- Tags: cocaina, Cosimo-Mele, prostituzione, Udc
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Si sa ormai praticamente tutto di lui, dell’onorevole “beccato” in compagnia di una prostituta, poi ricoverata per un’overdose, all’hotel Flora, un mito della Dolce Vita di Fellini, dove Marcello Mastroianni accompagnava Anita Ekberg e faceva a cazzotti con i paparazzi di Roma.
È stato lui stesso, Cosimo Mele, 50 anni, brindisino, deputato Ucd, un passato da imprenditore edile e consigliere comunale a Carovigno e un presente da membro della commissione Ambiente della Camera (qui le sue proposte di legge presentate come cofirmatario) ad uscire allo scoperto e a fornire la sua versione dei fatti. “Non posso non essere un buon padre, un buon marito solo perché dopo cinque, sei giorni fuori casa capita un’occasione…”, ha spiegato l’esponente Udc a La Stampa e al Corriere. E ancora: “Droga? Non mi sono nemmeno accorto che prendeva pasticche o altro”. Alle 20 e 38 di domenica sera, dopo trentasei ore di cristiane sofferenze, l’on. Mele decide di fare outing, via Ansa: “Per evitare speculazioni politiche a danno del partito… Quel parlamentare sono io, ma droga non ne ho vista e la signora mi era stata presentata quella sera a cena, al ristorante Camponeschi, da amici”.
L’autodenuncia di Mele arriva dopo una giornata segnata da un tam tam senza tregua. Una “caccia” aperta in una calda domenica di fine luglio, la prima delle lunghe vacanze estive. Dopo che Luca Volontè, capogruppo dei centristi a a Montecitorio, quando i sussurri sul parlamentare coinvolto nel festino erano diventati ormai insopportabili, ha dichiarato: “Chi si droga non può legiferare, chi è complice dello sfruttamento della prostituzione non può parlare di famiglia, figli e diritti umani. Un deputato al droga party con prostitute? Si faccia avanti. La vita privata è sacra ma per chi si occupa di rappresentare il popolo è lecito chiedere una condotta più consona e non drogarsi”.
“Non sapevo fosse una prostituta” ribadisce Mele, “non mi ha chiesto nulla. Le ho fatto io, spontaneamente, un regalino. In denaro”. Di cocaina invece l’onorevole dice di non aver fatto uso, di non averla neanche vista: “Io dormivo”. Se non ha visto la polvere, di sicuro ha notato il “polverone” che si è abbattuto su di lui: strenuo difensore della “nostra identità cristiana”; sostenitore della proposta di legge (del presidente dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, bocciata dalla commissione Affari Costituzionali della Camera) sulla pubblicità sull’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari; oltre che delle “Norme per la tutela dei padri separati” delle “Disposizioni per il riequilibrio del carico fiscale della famiglia e introduzione del contributo alla genitorialità ”.
Anche per questo Mele si è dimesso, una scelta condivisa dal suo segretario: “Sono profondamente amareggiato per quello che è accaduto: è un fatto personale, ma incompatibile con i valori e le battaglie del partito”. Battaglie che, per uno strano scherzo del destino, i deputati centristi metteranno in atto mercoledì, su richiesta di Lorenzo Cesa, sottoponendosi al test antidroga.
Eppure per Cosimo (Mimmo) da Brindisi il problema maggiore (non essendoci nulla nella vicenda di penalmente rilevante), quando e se si toglierà panni e immunità di onorevole per restare con quelli di “semplice” marito, sarà affrontare la (seconda) moglie: “Non so se essere più distrutto per l’aspetto familiare o per la vergogna. Mi sembra di vivere in un incubo”. E ancora: “Non ho il coraggio di dirlo ai miei figli” (due avuti dal primo matrimonio, uno dalla seconda unione e un quarto in arrivo). Ammesso che non lo sappiano già …
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- Lunedì 30 Luglio 2007
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Commenti
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Il 30 Luglio 2007 alle 16:05 ermete_di_fraia ha scritto:
Ma si è dimesso dall’UDC o anche dal parlamento? A me risulta che si dimesso solo dall’UDC…
Il 30 Luglio 2007 alle 16:11 daria75 ha scritto:
Non è la prima volta che il signor Mele ha a che fare con la polizia: lo avevano già arrestato per certe supertangenti, nel 99.
E adesso ha “deciso comunque di dare le dimissioni dall’Udc: sulla mia carriera politica deciderà l’Udc. Ma non vedo perchè dovrei dimettermi da deputato: anche io sono un uomo, con le mie virtù e debolezze”.
Il 30 Luglio 2007 alle 17:57 napoligaypress | » Il Vizietto-za-zà ha scritto:
[...] Per una coincidenza beffarda ieri si è scoperto che Cosimo Mele parlamentare del partito di Pier Ferdinando Casini, sposato due volte e padre di tre figli, e fra i firmatari della legge per il test anti-droga ai parlamentari, venerdì notte (mentre la Camera era impegnata nella maratona notturna sulla giustizia) ospitava in albergo una prostituta finita sabato mattina all’alba in crisi eccitatoria da overdose all’ospedale San Giacomo. [...]
Il 31 Luglio 2007 alle 10:52 Corrado Buccieri ha scritto:
Non solo sfascia famiglia,penso che si
stia sfasciando tutta l’Udc.
Casini ha fatto un gran casino, Cesa si
guarda intorno,Follini se ne andato,lo
seguno scandalosamente,ad uno ad uno,
pian piano gli altri e speriamo che la
beata casta si ripulisca da sola, visto
che noi possiamo solo desiderarlo,ma non
poter far molto.n
Il 1 Agosto 2007 alle 12:49 Salgalaluna » Blog Archive » Mele marce ha scritto:
[...] Vi dicono che ci sono delle Mele marce. Solo delle Mele marce. E non è vero. Ma il punto importante è - per me - quanto dichiarato dal segretario stesso del partito, Cesa. Perché ha in sostanza sostenuto quello che provavo ad argomentare qualche post fa: la carne è debole. Quindi si potrebbe cominciare a togliere il celibato per preti e suore. La Chiesa sarà certamente sensibile all’opinione di un fedele come Cesa, segretario del partito dello scudo crociato. Il titolo di questo post (”Mele marce”) è quello che preferisco, ma il caso Mele/Cesa ha dato ispirazione, oltre che a parecchie, davvero parecchie idiozie, anche a molteplici giochi di parole e neologismi: da mignottopoli a Cesa cessi, passando per il tempo delle Mele e l’ovvio camere di tolleranza. Share and Enjoy:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. [...]
Il 1 Agosto 2007 alle 18:59 Il nostro è davvero un Parlamento stupefacente » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Centoventisei onorevoli con tanto di bigliettino in mano. Davanti a Montecitorio, come fossero al supermercato. Sono in fila dalla mattina per il test antidroga voluto e organizzato dall’Udc, anche per ribadire la battaglia del partito cattolico sui valori dopo il fattaccio dell’onorevole Mele, un ex da pochi giorni: da quando è scoppiato il polverone sulla sua notte hard con squillo, alcol e droga all’hotel Flora. È lui comunque il convitato di pietra: “E basta co ’sto Mele”, sbotta infine il segretario Lorenzo Cesa. “È un fatto doloroso, che ci ha molto amareggiato, ma è un fatto privato che non può in alcun modo inficiare il partito” mette in chiaro Pier Ferdinando Casini. E il presidente Rocco Buttiglione rincara: “Non si può sputtanare un partito per l’errore di un singolo uomo che tra l’altro non è neppure un massimo dirigente. Attaccare l’Udc è da infami. Qual è il partito che non ha un drogato, un corrotto, un mafioso o un camorrista?”. La priorità , per tutta la classe politica, dice “deve essere la selezione morale”. Accanto ai deputati centristi, molti azzurri, tanti leghisti, pochi di An. Nessuno o quasi del Centrosinistra. Il test è triplice: della saliva, dell’urina o del sangue. Ci vogliono 5 minuti per farlo, molto di più occorre invece attendere il turno. E aspettando, si alzano i toni. Comincia Adolfo Urso, di An: “È importante fare il test, ma è abbastanza inutile”. Perché? “L’unico test serio sarebbe stato quello tricologico, un capello può dire se hai assunto sostanze stupefacenti anche un mese fa. Saliva, sangue, urine cancellano tutto in poco più di 48 ore”. Continua Ignazio La Russa, capogruppo di An alla Camera: “Casini dice che non è venuto nessuno di An a fare il test? Eccoci qui, siamo venuti per rispondere alla sconcia chiamata alle armi di Casini. Bisogna imparare a non essere demagogici”. [...]
Il 2 Agosto 2007 alle 15:03 Le nozze di Casini e i guai dell’Udc al tempo dei Mele » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E meno male che in autunno si sposa Pierferdy: allora sulle nozze tra il leader dell’Udc e Azzurra Caltagirone non potrà più gravare lo strascico della storiaccia di Cosimo Mele, il deputato del più cattolico dei partiti italiani che si è fatto beccare con due squillo (forse anche droga) nell’hotel Flora di via Veneto. Così come saranno dimenticate le spassose dichiarazioni con cui Lorenzo Cesa, segretario Udc e fedelissimo di Pier Ferdinando Casini, ha accolto le dimissioni di Mele: “La solitudine dei parlamentari è una cosa seria, bisognerebbe incentivare i ricongiungimenti familiari”. Un’esternazione che non solo ha mandato fuori dai gangheri lo stesso Casini, ma che può, in tempi di antipolitica, far precipitare il gradimento dell’Udc (in calo secondo tutti i sondaggi) e costituire l’ideale coronamento di un annus horribilis. Già , perché il caso Mele avrebbe potuto essere archiviato come un normale episodio di sesso e potere, All’onorevole piacciono le donne, un classico della commedia sexy all’italiana , se non venisse dopo una lunga serie di disavventure giudiziarie e delusioni politiche. L’indagine del pm John Woodcock sugli intrecci tra affari, massoneria e Udc a Livorno. Quella, probabilmente più grave, del procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris sull’uso di finanziamenti comunitari, che vedrebbe coinvolti, oltre a collaboratori di Romano Prodi e politici di sinistra, lo stesso Cesa ed esponenti dell’Udc calabrese. Gli strascichi delle vecchie indagini sull’Udc siciliana. E, su un diverso terreno, il fallimento della candidatura di Alfredo Meocci a sindaco di Verona (dove ha poi trionfato il leghista Flavio Tosi). Nonché le disgrazie dello stesso Meocci quale ex direttore generale Rai: degradazione a caporedattore e rinvio a giudizio per i consiglieri di viale Mazzini che ne approvarono la nomina. L’elenco potrebbe continuare: per esempio con il commissariamento del segretario veneto Settimio Gottardo, fautore di una secessione ai danni di Forza Italia, e forse si risalirebbe a quel 2 dicembre 2006, quando la Cdl portò in piazza a Roma 1 milione di persone e Casini riuscì a radunarne al Palasport di Palermo poco più di 10 mila. Tutte cose che da tempo alimentano una fronda interna a sua volta insufflata, sostengono nello staff dell’ex presidente della Camera, da Silvio Berlusconi e dintorni. Fatto sta che anche il caso Mele fa dire a Carlo Giovanardi, capo della minoranza filo Forza Italia: “È tempo che nell’Udc si apra una riflessione molto seria, al centro e in periferia, sui metodi di selezione della classe dirigente e sui suoi comportamenti”. In realtà , non c’è in ballo solo qualche bravata notturna o qualche intrallazzo di periferia. C’è una scelta strategica, quella di restare all’opposizione ma puntando a un terzo polo centrista, che finora si è rivelata deludente. I tempi in cui sembrava dover nascere un nuovo illuminato partito moderato, con Casini, Mario Monti e Luca di Montezemolo, sembrano davvero lontani. Ne ha preso atto amaramente anche Bruno Tabacci, l’esponente Udc che con più lucidità e onestà ci aveva puntato: “Non c’è nulla da fare, gli italiani vogliono Berlusconi e Walter Veltroni”. Anche in Francia l’esperimento centrista di François Bayrou non è andato molto meglio. E ora nel centrodestra attendono con fredda benevolenza il ritorno a Canossa di Casini e dei suoi: “L’Udc? Non ha senso farne a meno” dice il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto “tra noi e loro ci sono in comune dei valori”. Insomma, meno male che si sposa Casini. Nonostante i propositi di una cerimonia riservata, sarà probabilmente un evento politico e mediatico. La lista degli aspiranti invitati comprende già Montezemolo, Berlusconi, potrebbe esserci pure Veltroni. Una festa: ci voleva. [...]
Il 14 Agosto 2007 alle 13:05 C.V.D. « Per il verso giusto ha scritto:
[...] Proprio come questa storia, tutta italiana. Sabato 11 agosto l’onorevole Cosimo Mele è (ri)diventato padre. Per la quarta volta. All’ospedale di Ostuni l’ex Udc, che tutti gli elettori italiani hanno conosciuto dopo quel festino hard in compagnia di due prostitute, all’Hotel Flora di Roma (ora si spera anche che si ricordino del suo nome alle prossime elezioni), ha festeggiato la nascita della quartogenita Angelica. D’altra parte la (seconda) moglie Adele lo avrebbe definitivamente perdonato, anche grazie a un mazzo di cento rose rosse e un anello d’oro bianco con un grande brillante incastonato, che Mele le ha donato dopo il parto. Nel frattempo anche Francesca Zenobi, la donnina di 29 anni (ex commessa/domestica/ manovale) che partecipò insieme ad un’amica russa a quella notte di droga e sesso nella suite del noto albergo romano, ha messo le basi per il salto nella nuova vita. Lei stessa dice di aver già ricevuto proposte (un po’ più indecenti di quelle dell’onorevole Mele) per diventare un’attrazione dell’imminente stagione (manco a dirlo) televisiva: da Lucignolo, come nuovo fenomeno, e da La7 per partecipare a Markette (mai programma fu tanto azzeccato…). Ma Pocahontas, questo è il suo “nome d’arte”, vorrebbe poter mostrare la sua quinta di reggiseno (rifatto, ovviamente: “non dispiace mai”, dice) più “in alto”: la prossima edizione del Grande Fratello o dell’Isola dei Famosi. [...]
Il 14 Agosto 2007 alle 14:01 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Per taluni politici vedi Cosimo Mele, la coerenza non si coniuga affatto con l’etica. Il deputato dell’UDC che ti combina ? Seppur eletto nelle liste del partito sunnominato e dallo stesso consigliato alle legittime dimissioni del resto accettate, trasloca ad altro gruppo. Ora l’imprenditore, rinverrà il raccontino della continuità , narrando che in nessun caso potrebbe raggirare i propri elettori qualora si allontanasse dal corpo legislativo. Un suggerimento al Mele vorrei disinteressatamente porgerlo, si adoperi al ritorno nella sua villa a Rosa Marina di Ostuni e si occupi di cose più importanti, ora che è di nuovo papà per la quarta volta. Auguri per la piccola Angelica Sig. Mele
Il 10 Gennaio 2008 alle 13:18 Caso Mele, soldi per ritrattare. Indagata la signorina del deputato » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Centomila euro in contanti o un contratto di un anno con Rai o Mediaset del valore di 90 mila euro per ritrattare le accuse. Questo avrebbe chiesto Francesca Zenobi a uno dei legali del deputato, ex Udc, Cosimo Mele. I due sono i protagonisti della serata più calda e citata dell’estate, trascorsa all’Hotel Flora di Roma: finì con lei che si sente male e lui accusato di cessione di droga e omissione di soccorso. Poi l’autosospensione dal partito, capo cosparso di cenere davanti al Parlamento e alla moglie lì lì per partorire, in attesa (”fiducioso”, ha sempre detto) della conclusione delle indagini. [...]
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