Oltre Prodi, ecco chi sono gli uomini che hanno un ruolo chiave nell’inchiesta del pm Luigi De Magistris sulla cosiddetta loggia di San Marino. Imprenditori, politici, finanzieri. Tutti tirati in ballo in quella che il magistrato definisce “la pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali” e spiega: “Le indagini preliminari hanno evidenziato comuni colleganze affaristiche tra società e persone riconducibili, anche indirettamente, ad amministratori pubblici facenti parte di opposti schieramenti”.
Luigi Bisignani. Ex giornalista, scrittore di spy story di successo, ex capo ufficio stampa ad alto livello, Bisignani, classe 1953, è Executive vice president for international business del gruppo Ilte Pagine Gialle.
In passato le cronache le ha scritte e le ha anche animate. Come giornalista comincia giovanissimo all’Ansa, è stato tra il ‘76 e il ‘79 capo dell’ufficio stampa del ministro del Tesoro Gaetano Stammati, nel governo Andreotti, poi nel ‘92 diventa direttore delle relazioni esterne del gruppo Ferruzzi. Nell’ ‘81 viene citato tra gli affiliati alla P2, circostanza sempre smentita, e nel ‘93 viene arrestato nell’ambito delle inchieste su Tangentopoli ed Enimont con l’accusa di violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Verrà condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi. Nel 2002 arriva anche la radiazione dall’Ordine dei giornalisti.
Lorenzo Cesa. Nato vicino a Roma nel 1951, dall’ottobre del 2005 è segretario nazionale dell’Udc. In precedenza, dal 2004, era stato parlamentare europeo. Cesa è entrato giovanissimo in Azione cattolica ed è diventato dirigente del Movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Nel 2001, quando era consigliere comunale a Roma, è stato condannato in primo grado per corruzione, nell’ambito di una vicenda in cui è coinvolto anche il ministro dei Lavori pubblici Giovanni Prandini. La condanna viene annullata in Appello per incompatibilità del giudice, poi il reato si prescrive.
Il segretario dell’Udc ha commentato così le accuse che gli rivolge la procura di Catanzaro: “Sono amareggiato. Se avessi anche un minimo dubbio sulla correttezza del mio operato professionale, non sarei al mio posto un secondo di più. Avete di fronte una persona con le mani pulite”. Un pentito di mafia, Francesco Campanella, ha dichiarato agli inquirenti che la Global Media, società di comunicazioni fondata da Cesa e ancora riconducibile a lui attraverso la moglie e il figlio, veniva utilizzata per lucrare sui fondi europei a favore del partito.
La Global Media si è occupata dell’organizzazione, oltre che dei congessi Udc, anche degli Internazionali di tennis e dello Smau alla Fiera di Milano e ha avuto molte committenze pubbliche. Per una partecipazione della società nella Digitaleco (gruppo Sipro di Di Gangi) Cesa è inoltre finito nel dicembre 2006 nel mirino dell’Olaf, l’Ufficio antifrode europeo.
Walter Cretella Lombardo. Attualmente il generale di divisione, Cretella Lombardo è capo di stato maggiore dell’Ispettorato per gli istituti di istruzione e comandante della scuola ufficiali della Guardia di finanza di Ostia. Nato a Colosimi (Cosenza), è amico sia dell’ex direttore del Sismi Pollari, sia del generale Speciale. Ma tra le sue amicizie ci sono anche quella con Cesare Geronzi e Giancarlo Elia Valori, vicino di casa del generale a Trastevere. In passato è stato a capo del II Reparto della Fiamme gialle, l’intelligence della Guardia di finanza.
Decorato con una medaglia al valor civile per aver salvato quattro persone dall’annegamento, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica: “Sono invidiato perché sono un uomo buono. Se dovesse essere il popolo a decidere, io riceverei un plebiscito per il mio modo di essere italiano: franco e generoso”.
Sandro Gozi. “Uomo di Prodi”: così può essere definito in sintesi Sandro Gozi, ex funzionario della Commissione Europea all’epoca della presidenza del Professore e oggi deputato dall’Ulivo. Nato in provincia di Forlì nel ‘68, è membro della commissione Affari costituzionali (in sostituzione del premier) e di quella sulle Politiche dell’Ue nonché presidente del Comitato Schengen, Europol e Immigrazione.
Gozi è docente di politiche e istituzioni europee all’Institut d’Etude Politiques di Parigi e all’Università di Lecce e ha pubblicato diversi saggi su questi argomenti. A Bruxelles è stato assistente politico di Prodi, che l’ha poi lasciato lì come consigliere del suo successore Barroso. Ma è anche uno sportivo, nel 2002 è stato campione italiano di squash.
Tra i fondatori del Partito democratico europeo, di cui è vicesegretario, nella sua attività ha sempre dedicato particolare attenzione alla promozione del volontariato a livello continentale. È membro dell’associazione culturale Input insieme a Filippo Andreatta, Enrico Letta e Lucio Caracciolo e tra i fondatori del Laboratorio Democratico Europeo, associazione politico-culturale di cui è presidente.
Pietro Macrì. Di Vibo Valentia, 43 anni, imprenditore. A Vibo, dopo aver lavorato tra Londra, Oslo e Milano, torna nel 1999 per fondare la Met, azienda che fornisce sistemi informativi integrati (5,5 milioni di euro di fatturato nel 2004 e un trend di crescita del 300 per cento). Orgoglioso di aver creato posti di lavoro nella sua terra, in un’intervista a Class del 2004 dichiara: “Qui c’erano le condizioni adatte per insediarsi: alta disoccupazione ma anche alta scolarità . Abbiamo formato decine di giovani, a nostre spese, non potevamo aspettare i tempi della finanza agevolata”. Met ha fornito piattaforme Erp ad aziende della sanità , come l’Istituto Tumori di Milano e il Policlinico Gemelli di Roma. Presso l’azienda di Macrì è stato ospitato uno dei tre portali del World Chamber network, la Camera di commercio mondiale (gli altri due sono in Canada e in Asia). “Questa terra deve puntare su turismo e nuove tecnologie, altro che sull’industria pesante”, commentò Macrì.
Giancarlo Pittelli. È senatore di Forza Italia e avvocato penalista, nato a Catanzaro, ha 53 anni. Coordina il partito di Silvio Berlusconi in Calabria. L’incarico gli è stato affidato nonostante nel 2005 fosse alla sua prima nomina in Parlamento, grazie anche ai buoni rapporti con Bondi e Cicchitto. La sua amicizia col procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi sarebbe all’origine dello scontro di quest’ultimo col sostituto De Magistris.
Nella scorsa legislatura Pittelli è stato autore di una proposta di modifica del Codice di procedura penale che fece molto discutere. A Palazzo Madama è membro delle commissioni Giustizia e di quella sul ciclo dei rifiuti. Come legale titolare di uno studio molto affermato in Calabria, assiste alcuni tra gli indagati delle inchieste di Catanzaro. In passato è stato anche presidente dell’aeroporto di Lamezia Terme, anche se ha paura dell’aereo e viaggia sempre in treno.
Antonio Saladino. Ex presidente della Compagna delle opere della Calabria, ha 53 anni ed è imprenditore nel settore del lavoro interinale. Antonio Saladino, o “Tonino”, è partito dalle caramelle. Nel 1989, accantonata la laurea in veterinaria, il “non-feroce Saladino” (la definizione è de Il Foglio di Ferrara) fa incontrare i lombardi della Icam con alcuni lavoratori calabresi e fonda la Silagum, una fabbrica di dolciumi che esporta in 25 Paesi e nel 2004 ha fatturato 4 milioni di euro. I disoccupati cominciano a fare la fila fuori dalla sua porta del quartier generale di Lamezia Terme.
Da qui l’idea di creare la Need&partners, entrando nel mercato del lavoro interinale. La sua formula l’ha spiegata a Class in un’intervista del 2004: “Abbiamo ribaltato l’andazzo abituale del Sud. Prima si presentava un progetto qualunque, pur di incassare i finanziamenti, e poi, forse, si preparavano i giovani. Noi invece creiamo le professionalità , individuiamo i bisogni reali, infine presentiamo il progetto”. Se c’è un bisogno, insomma, Saladino ha gli uomini per soddisfarlo.
Piero Scarpellini. È consulente dell’ufficio del consigliere diplomatico della Presidenza del Consiglio per i Paesi africani, ha 57 anni. Secondo il pm De Magistris, “insieme al figlio Alessandro rappresenta persona di assoluta fiducia del premier Prodi”. Palazzo Chigi precisa che si tratta di un consulente non pagato, ma nel settembre scorso un articolo de L’Espresso ha sottolineato che “gira su auto della Presidenza del Consiglio” e che suo figlio “svolge la funzione di portaborse di Prodi”. Il suo ruolo sarebbe stato decisivo nei buoni rapporti tra Italia e Libia ma anche, secondo un’inchiesta pubblicata sul numero 25 di Panorama (giugno 2000), di quelli tra l’attuale premier e il governo di San Marino.
Piero Scarpellini è dipendente dal 1995 di Pragmata, società di consulenza sammarinese fondata da alcuni ex soci di Nomisma.
LEGGI ANCHE: Lo speciale sull’inchiesta di Panorama.it
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Il 17 Luglio 2008 alle 18:57 Inchiesta Why not: a Catanzaro magistrati contro magistrati » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Pierpaolo Bruni, il magistrato che ha sostituito Luigi de Magistris nell’indagine Why not della procura generale di Catanzaro, è in rotta di collisione con il resto del pool: ha chiesto di essere sollevato dall’incarico e il trasferimento del procedimento alla procura di Salerno. Lo rivela il settimanale Panorama nel numero in edicola da venerdì 18 luglio, che riporta ampi stralci delle lettere che Bruni ha inviato, per motivare le sue richieste al procuratore generale Enzo Iannelli. In una lettera del 10 giugno, scrive Panorama, si legge: «Il gruppo di lavoro esiste solo formalmente poiché soltanto lo scrivente, pressoché in esclusiva negli ultimi mesi, ha posto in essere attività investigative e di impulso alle indagini». Bruni, che non ha firmato la richiesta d’archiviazione per l’ex ministro della giustizia Clemente Mastella, è in contrasto con i colleghi anche sull’atteso chiarimento della posizione di Romano Prodi. Infatti Bruni sta seguendo un filone che riguarda l’ex premier («il presunto finanziamento all’onorevole Prodi attraverso il Laboratorio democratico», un centro studi di giovani vicini al Professore) e vuole poter continuare a investigare prima di archiviare. [...]
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