
Il giudice per le indagini preliminari Clementina Forleo è riuscita a far di nuovo rimbombare il suo nome nelle aule parlamentari. E non solo.
Ha inviato al Parlamento due ordinanze chiedendo l’autorizzazione ad utilizzare nel procedimento penale le conversazioni intercettate nel corso delle indagini sulle tentate scalate ad Antonveneta, Bnl ed Rcs, in cui compaiono deputati o senatori come interlocutori.
Sono sei i nomi dei politici citati. Nell’ordinanza che riguarda più specificatamente la vicenda Antonveneta le telefonate intercettate riguardano il senatore Luigi Grillo (Fi). Nella seconda ordinanza, quella relativa a Bnl e alla società editrice Rcs, le conversazioni per cui si chiede il via libera al Parlamento riguardano Massimo D’Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (tutti e tre diessini), Salvatore Cicu e Romano Comincioli (entrambi di Forza Italia).
Gli onorevoli registrati sono stati, secondo la Forleo, ” inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni soprattutto intervenute sull’utenza in uso a Giovanni Consorte”. Ma il problema non è questo: i parlamentari per i quali si chiede di procedere “appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata”.
Chi desidera farsi un’idea trova qui l’ordinanza (in .pdf) del gip Forleo sul caso Antonveneta e qui l’ordinanza (in .pdf) su Bnl e Rcs, rese disponibili dal sito Ansa.it.
- Venerdì 20 Luglio 2007

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Commenti
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Il 20 Luglio 2007 alle 23:42 D’Alema e Fassino al telefono « Idee in libertà ha scritto:
[...] Il giudice Forleo: i politici complici consapevoli di Consorte & co (articolo) [...]
Il 21 Luglio 2007 alle 9:48 Corrado Buccieri ha scritto:
Certo che dietro queste operazioni ci
sia sempre lo zampino politico,altrimenti se agiva in conto
proprio Consorte oggi era un uomo spacciato, invece può continuare ad
agire,perchè la casta è condannata ad
assolverlo.
Il 21 Luglio 2007 alle 10:32 pacato ha scritto:
… sono accuse gravissime e non crediamo sia impazzito il magistrato … quindi speriamo si faccia chiarezza e Giustizia … se la Giustizia è davvero uguale per Tutti …
Il 22 Luglio 2007 alle 18:25 frandalex ha scritto:
Mi auguro che creino il “Club del vecchio parlamentare”.
Questi li voglio vedere seduti sulla panchina in compagnia di Previti.
Frandalex
Il 23 Luglio 2007 alle 14:11 Affaire Bnl-Ds: la “solidarietà” di Romano, le preoccupazioni di Walter » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il giudice Forleo: i politici complici consapevoli di Consorte & co [...]
Il 23 Luglio 2007 alle 14:19 i.corsari ha scritto:
io invece li vorrei proprio in galera! creerebbero problemi agli altri anziani seduti alle panchine! come minimo darebbero vita ad un’altra sociazione a delinquere…sentiremmo parlare di “Panchinopoli”! in ogni caso è uno scandalo che un giudice debba chiedere al parlamento l’autorizzazione ad utilizzare uno strumento così importante per delle indagini come quello delle intercettazioni. e trovo ancor più scandaloso che venga bacchettata così da quel Parolaio di Bertinotti! Rispetto per i magistrati!
GRANDE LA FORLEO! non fosse altro per il fatto che svolge semplicemente il proprio mestiere onestamente…ce ne fossero di più di persone così…
http://www.icorsari.ilcannocch.....iale.it
Il 23 Luglio 2007 alle 15:44 bepiro ha scritto:
Non avrei mai immaginato, da uomo di destra, che un giorno avrei difeso D’Alema e C. Non trovo nulla di scandaloso che in QUESTA Italia i vertici dei partiti politici si interessino di scalate di banche e brighino per agevolare le cordate amiche. Sarebbero incapaci e insipienti se non lo facessero. In QUESTA Italia il potere si esercita così, di qualsiasi parte politica si sia. Invece di cascare dal pero per ogni ovvietà cerchiamo di essere seri e realisitici… non sono questi i fatti contrari al pubblico interesse. Questi presunti scandali servono solo a farsi le guerre tra di loro (politici) e per dare fumo negli occhi ai tanti, giornalisti e lettori, che purtroppo si nutrono di queste stupidaggini dicendo di avere fede nella ONESTA’ e nella PULIZIA MORALE. Virtù encomiabili ma che nulla risolvono dei grandi problemi di arretratezza che attanagliano questo povero Paese. Ho sempre preferito poter essere governato da qualche ladro capace piuttosto che da qualche santo incapace. Finora niente ma domani chissà.
Il 23 Luglio 2007 alle 16:18 halibelivuk ha scritto:
E’ stupendo questo spettacolo della destra che avrebbe una gran voglia di parteggiare per i giudici ma non può farlo…
Il 23 Luglio 2007 alle 18:36 pacato ha scritto:
bepiro e halibelivuk … Bepiro dice di essere di Destra ?….: … che Dio ce ne scampi, di un Follini se n’è già avuto abbastanza …. Tutti e due poi, difendono le malefatte dei Politici e la loro scalata alle Banche … Sennò, dicono costoro, che razza di politici sarebbero … Certo, se poi, i Politici le Banche le mandano in malora … perchè gli apparati che devono sostenere abbisognano di molti, molti soldi … allora ci lamentiamo che si sono mangiati i nostri soldi, quelli dei Risparmiatori … ma allora sarà tardi …
E questo, è cronaca di ieri … non è fantapolitica … Ragazzi, difendendo la Politica come state facendo voi … il male di tutti e il vostro stesso male … Perchè la Politica, non ha bisogno di certi incoraggiamenti …
Il 23 Luglio 2007 alle 19:07 Di Pietro: contro l’inciucio giudiziario resto ministro di lotta e di governo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Poliziotto di formazione, magistrato di estrazione, il ministro Antonio Di Pietro, responsabile del dicastero delle Infrastrutture, sa da che parte stare. Sulla vicenda Forleo-Ds, sulle pesanti critiche di Mastella e dell’onorevole Luciano Violante alla procura milanese, sull’indagine del pm De Magistris nei confronti del premier Romano Prodi, non ha la minima esitazione: “Mi piacerebbe che la si smettesse di considerare il magistrato come un avversario politico. Atteggiamento che ritrovo sia a destra che a sinistra”. Allora, che fa al Governo? Se uno non condivide le coltellate, non può mica rispondere con le pistolettate… Ma non si sente in imbarazzo in un esecutivo il cui premier è sotto inchiesta, un viceministro (Vincenzo Visco) è indagato, il ministro degli Esteri e il leader del partito più votato della sinistra sono definiti “complici consapevoli” di Consorte & Co da un giudice di Milano? Se dovessi trarne le conseguenze, andrei a casa, certo. Ma ripeto: è la politica giudiziaria di tutto il governo che non mi convince e voglio restare per combatterla. Ho dalla mia la gente comune e gli elettori. E a chi mi chiede che c’azzecco io con questi, rispondo che ho l’ambizione di portare sulla retta via coloro che fanno politica attiva e sbagliano nell’attaccare i giudici. Non sto al governo per farlo cadere, sto al governo per mandare a casa quelli che non rispettano il programma dell’Unione. Destra e sinistra soffrono quindi della stessa questione morale? Ci sono onesti sia a destra che a sinistra. E ci sono furbi a destra e a sinistra. E poi lo vedono tutti che su alcuni provvedimenti (come per l’indulto) si sono registrate maggioranze politiche diverse da quelle parlamentari. A chi si riferisce, ministro? Nomi non ne faccio: ci metto tutti quelli che stanno con gli inquisiti. Ci risiamo: è in scena un altro atto del conflitto tra politici e giudici? Per fare un conflitto bisogna essere in due. Qui l’attacco viene solo da una parte, quella politica. Se qualcuno pesta i piedi ai magistrati, questi avranno o no diritto di protestare? È successo con la legge Castelli, è successo con la riforma Mastella, una legge sulla falsa riga di quella della CdL, che non ho esitato a definire “inciucio giudiziario”. Il presidente Napolitano ha di nuovo invitato i poli all’ascolto reciproco. Ha poi ribadito, a proposito delle scalate Unipol-Bnl, che non c’è il clima del ‘92. Vero, non è lo stesso clima. Anche perché nel ‘92 tutti - politici compresi - avevano fiducia nella magistratura. Dal ‘94 in poi il sistema di illegalità è diventato più sofisticato e, quindi, più pericoloso. Mentre si è ridotta ai minimi termini la solidarietà nei confronti dei giudici. Sarebbe meglio se il Parlamento dicesse sì all’acquisizione delle intercettazioni sul caso Unipol? Assolutamente sì. Io e l’Italia dei Valori, voteremo perché succeda. Ma mi augurerei che gli stessi chiamati in causa chiedano ai loro colleghi di non stracciare quelle carte. Per amore di verità; perché è nel loro stesso interesse; per permettere alla giustizia di fare il suo corso e per non lasciare che sul Parlamento aleggi un alone di impunità che lo discrediterebbe. Ovvio - fa una pausa - che per fare un discorso del genere bisogna essere innocenti. [...]
Il 23 Luglio 2007 alle 19:10 bepiro ha scritto:
Per favore dissentite da me quanto volete ma non paragonatemi proprio a Follini, essere tra i più spregevoli nel nostro Parlamento, come sono tutti quelli che prendono i voti stando da una parte, promettendo di combattere l’altra parte. E poi si alleano con quelli che avevano promesso di combattere.
Schifosi. Feccia.
Mi si obietterà: e allora De Gregorio?
Altrettanta feccia.
Figuriamoci se riusciremo mai a eliminare dalla Costituzione l’assenza di vincolo di mandato… dovrebbero farlo i parlamentari stessi votando una modifica costituzionale del genere.
Ve lo immaginate? Impossibile.
Per tornare al discorso cinico della Politica Reale, secondo i miei critici interlocutori come potrebbero mai i Politici soddisfare tutte le richieste di interventi e di aiuti e di spintarelle che arrivano loro da buona parte di questi meravigliosi italiani se non avessero le mani in pasta in Enti, Banche, Consigli di Amministrazione e così via?
Sarebbero Politici senza Potere, e la gente comune, quella che chiede sempre, di tutto e di più, senza mai dare, cioè la stragrande maggioranza del popolo italiano, non capirebbe un rifiuto per… impotenza.
Il 26 Luglio 2007 alle 14:54 Scalate bancarie: perché Fassino attacca gli alleati » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] «Sgradevole» è Fausto Bertinotti, presidente della Camera reo di avere invitato i parlamentari coinvolti nell’inchiesta sulle scalate bancarie «ad essere al di sopra di ogni sospetto e non avere apparenze di privilegio». «Denigratoria e aggressiva» è invece la campagna di stampa, in particolare del Corriere della Sera, il cui direttore Paolo Mieli viene tirato in ballo personalmente. Autore dell’intemerata, Piero Fassino, segretario Ds. Che aggiunge: «Non staremo zitti, reagiremo colpo su colpo ad ogni aggressione». Per chi ha più memoria, parole che ricordano quelle, lontane, di Aldo Moro («la Dc non si farà processare nelle piazze»), o di Bettino Craxi. [...]
Il 5 Ottobre 2007 alle 13:46 Attacco tv a Fort Mastella. Prodi non vede ma boccia De Magistris e Forleo » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Non si può certamente stabilire ora se De Magistris stia facendo il suo lavoro o se si sia anche lui ammalato di protagonismo come altri suoi colleghi. Così come è evidente che nei programmi di Santoro c’è un sovrappiù di partigianeria e antipolitica, a cominciare dalle lettere di Marco Travaglio. Ma in quest’ultimo caso siamo nel campo delle opinioni, discutibili quanto si vuole; nel primo caso - i magistrati - siamo invece nel minatissimo campo della separazione dei poteri. Ed è singolare che appena la Forleo approfondisce l’indagine sull’Unipol la Camera alzi le barricate intorno a Massimo D’Alema, mentre appena De Magistis sfiora Prodi e Mastella piombino gli ispettori. Non vogliamo che la magistratura torni ed essere arbitra della politica e del Paese, come negli anni Novanta? Si desidera combattere il grillismo e il populismo? Il modo migliore sarebbe lasciar fare ai magistrati il loro lavoro, e lasciare che i politici eventualmente coinvolti si difendano nelle sedi proprie: non gli mancano certo mezzi e strumenti. Diversamente non sapremo mai se De Magistris è una vittima o un mitomane. Soprattutto non sapremo se i D’Alema, i Mastella, i Prodi, i Fassino, come ieri i Berlusconi ed i Previti, si sono davvero macchiati di qualche reato, oppure sono esposti ad una indebita “gogna mediatica”. “Comportamento illegittimo ma non illecito” ha del resto stabilito la Procura di Roma a proposito di Visco nell’affaire del generale Speciale. Bel modo di fare chiarezza e rispondere all’opinione pubblica. [...]
Il 28 Novembre 2007 alle 16:17 La Cassazione contro la Forleo. Ma abbiano il diritto di sapere perché » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Perché questo è capitato e sta capitando a Cementina Forleo, il Gip di Milano che indaga sull’affaire Unipol e che ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni di alcuni esponenti di Forza Italia, ma soprattutto dei diessini Massimo D’Alema e Nicola Latorre. Ricevendo tra l’altro una risposta da Comma 22: la legge dice che richieste simili vanno indirizzate alla Camera di appartenenza o a quella di provenienza, ma all’epoca dei fatti il ministro degli Esteri era europarlamentare, dunque la richiesta va indirizzata a Strasburgo; ma siccome oggi non lo è più sarebbe irricevibile anche là. Insomma, quella lettera “o” non è chiara ai legislatori che l’hanno scritta. [...]
Il 1 Dicembre 2007 alle 10:53 Clementina Forleo ha scritto:
[...] She wanted to study telephone conversations between Giovanni Consorte, Ricucci and the Parliament deputies: Massimo D’Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (DS), Salvatore Cicu and Romano Comincioli (Forza Italia).. (Link to italian Panorama article) regarding among other the Antonveneta Banc fraud case. She is not allowed to investigate corruption among politicians. [...]
Il 1 Dicembre 2007 alle 12:12 Filosofia di destra ha scritto:
[...] Posted on December 1st, 2007 in Italia. “Ho sempre preferito poter essere governato da qualche ladro capace piuttosto che da qualche santo incapace.” Commento di “Bepiro” in Panorama Blog [...]
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