- Tags: Enrico-Letta, Pd, Rosy-Bindi, Walter Veltroni
- 6 commenti

Così come per Houston nei film di fantascienza, anche Walter Veltroni ha un problema: il Nord. Il sindaco di Roma resta saldamente in testa nei sondaggi sulla leadership del Partito democratico, ma non riesce ancora a sfondare nelle aree più ricche e produttive del Paese. Il che, se non gli impedirà di diventare capo del Pd potrebbe complicargli le cose nella successiva corsa a palazzo Chigi.
La faccenda era già risultata evidente due anni fa quando, sotto gli auspici di Carlo De Benedetti, nacque l’asse Veltroni-Francesco Rutelli per superare Prodi e il prodismo. Due romani, due sindaci della capitale, ma con il secondo un po’ più introdotto nel mondo politico-finanziario del Nord, soprattutto grazie ai buoni rapporti con Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, Riccardo Illy, governatore del Friuli-Venezia Giulia, e anche Roberto Formigoni, presidente della Lombardia.
I sondaggi davano Veltroni meglio piazzato al Nord-Ovest, grazie all’apparato diessino, un po’ meno in Lombardia, nel Nord-Est, in Emilia. Non per nulla Walter per la discesa in campo ha scelto il Lingotto. Ma a Venezia e dintorni non dimenticano lo «scippo» della mostra del cinema, mentre a Milano pesa per esempio la difesa a oltranza di Fiumicino a danno di Linate e Malpensa.
Tuttavia Veltroni è molto appoggiato dal numero due di Intesa San Paolo, Corrado Passera, e dal direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli. Basterà? Gli altri candidati per il Pd sono tutti un po’ più «nordici» di lui. Enrico Letta è molto popolare nella Confindustria, ha un profilo più moderato e tutto sommato più giovanile, meno appartenenze di partito. Caso mai Letta ha il problema di conquistare il Sud. Anche Furio Colombo, all’estremo opposto, appare in grado di raccogliere ciò che resta dei girotondini, dell’antiberlusconismo a oltranza, e potrebbe fare proseliti tra i vari movimenti antagonisti di cui il Nord è ricco. Jacopo Gavazzoli Schettini, finanziere e banchiere, sembrerebbe ottimo ma la sua rischia di essere soprattutto una testimonianza, così come quella di Mario Adinolfi, giornalista e blogger. Rosy Bindi può raccogliere consensi in Veneto, nel mondo cattolico di sinistra, e Marco Pannella, in ticket con Emma Bonino, sul fronte opposto ha nuclei storici di estimatori nel Nord-Ovest e nel Nord-Est.
In realtà ciò che continua a nuocere a Veltroni è l’effetto del “candidato che non c’è”, cioè di Pier Luigi Bersani, lui sì popolarissimo al Nord. Bersani, certo, ha fatto un passo indietro. Ma la sua rinuncia è stata talmente sofferta e imposta dall’alto dall’aver gettato un ombra sulla macchina veltroniana.
Macchine efficientissima e ormai lanciata, e guidata da un plenipotenziario altrettanto efficiente e potente: Goffredo Bettini. Anche lui molto romano. E alle prese, per quanto riguarda Milano, con una sinistra da anni in disfacimento.
LEGGI ANCHE: Il caso Ferrante e la sinistra milanese
- Lunedì 30 Luglio 2007
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Commenti
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Il 30 Luglio 2007 alle 14:59 linux747 ha scritto:
A ridatece er puzzzone … ! dikeno a roma!
Il 30 Luglio 2007 alle 16:58 Corrado Buccieri ha scritto:
Ma io penso che un romano de roma,non
possa avere tanto clamore oltre Roma.
Il 30 Luglio 2007 alle 17:08 grisostomo ha scritto:
Avere contro l’Italia del Nord vuol dire non esistere proprio. I romani, sbruffoni, ignoranti, presuntuosi, cafoni hanno ormai fatto il pieno di antipatia in tutta Italia. Non vanno neanche più bene per andare a mangiare gli spaghetti fuori porta e cantare la solita canzonetta-inno degli scioperati: “ma che cce fregaaaa, ma che cce importaaaa…”.
E poi, dopo questo disastro che i sinistri hanno combinato con Prodi, ho la sensazione che potranno stappare champagne se riusciranno a mantenere almeno il 30%.
I sinistri sembrano finiti. Altri giochini non sono in grado di inventarseli.
Basta!
Il 30 Luglio 2007 alle 23:07 linux747 ha scritto:
Signorina *** crisostomo *** venga nella CAPITALE, ke le faccciamo asssagggiare … la FAVA ROMANESCA !!!
Cajo Duilio Germanico daje cor manico … a sta buzzzurrra !!!!!!!!
E’ kiaro er concettto ?
Il 1 Agosto 2007 alle 12:39 I cattolici annullano l’unione di fatto tra Ds e Margherita » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Se non una debacle, quanto meno un campanello d’allarme per la formazione politica in via di costituzione, visto che il potenziale elettorato è per la gran parte credente. Vero, l’indagine è stata svolta quando ancora mancavano le candidature margheritine per il Partito Democratico (Rosy Bindi e Enrico Letta), che più di altre potrebbero intercettare i voti del popolo della Chiesa, ma dal sondaggio esce chiara la richiesta di discontinuità rispetto alle scelte del governo in carica. Il 52 per cento dei cattolici praticanti di entrambi gli schieramenti chiede una politica “chiaramente alternativa” rispetto a quella dell’esecutivo Prodi. A salvarsi, a sinistra, è solo Walter Veltroni. La candidatura a leader del Pd del sindaco di Roma è vista positivamente dal 54 per cento dei praticanti, impegnati nella vita parrocchiale. [...]
Il 4 Agosto 2007 alle 11:11 Alitalia, troppe ricette per un pasticcio che costa un milione al giorno » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Governo: Ad acquistare Alitalia dovrebbe essere un grande vettore europeo, preferibilmente Air France o Lufthansa, che si impegni a mantenere i livelli occupazionali e i colori della compagnia di bandiera italiana. Da scartare quei progetti che prospettano ad Alitalia un futuro da vettore regionale al servizio di un altro grande Paese. Per Palazzo Chigi la compagnia di bandiera è ancora uno status symbol, ma è difficile avere la botte piena e la moglie ubriaca. Tesoro: A via XX Settembre la parola d’ordine è liberarsi di Alitalia il prima possibile, anche senza incassare un soldo. Già è tanto che l’acquirente si accolli tutti i debiti della compagnia (i Mengozzi bond ad esempio non li vuole nessuno), figuriamoci pretendere di fare cassa. L’importante è non sborsare più soldi pubblici. Il candidato ideale e un grosso fondo americano, del calibro di Tpg, che non avrebbe problemi a gestire la ristrutturazione di Alitalia per poi rimetterla sul mercato. Ma come la mettiamo con l’altolà della sinistra radicale? Sinistra radicale. Il primo ad avere detto che Alitalia può benissimo rimanere in mano pubblica è stato il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ma a ruota sono arrivate anche le dichiarazioni di altri esponenti. Basta capire chi ci metterà i soldi visto che le banche hanno chiuso i rubinetti. Il partito Malpensa. Guai a toccare lo scalo milanese anche se le rotte sono quasi tutte in perdita. Del resto come potrebbe un imprenditore veneto curare i suoi affari con la Cina se anziché recarsi a Malpensa fosse costretto a scendere a Roma? È la domanda dei leghisti. Peccato che il futuro del trasporto aereo siano i collegamenti point to point tra aeroporti secondari. Bisognerebbe spiegarlo anche a Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Il partito Fiumicino. Chi ha provato a mettere in discussione lo scalo romano se l’è vista con il sindaco di Roma, Walter Veltroni, che da quando è sceso in campo per la corsa alla leadership del partito democratico non parla più di contrapposizione tra Fiumicino e Malpensa. “I due scali devono crescere insieme”, questa la sua nuova posizione. Air France-Lufthansa. Hanno sempre smentito il loro interesse. In realtà quella che vogliono è un’Alitalia senza fardelli. Ecco perché spingono per il commissariamento, ma almeno per i momento mancano i requisiti per lo stato di insolvenza. Sindacati. Nulla si muove in Alitalia senza che sia stato preventivamente concordato con le sigle più rappresentative del trasporto aereo. È difficile che si arrivi alla vendita se il personale in esubero non si può toccare, se i contratti devono rimanere i più blindati al mondo e piloti e hostess continuare condizioni più vantaggiose dei colleghi che lavorano per altri vettori italiani. Maurizio Prato. Ora ci sta provando il nuovo presidente di scuola Iri con la fama di gran risanatore. Speriamo non sia il primo fallimento della sua lunga carriera. Sono in tanti di averci rimesso le penne in Alitalia. Per chiarirsi le idee ha chiesto di aggiornare il cda per la presentazione del piano industriale a fine agosto. [...]
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