Non tutti coloro che si iscrivono all’Università arrivano alla fine, anzi sono molti di più quelli che non si laureano: il 70% degli iscritti, per l’esattezza.
Secondo una ricerca di Universitalia, la media nazionale di abbandono annuo è del 20%, ma se diamo un’occhiata ai numeri la situazione varia molto di città in città.
Ad esempio in alcune il tasso di abbandono è perfino più del doppio della media nazionale, come accade a Bergamo, in testa alla classifica negativa degli studenti irregolari con un bel 49%, seguita da Camerino (35%) e da Lecce e Viterbo con il 33%.
Milano detiene il record di regolarità negli studi: solo il 14% dei suoi studenti (in termini assoluti 26.145 su 186.750) abbandona l’Università. Seguono Torino (17%) e Catania (18%).
Non è altrettanto virtuosa la capitale, con il suo 25% di studenti inattivi, che salgono al 30% se si considera soltanto il grande calderone de La Sapienza, il più grande ateneo d’Europa, con 132.575 studenti, di cui ben 40.243 inattivi. Lo studio ha considerato come “studenti inattivi” quelli che non hanno superato alcun esame oppure non si sono iscritti all’anno successivo. Se il calcolo venisse effettuato conteggiando gli studenti che non sono il regola con il proprio piano di studi, cioè quelli che non rispettano i tempi previsti per dare un certo numero di esami, ahimè, gli studenti irregolari risulterebbero più del doppio.
- Mercoledì 25 Luglio 2007
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Commenti
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Il 22 Agosto 2007 alle 19:01 lupetto45 ha scritto:
ma quanti soldi ti hanno dato per promuovere la loro immagine? hai provato a inserire universitalia su google. prova e vedrai il prestigio scientifico di questi signori. Denunce per truffe, condanne per contratti capestro, promotori di una università privata telematica… Informati, la loro ricerca (scientifica ??? e chi sono sti professoroni, quali sono i metodi d’indagine, quali i campioni? buoh) punta a far iscrivere gli studenti alla loro università telematica, l’unisu.
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