 Luglio 2007 alle 22:00 Manifesto Rutelli: lancia Veltroni. E guarda a una nuova maggioranza, dopo ottobre | rubriche ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Italia Articoli CollegatiPartito Democratico: i pro e contro della base su blog e Youtube [...]
Il 16 Luglio 2007 alle 12:26 Corrado Buccieri ha scritto:
Questi vogliono prendere anche Casini.
Il 1 Agosto 2007 alle 12:40 I cattolici annullano l’unione di fatto tra Ds e Margherita » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nelle opinioni dei credenti non sembra avere molto peso l’orientamento del Vaticano: pur condividendo per l’iniziativa del Family day (solo il 7 per cento dei praticanti lo ritiene un segno di chiusura), i cattolici non sono per la linea dura contro le coppie di conviventi. Eppure il dato fa riflettere. E discutere, soprattutto gli esponenti Dl, eredi del Ppi. Dall’emorragia del voto cattolico, secondo Luigi Bobba, il Pd deve trarre una lezione e un nuovo corso: “Per risalire la china nel consenso tra i credenti non si può non tenere conto delle due intuizioni contenute nel Manifesto Rutelli: cambio di rotta nella linea del governo e alleanze di nuovo conio”. Mentre per il prodiano doc Franco Monaco, l’indagine Ipsos è “Curiosa. O meglio curiosa la sua interpretazione tirata per i capelli: i cattolici, disamorati dal governo, entrati in sofferenza verso il centrosinistra con la fecondazione assistita e il family day e preoccupati per l’egemonia della sinistra laica, tiferebbero per Veltroni e invocherebbero alleanze di nuovo conio”. Conclusione: “Indovinello: chi ha commissionato l’indagine? Che preluda a una lista Teodem per Walter?”. [...]
Il 7 Agosto 2007 alle 12:55 Pd, nel partito della fusione fredda si scaldano gli animi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Altro terreno di scontro in vista del 14 ottobre: le liste. Tutti ne vorrebbero una e gli accordi sottobanco sarebbero già in stadio avanzato. A parte il listone Ds-Margherita che appoggerà il sindaco di Roma e che dovrebbe rispecchiare l’accordo tra la Quercia e i Popolari di Fioroni e Marini, ci sono i teodem della Margherita, i “coraggiosi” di Francesco Rutelli, c’è Ciriaco De Mita, ci sono gli under 30, le donne e chi più ne ha più ne metta. Inoltre Quercia e Dl si sarebbero già equamente divisi le segreterie regionali del Pd (in particolare in Lombardia, Emilia, Toscana, Lazio), come più volte denunciato da Rosy Bindi e su cui ha ironizzato anche il prodiano Franco Monaco: il territorio, a suo dire, “è esattamente il terminale delle logiche spartitorie romane” che hanno stabilito “12 segretari regionali ai Ds e 8 ai Dl”. Ultimo caso scoppiato, quello della Lombardia, con i rutelliani irritati per l’applicazione del ticket anche in Regione (il ventinovenne segretario regionale dei Ds Maurizio Martina e la margheritina Patrizia Toia, sostenuti da Letta). Come se non bastasse le liste sono rigorosamente bloccate e senza preferenza. Esattamente quello che prevede l’attuale legge elettorale nazionale. Una “porcata” che l’Unione vorrebbe cambiare a tutti i costi. [...]
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