Crescono gli sfidanti di Veltroni nella corsa delle primarie del prossimo 14 ottobre. E Walter non si sente più il candidato unico alla segreteria del Pd. Sicuramente il più indicato per vincere, ma non il solo a correre.
Dopo Furio Colombo, anche Rosy Bindi rompe gli indugi e si candida alla segreteria del Pd, alle primarie del 14 ottobre. Lo ha annunciato lo stesso ministro della Famiglia attraverso una nota sul suo sito.
“Ho riflettuto a lungo e sono ormai convinta che la scelta più giusta e più utile sia quella di presentare la mia autonoma candidatura alla segreteria del nuovo partito”, afferma la Bindi. E ancora: “L’appuntamento del 14 ottobre ha risvegliato nel popolo dell’Ulivo, nuove attese e una grande speranza nel partito democratico. Queste attese e queste speranze non possono andare deluse. Anch’io, come tanti, sento la responsabilità di un impegno in prima persona”. “Con questa candidatura” sottolinea ancora quella che fu la pasionaria degli ultimi anni della Dc “assumo una responsabilità nuova ma non solitaria. È un percorso che richiederà molte energie, passione e dedizione. Sarà un impegno quotidiano, a tempo pieno”.
Essendo nota come “Sorella coraggio”, ed avendo cominciato a rompere le scatole a chi predica bene e razzola male già un bel po’ d’anni fa, nella sua Dc, quando segretario era un certo De Mita, il ministro della Famiglia non ha perso l’occasione di polemizzare con il Comitato dei saggi del Pd: “I 45 hanno approvato un regolamento elettorale che favorisce chi può contare su una forte organizzazione. Ds e Margherita, attraverso i loro più autorevoli esponenti, hanno già dichiarato di appoggiare la candidatura di Walter Veltroni”. “Nonostante questi limiti” ha continuato “sono convinta che in tantissimi, donne e uomini e soprattutto giovani e giovanissimi si aspettano e vogliono essere protagonisti di questa nuova stagione”.
Infine cinque ragioni e una sparata. Le prime sono le motivazioni per le quali la Bindi ha scelto di correre. Uno: perché il 14 ottobre “serve una vera competizione”; due: perché questo “è il momento delle donne”; tre: perché vuole “un partito per il bipolarismo e la laicità ”; quattro: perché vuole “un’Italia più libera e giusta”; cinque: per dispetto ai saggi, perché “le persone sono più forti delle regole”.
La sparata? Eccola, alla faccia della scaramanzia: “Se sarò eletta rinuncerò a qualunque altro incarico”. L’importante è crederci.
LEGGI ANCHE: Colombo, uno sgambetto a Rutelli, contro Berlusconi
- Lunedì 16 Luglio 2007

Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Luglio 2007 alle 23:43 Super Bindi contro tutti: sorella Coraggio si candida per il Pd | rubriche ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Italia Articoli CollegatiRosy Bindi: ”Anch’io in corsa per le primarie del Pd” [...]
Il 17 Luglio 2007 alle 9:15 voltaire ha scritto:
Il coraggio non è il suo, il coraggio è di chi la vita
Il 17 Luglio 2007 alle 9:15 voltaire ha scritto:
vota
Il 17 Luglio 2007 alle 12:37 Corrado Buccieri ha scritto:
Bravo a voltaire,ci vuole proprio un coraggio anche per chi la vota.
Però come ho già accennato ieri per
Colombo, questo PD lo stanno sfasciando
sul nascere. Maglio così.
Il 17 Luglio 2007 alle 12:37 Corrado Buccieri ha scritto:
Meglio.
Il 19 Luglio 2007 alle 10:45 Adinolfi, il giovane garibaldino che corre nel Pd contro Veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Dopo Walter Veltroni, Rosy Bindi e Furio Colombo, Adinolfi è quindi il quarto candidato ufficiale alla guida del Pd. Nonché il più giovane. “Per la democrazia diretta, da outsider, per una generazione esclusa”, è il suo slogan apparso sul sito web e rivolto alle nuove generazioni. Anche il suo programma verrà presentato via internet, essendo Adinolfi più di tutto convinto che la rete sia il mezzo più adatto e moderno per parlare ai suoi coetanei, per raccoglierli e guidarli “nudo davanti al carro armato perché l’ho già visto fare ai miei coetanei che combattevano per la democrazia in un paese che democrazia non ne ha”. Se poi dovesse scendere in campo, come è probabile, Enrico Letta, saranno in due, i giovani a presentarsi direttamente. Mentre altri è probabile che scelgano di appoggiare i big già in corsa. Adinolfi ha scelto di partecipare in prima persona: “Ora è il momento di correre il rischio. Altrimenti ogni trattativa sulle pensioni, ogni mancata trattativa su ammortizzatori sociali e nuove garanzie nel mondo del lavoro, ogni nuova elezione, saranno luoghi dove un intero segmento di paese (non ‘i giovani’, ma le energie migliori di questo paese) verrà sistematicamente ignorato, imbrogliato, umiliato”. Infine lanciando una frecciata ai suoi ex Mille compagni di strada, Adinolfi chiude: “Non ho nessuna voglia di martirio, ma al manifesto pro-Veltroni non ci sto. Come se Garibaldi avesse fatto l’accordo con i borbonici, perché avesse calcolato che mille soldati sono pochi, come lo sono in effetti”. Paragone azzardato? Di sicuro un po’ datato per un campione del “giovanilismo 2.0″. [...]
Il 27 Luglio 2007 alle 16:06 Consiglio al Pd: sì al rompiscatole (e furbo) candidato Pannella » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Però, detto tutto questo, perché Rosy Bindi sì e Pannella no? Perché ammettere Jacopo Gavazzoli Schettini o Lucio Cangini e non il vecchio leone? In fondo, tra candidature di testimonianza, di appoggio, ritiri eccellenti (Bersani), il tutto all’insegna del politicamente corretto spinto (Veltroni docet), almeno Pannella si differenzia un po’. Avremmo una campagna vera, non un invito al tè. Diciamo la verità : gli unici che possono impensierire il sindaco di Roma sembrano, al momento, Furio Colombo ed Enrico Letta. Certo, non dovrebbero soffiargli la vittoria, ma erodergli il consenso forse sì: perché, da sponde opposte, rappresentano linee politiche diverse o alternative alla formula ecumenica veltroniana. Se arrivasse Pannella, i democratici avrebbero una quarta scelta. Certo, non sarebbe il massimo come «largo ai giovani»: ma fin qui il richiamo alla generazione dei trentenni lanciato da Enrico Letta su You Tube resta la cosa più originale sentita, e forse la migliore. [...]
Il 1 Ottobre 2007 alle 20:00 I candidati del Pd tutti insieme velenosamente » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Un vertice, un’ora, cinque candidati, uno o due milioni di votanti, un video e due maliziosi retroscena. Questo il bilancio del vertice con Romano Prodi dei cinque aspiranti alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico che verrà eletto il 14 ottobre. La riunione si è svolta stamattina a Santi Apostoli nella sede del Partito Democratico a Roma, tra il premier, Romano Prodi, Mario Adinolfi, Pier Giorgio Gawronski, Enrico Letta, Walter Veltroni. Primo retroscena. Rosy Bindi si è presentata con mezzora di ritardo per via del traffico. Le voci di palazzo dicono che lo abbia fatto per fare certificare dai giornalisti (cosa che puntualmente hanno fatto) che a Roma, città amministrata da Veltroni, non si circola. Nell’altra mezzora si è discusso soprattutto di cifre: se Prodi ha parlato di un milione, sempre la Bindi ha rilanciato la cifra augurandosi che si possa arrivare a due milioni. Chiarissimo il motivo: un milione sarebbero solo la somma degli iscritti di Ds e Margherita che voterebbero in larghissima parte per Veltroni. La pasionaria cattolica della Margherita ha bisogno che alle urne vadano anche quelli che del Pd non fanno parte. La cosiddetta società civile. Altrimenti non sfonderà il muro del 10% sotto il quale è flop. Ad un certo punto, con forte stupore di Prodi, di tutti i candidati segretari, e dei tanti addetti stampa presenti, il candidato blogger Mario Adinolfi ha tirato fuori il suo cellulare e si è messo a filmare un pezzo della riunione. Veltroni ha anche salutato. E alla fine - ça va sans dire - il video è finito su Youtube. Lo stesso Adinolfi ha spiegato a Panorama.it: “Sono gli unici due minuti di videotestimonianza sull’esistenza di cinque candidati segretari alle primarie del Pd, capaci di stare in una stessa stanza e manco si guardano in cagnesco. Veltroni mi fa persino ciao ciao con la mano. Ma è così impossibile passare da YouTube ad un bel videoconfronto su Rai o Mediaset o La7?”. Finale con ultimo retroscena. Romano Prodi, sempre pronto a fare paragoni ciclistici, cita come esempio quello del neo campione del mondo di ciclismo, Paolo Bettini: “Quella del 14 ottobre dovrà essere una gara come quella di ieri, in cui tutto il gruppo ha lavorato per sfiancare gli avversari. Bisognerà lavorare per sfiancare il centro destra e alla fine vince Bettini”. Ma alla parola Bettini, forse pensando a Goffredo, il braccio destro di Veltroni, in molti nella sala si sono spaventati… [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.