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Il Partito democratico ancora non è nato (le primarie sono fissate per il 14 ottobre), ma intanto già subisce una defezione parlamentare. Il deputato sardo Giorgio Carta (in passato più volte sottosegretario), dal 1 agosto lascerà il gruppo ulivista della Camera per approdare al gruppo misto. Carta, che dal 2004 è anche leader del ricostituito Psdi, ha affidato ad una polemica lettera la spiegazione del suo gesto.
«Per quanto concerne il pluralismo stile PD», scrive, evidentemente deluso per lo scarso peso riservato nella nuova formazione agli eredi di Giuseppe Saragat, «abbiamo assistito ad una cencelliana spartizione delle seggiole del Comitato costituente tra dirigenti Ds e Dl definiti da alcuni come oligarchia diretta. Adesso si arriverà alla fatidica data del 14 ottobre nella quale si eleggerà l’Assemblea costituente. Ho idea che questo processo si svolgerà come l’assemblea di una spa, dove l’azionariato diffuso ratificherà le decisioni prese altrove dagli azionisti di riferimento riuniti in un ferreo patto di sindacato».
«Avevamo immaginato un grande contenitore», conclude Carta, «che pur
portando alla reductio ad unum di partiti e movimenti, consentisse a tutti di non sentirsi ospiti affinché anche quelli numericamente piccoli potessero sentirsi cofondatori di qualcosa di nuovo. Al momento possiamo solo dire che abbiamo capito male».
- Venerdì 27 Luglio 2007
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