- Tags: acqua, altroconsumo, ambiente, Apat, atrazina, bacino, batteri, conusmatori, filtro, minerale, pesticidi, risparmio, rubinetto
- Un commento

Paura dell’acqua del rubinetto? Non fatevi ingannare, informatevi bene. Chi beve acqua potabile sa cosa beve. Gli acquedotti sono sottoposti a controlli e a norme severe e rigorose. Lo dimostrano i dati resi pubblici ogni giorno dalle Asl, ma potete verificarlo direttamente anche voi dando un’occhiata alle inchieste di Altroconsumo.
Di recente la nostra associazione ha messo alla prova gli impianti di depurazione domestica, ingombranti e costosi macchinari da installare sotto il lavandino, che servono a filtrare l’acqua del rubinetto. Ebbene, l’acqua filtrata ha più batteri di quella di casa. Insomma l’acqua di rete è più pulita di quella che esce dall’impianto e in più non costa nulla. Neanche all’ambiente. Lo sapevate che per produrre un litro di acqua filtrata l’impianto se ne sprecano tre di potabile? Uno spreco enorme, soprattutto in tempi di emergenza idrica.
Diffidare dell’acquedotto costa tanto anche al portafoglio. La pubblicità ci fa credere che sia utile o addirittura indispensabile investire in bottiglie di minerale, in brocche particolari o in filtri toccasana. Fatevi i conti in tasca e capirete perché alle aziende del settore conviene investire così tanti soldi in massicce campagne pubblicitarie su questa indispensabile fonte di vita.
Ipotizziamo una famiglia di tre persone, che a casa consuma in media 3 litri d’acqua al giorno. Se decidono di usare l’impianto di filtrazione spendono ogni anno 40 euro per la manutenzione e una manciata di soldi per i consumi di acquedotto, ma a questo va aggiunto il corposo investimento iniziale da recuperare: in media 2.000 euro. Ci vogliono almeno sei o sette anni per recuperare l’acquisto dell’impianto rispetto al budget di spesa di chi fa uso di minerale. Per chi si attacca alla bottiglia sono comunque dolori. Comprando una minerale “economica” (e non ce ne sono molte), al costo di 50 centesimi per una bottiglia da un litro e mezzo, alla fine dell’anno la nostra famiglia tipo spende 365 euro. Bevendo l’acqua del rubinetto, invece, per dissetare le stesse persone basta poco più di un euro l’anno. Praticamente nulla.
Se avete dei dubbi prima di spendere soldi, fatevi analizzare l’acqua di casa. In caso di problemi chiamate l’acquedotto, che è tenuto a intervenire. E ricordate che i rimedi casalinghi sono una spesa inutile.

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Commenti
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Il 2 Agosto 2007 alle 23:05 riccardodg ha scritto:
Altroconsumo è prigioniera di pregiudizi e scelte “ideologiche” sull’acqua del rubinetto. Dovrebbero informare correttamente che le sostanze sottoposte a controllo negli acquedotti sono 52, ma quelle sciolte nell’acqua possono assommarsi a decine di migliaia,che i livelli di nitrati permessi è 50 mg, mentre l’OMS indica 5 come indice di qualità, che gli stessi hanno causato cianosi a neonati (che non potrebbero bere acqua potabile oltre i 10 mg/litro) o che il cloro usato produce più di 700 sottoprodotti mutageni, tossici renali, cancerogeni, dismetabolizzanti, fetotossici (Acetonitrili - trialometani - alacididerivati) e questo lo riporta greenpace, e non qualche operatore del campo della depurazione acqua; per non parlare del livello di minerali INORGANICI troppo elevati e che solo in Italia hanno una giustificazione pseudo scientifica di utilizzo? Lo sanno che l’acqua più è leggera e più facilmente riesce ad entrare ed uscire dalla membrana cellulare, o credono ancora che l’acqua troppo leggera sia PERICOLOSA PER LA SALUTE ( Significa che è altamente pericoloso bere acqua delle sorgenti di alta montagna) ? Invece che DISINFORMARE e terrorizzare e screditare sull’uso di prodotti presenti in tutto il mondo da decenni e in milioni di esemplari (e già,per loro solo in Italia questi non funzionano, sono dannosi, inutili, costosi, ecc.) farebbero bene a fare una seria ricerca senza pregiudizi sull’acqua e senza fidarsi del “pubblico” ideologicamente sacro mentre il “privato” esiste solo per fregare i cittadini, come minimo è disonestà intellettuale e scarsa capacità di analisi.
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