Corrado Avaro, 30 anni, ha ucciso una ragazzina di 16, Claudia Muro. L’ha uccisa salendo in auto, una Rover 200, ubriaco (le forze dell’ordine gli hanno trovato nel sangue un tasso alcolemico tre volte superiore ai limiti di legge) e travolgendo Claudia che attraversava la strada stanotte alle quattro all’uscita da una discoteca nel torinese. Sulle strisce pedonali, in un punto illuminato, proprio davanti a una pattuglia dei carabinieri.
Ma è difficile chiamarlo “incidente”: ad Avaro era stata già ritirata tre volte la patente per guida in stato di ebbrezza, l’ultima pochi mesi fa. Stanotte non si è neanche accorto di avere investito una persona e quando i carabinieri lo hanno fermato, secondo alcuni testimoni, è sceso dall’auto e si è messo a fumare una sigaretta come se nulla fosse. L’hanno arrestato per omicidio colposo. Stessa accusa per Stefano Conte, 24 anni, che venerdì sera in Campania guidava ubriaco ed era piombato sull’auto che lo precedeva uccidendo tre bambini tra i 6 e gli 11 anni che erano in macchina con i genitori.
Abbastanza perché il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi oggi sul Corriere delle Sera si affretti a dichiarare che il Senato deve approvare “al più presto” le nuove norme del codice della strada e che, se per fare fronte a tutti gli incidenti causati da guida in stato di ebrezza si dovesse rendere necessario cambiare anche il codice penale, “lo si faccia, soprattutto quando il sentire comune va in questa direzione”. Il ministro ha infatti spiegato che si potrebbe ricorrere all’arresto obbligatorio nel caso in cui si accerti che il guidatore sia ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
LEGGI ANCHE Ma in Italia chi guida ubriaco rischia un controllo ogni 176 anni.
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Commenti
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Il 16 Luglio 2007 alle 12:43 quidproquod ha scritto:
In molti paesi stranieri (Usa compresi) è già così: la guida in stato di ebbrezza è punita col carcere, non col semplice ritiro della partente.
Il 16 Luglio 2007 alle 19:50 mark ha scritto:
SEVERITA’ IN STRADA GLI ITALIANI DICONO SI’
Romana Liuzzo ci fa sapere che il ministero dei trasporti asserisce che “ su 8.500 comuni sono solo 400 quelli che trasmettono i punti da decurtare” ……….
Non ci fa sapere però quali sanzioni o provvedimenti vengono presi a carico dei comuni inadempienti .
Per non incorrere nella solita demagogia, bisognerebbe approfondire se qualche tipo di sanzione è prevista dalla legislazione vigente e poi:
1. Se sono previste sanzioni a carico di detti comuni, se vengono applicate e i quale misura e se non vengono applicate, perché
2. Se non sono previste sanzioni, dovranno essere emessi appositi decreti sanzionatori (che prevedano ad esempio la revoca o la sospensione dell’autorizzazione prefettizia rilasciata al comune)
Come giustamente scrive la Liuzzo, basterebbe applicare le regole che già esistono.
In caso contrario siamo alla “prova del nove”: le amministrazioni centrali e locali non hanno a cuore la sicurezza dei cittadini, ma solo il finanziamento delle loro casse a spese del popolo bue.
mark
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