Catanzaro story: tre uomini e un’inchiesta

Le toghe dei magistrati
Catanzaro story, il giallo è anche al Palazzo di giustizia: non corre infatti buon sangue tra il procuratore capo Mariano Lombardi e il sostituto procuratore Luigi de De Magistris, titolare dell’inchiesta sulla cosiddetta loggia di San Marino che ha iscritto nel registro degli addirittura il premier Romano Prodi. Tra i due litiganti, nel dorato isolamento palermitano si gode la celebrità Gioacchino Genchi, il consulente informatico che ha scritto la perizia chiave. Vediamo meglio chi sono.

Luigi De Magistris. Dall’inizio della sua carriera in Magistratura, nel 1995, il sostituto procuratore Luigi De Magistris, 40 anni, si è spesso concentrato sui casi di corruzione nella pubblica amministrazione e sui rapporti tra criminalità e politica. L’inchiesta sulle “Toghe lucane”, che coinvolge anche magistrati e dirigenti di polizia, è una delle più rilevanti. Guadagnandosi la stima di chi lo considera un coraggioso censore del potere e le critiche di chi invece lo accusa di essere un magistrato politicizzato.

Da sempre a Catanzaro (tranne un intermezzo dal 1998 al 2002 alla Procura di Napoli), De Magistris è oggetto di diverse interrogazioni parlamentari da parte del centrodestra, che ne sostengono l’incompatibilità ambientale e ne chiedono l’allontanamento dalla città calabrese. In una di queste l’ex senatore di An Ettore Bucciero, che ha chiesto e ottenuto nel gennaio 2006 un’ispezione ministeriale a carico del pm, lo accusa di “tendere a condizionare la vita amministrativa, con le sue inchieste mirate a colpire con lo strumento giudiziario settori della vita pubblica dei quali non condivide le scelte politiche”.

Altri dubbi sull’attività di De Magistris sollevati dai suoi detrattori riguardano i rapporti con la stampa. Il sostituto procuratore avrebbe secondo alcuni la tendenza a dare troppa risonanza mediatica alla proprie inchieste, grazie in particolare alla sintonia con alcuni cronisti del Quotidiano della Calabria. Anche la sezione l’Anm di Catanzaro ha parlato di pericolo “per la credibilità stessa della magistratura”. Lui, che tiene sempre il Vangelo sul comodino, non si scalfisce. E in un’intervista del dicembre scorso a Telitalia, una tv locale, ne ha anche per i suoi colleghi: “Per poter affrontare il tema della giustizia in modo serio” afferma “bisogna essere anzi tutto non corporativi e molto critici al proprio interno. Ritengo che la magistratura abbia fatto parte molto spesso, in alcune sue componenti, di un sistema non trasparente”.

Mariano Lombardi. Non hanno esitato a “essere critici” l’uno con l’altro De Magistris e il responsabile del suo ufficio, il procuratore della Repubblica Mariano Lombardi, già procuratore distrettuale antimafia sempre a Catanzaro. Quest’ultimo sostiene di non essere mai stato informato dal suo sostituto dell’iscrizione sul registro degli indagati del premier Romano Prodi.

Lo scontro di qualche mese fa tra i due magistrati nasce sempre da un provvedimento preso da De Magistris di cui Lombardi non sapeva nulla. Nell’ambito dell’inchiesta “Poseidone” condotta dal pm su presunti illeciti nella gestione dei fondi comunitari nel settore della depurazione è indagato, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete, il senatore di FI Giancarlo Pittelli. Lombardi dichiara di non essere stato informato dell’iniziativa nei confronti del senatore e per questo ha tolto l’indagine a De Magistris.

Il quale però ha contrattaccato, denunciando alla Procura di Salerno e al Csm il proprio superiore. De Magistris avrebbe riscontrato delle irregolarità commesse da alcuni colleghi e accusa Lombardi di aver fornito informazioni riservate a Pittelli riguardo all’inchiesta. Come scrivono alcuni quotidiani, Lombardi e Pittelli sono indirettamente legati e lo stesso magistrato non nega l’amicizia. Il titolare della Procura infatti è sposato con Maria Grazia Muzzi, cancelliere della Corte d’Assise di Catanzaro. Suo figlio, Pierpaolo Greco, avvocato, è socio d’affari del senatore Pittelli nell’azienda “Roma 9″.

Gioacchino Genchi. Vive in un bunker sotterraneo nel centro di Palermo e concede interviste solo via webcam, anche se non si nega quasi mai ai giornalisti (il suo sito ha una ricchissima rassegna stampa, che va da Cronaca Vera a Maxim). Genchi è considerato il massimo esperto in Italia di intercettazioni e indagini informatiche. Ha 46 anni ed è vicequestore aggiunto della Polizia, ma sette anni fa ha deciso di mettersi in aspettativa per lavorare come consulente tecnico delle Procure. Sul suo tavolo sono passate quasi tutte le indagini più delicate degli ultimi anni.

A Partire dalla strage di Capaci. A fine anni ‘80, in piena emergenza mafia, Genchi abbandona la toga da avvocato ed entra in Polizia. A 28 anni è direttore della Zona Telecomunicazioni del Ministero dell’Interno per la Sicilia Occidentale e ha occasione di lavorare al fianco di Giovanni Falcone. Dopo la morte del giudice a Genchi viene affidata la sua agenda elettronica Casio. All’apparenza è vuota, ma l’esperto riesce a rintracciare tutti i vecchi file, che, sostiene, sono stati cancellati quando l’agenda era già sotto sequestro. Ne emergono particolari inquietanti su colleghi e alti funzionari con cui Falcone aveva rotto ogni rapporto.

Genchi, scrive L’Europeo, si attira delle inimicizie, gli viene assegnata una scorta, che però rifiuta. Deluso dal fatto che quello che ha scoperto non viene sviluppato nelle indagini su Capaci, lascia la Polizia e diventa consulente. Lavora, tra gli altri, ai casi che coinvolgono Marcello Dell’Utri e Salvatore Cuffaro, alle indagini su Denise Pipitone e Ilaria Alpi. Dispensa a chi glielo chiede, consigli su come non farsi rubare i segreti informatici e telefonici più preziosi. I suoi, lui che non si fida neppure di quelli con cui ha lavorato gomito a gomito per anni, li protegge con hard disk criptati e decine di password.

LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di Catanzaro

Commenti

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Il 16 Luglio 2007 alle 23:45 Catanzaro story: tre uomini e un’inchiesta | rubriche ha scritto:

[...] leggi su Panorama.it - Italia Articoli CollegatiInchiesta sulla loggia di San Marino: Prodi indagato a Catanzaro [...]

Il 17 Luglio 2007 alle 9:01 voltaire ha scritto:

Magistratura, Prodi, Andreotti, Scalfaro, d’ alema , Napolitano,Mastella, ecc..
è parche no anche certi media ( vedi fan dei terroristi Mieli) tutti problemi vecchi, che puzzano di marcio , in un paese normale sarebbero già alla discarica ma è vero in ITALIA la mondezza non la vuole nessuno è molto più semplice farli governare questa povera ITALIA, e la stessa classe politica che già si spartiva i dollari Americani , e i Rubli SOVIETICI, che oggi in mancanza si spartiscono i poche EURO degli ITALIANI, andate vedere a Benevento, se non arrivano i soldi nessuna vota per quel statista di Mastella SIGNORA , e famiglia, ma di cosa parlate di sesso degli angeli ;non ditemi che la politica è sporca , è sporca solo in ITALIA perché e fatta di ………………………………………………………..

Il 17 Luglio 2007 alle 15:48 voltaire ha scritto:

errata corige: perchè

Il 17 Luglio 2007 alle 16:14 redazione ha scritto:

LOGGIA S. MARINO: LOMBARDI AL CSM, IO SEMPRE CORRETTO
(ANSA) - ROMA, 17 LUG - Ha respinto le accuse di una cattiva gestione della procura di Catanzaro, ha negato contrasti con il suo sostituto Luigi De Magistris e non avrebbe detto niente in merito all’avviso di garanzia a Prodi nell’ambito dell’inchiesta sul presunto comitato di affari politico-massonico per la gestione dei fondi comunitari. Il procuratore capo di Catanzaro, Mariano Lombardi, e’ stato ascoltato stamani, per circa un’ora, dalla prima commissione del Csm che nei suoi confronti ha avviato una procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilita’ ambientale.
La procedura - viene fatto notare negli ambienti di palazzo dei Marescialli - non ha nulla a che vedere con i recenti sviluppi dell’ultima inchiesta di De Magistris, tant’e’ che l’audizione di Lombardi era stata gia’ fissata nelle settimane scorse. A Lombardi sarebbero contestate tre questioni: una presunta cattiva gestione della Procura riscontrata da un’ispezione ministeriale del 2005; la partecipazione a manifestazioni politiche locali di An; la revoca del fascicolo sull’inchiesta Poseidone al pm De Magistris. Per quest’ultima vicenda, De Magistris ha presentato un esposto sia al Csm che alla Procura di Salerno che - e’ emerso nel corso dell’audizione di oggi - sta indagando su Lombardi per abuso di ufficio. Il magistrato, difeso da Fausto Zuccarelli, si e’ riservato di presentare una memoria scritta nelle prossime settimane, presumibilmente dopo la pausa estiva.(ANSA).

Il 30 Luglio 2007 alle 16:12 Catanzaro, i nomi che contano nel mirino di De Magistris » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Giancarlo Pittelli. È senatore di Forza Italia e avvocato penalista, nato a Catanzaro, ha 53 anni. Coordina il partito di Silvio Berlusconi in Calabria. L’incarico gli è stato affidato nonostante nel 2005 fosse alla sua prima nomina in Parlamento, grazie anche ai buoni rapporti con Bondi e Cicchitto. La sua amicizia col procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi sarebbe all’origine dello scontro di quest’ultimo col sostituto De Magistris. Nella scorsa legislatura Pittelli è stato autore di una proposta di modifica del Codice di procedura penale che fece molto discutere. A Palazzo Madama è membro delle commissioni Giustizia e di quella sul ciclo dei rifiuti. Come legale titolare di uno studio molto affermato in Calabria, assiste alcuni tra gli indagati delle inchieste di Catanzaro. In passato è stato anche presidente dell’aeroporto di Lamezia Terme, anche se ha paura dell’aereo e viaggia sempre in treno. [...]

Il 26 Ottobre 2007 alle 10:39 dani ha scritto:

articolo su “La Sicilia”
Così scrive Tony Zermo sul quotidiano La Sicilia del 24.10.07:
……tranne i giornali siciliani, gli altri hanno dedicato scarsa attenzione agli arresti di Marsala. E pure hanno singolari attinenze con l’inchiesta di Catanzaro “WhY not?”……
…. Dove sono le coincidenze con l’inchiesta di Catanzaro? La prima è che il gestore della truffa sarebbe stato Antonio Scimeni che non solo era stato segretario provincila dell’Udeur, ma era risultato il primo dei non eletti alla Camera. La seconda che lo stesso riciclava il denaro, oltre che a Malta e nelle Isole Vergini, anche a San Marino. …. La terza che Scimeni finanziava il partito di Mastella… risulta un versamento di 25 mila Euro…..
…Il vicequestore Gioacchino Genchi, il mago delle intercettazioni, quando si scatenò il putiferio contro il pm De Magistris di cui era consulente, disse:”…Possono blocccare questa inchiesta, ma non sanno che io lavoro anche per un’altra Procura dove ci sono tanti amici del ministro Mastella……….
Tony Zermo - La Sicilia (24.10.07)

Il 26 Ottobre 2007 alle 10:51 dani ha scritto:

Su Dolcino Favi
http://www.csm.it/interventi_p.....10718m.pdf

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