Carlo Taormina, 66 anni, ex deputato di Forza Italia ed ex sottosegretario all’Interno. Assiduo frequentatore dei salotti tv, tutti lo ricordano per il suo rumoroso ingresso (e l’altrettanto rumorosa uscita) nel processo di Cogne come difensore di Annamaria Franzoni. Franco Coppi, 68 anni, ha difeso Giulio Andreotti nel processo Pecorelli e Antonio Fazio in quello sulle scalate finanziarie. Nonostante ciò in pochi, oltre agli addetti ai lavori, si ricordano la sua faccia.
Due carriere e due stili diversi che si sono incontrati (e si scontrano) a Rignano Flaminio, nel procedimento sui presunti abusi sessuali subiti dai bambini dell’asilo “Olga Rovere”. Taormina su un fronte, è legale di parte civile di alcune delle famiglie dei piccoli, e Coppi sull’altro, come difensore di due degli imputati. Così vedono il processo. E la professione.
Nei casi di violenze su minori (o presunte tali) quali sono le prove più importanti?
Taormina: Nei casi in cui esistano segni fisici delle violenze le perizie medico-legali hanno primaria importanza. Anche se spesso, come in questo processo, le conseguenze fisiche sono difficili da accertare e i sintomi possono essere confusi con conseguenze di altre situazioni, diverse dagli abusi sessuali. Nella maggior parte dei casi quindi diventa importante la ricostruzione fatta sulla base di quelli che si chiamano “indici di abuso”, cioè dei traumi interiori lasciati nelle piccole vittime dalle violenze. Qui entrano in gioco le perizie psichiatriche e le dichiarazioni dei bambini.
Coppi: Non esiste una prova principe a priori, in questo tipo di processi a maggior ragione. Tutti i dati raccolti sono importanti e vanno inseriti in un quadro generale. Ciò che può sembrare credibile a prima vista, se calato nel contesto può invece confliggere con altri fatti assolutamente certi e quindi perdere di validità. Sta poi alla saggezza del giudice valutare tutti gli elementi, confrontarli e stabilire la compatibilità o meno dell’uno con l’altro.
Le testimonianze di bambini così piccoli sono da considerarsi attendibili?
Taormina: Lo sono se vengono raccolte con tutte le precauzioni previste dalla legge e i necessari sussidi medici, psicologici e giuridici, come è avvenuto nel caso di Rignano. Il metodo corretto prevede che solo il magistrato rivolga le domande al minore, filtrando i quesiti delle parti. Se il bambino ha meno di dieci anni interviene inoltre un neuropsichiatra infantile che “traduce” tutto nel linguaggio più adatto. Un altro punto a favore dell’attendibilità dei piccoli di Rignano è la convergenza dei loro racconti.
Coppi:In caso di dichiarazioni di bambini è spesso difficile cogliere la differenza tra la realtà e la fantasia. A volte i piccoli si rappresentano e riferiscono fatti come se li avessero realmente vissuti e invece sono frutto di immaginazione. In queste situazioni occorre valutare se un fatto è vero o falso, e non solo verosimile, utilizzando dei parametri molto rigorosi e confrontando i racconti con le altre prove. Inoltre è fondamentale accostarsi all’analisi dei bambini con un bagaglio scientifico adeguato. Ad esempio non tutti sanno che i piccoli cominciano a masturbarsi in tenera età, come è documentato in letteratura, e si tende a credere erroneamente che questo sia il frutto di un abuso subito.
Questo processo ha una forte eco mediatica. Con quali effetti?
Taormina: Mediaticamente questa vicenda ha preso da subito una piega insolita e sbagliata. Anche a causa della scarcerazione degli imputati decisa dal Tribunale del riesame, si è diffusa la convinzione dell’errore giudiziario insieme a un pregiudizio a favore della difesa. A testimonianza di quanto siano poco tutelati nel nostro Paese i diritti dei bambini: si pensa che dicano solo bugie e c’è una disattenzione diffusa, anche di fronte a racconti con particolari orribili.
Coppi: L’impatto che i media possono avere su un processo dipende dai protagonisti. Se il giudice, il pm, gli avvocati hanno i nervi saldi e sanno fare il proprio mestiere, sono perfettamente in grado di gestire anche l’eventuale rapporto con giornali e televisioni. Sanno valutarne e interpretarne l’incidenza con equilibrio. Quello che conta in un processo è ciò che succede in aula.
Ha fatto scalpore il video delle perizie sui bambini finito al Tg5. Cosa ne pensa?
Taormina: Probabilmente non sapremo mai chi ha dato il video al Tg5. Ma se consideriamo che lo scopo di questa fuga di notizie era quello di screditare la serietà dell’inchiesta, è facile dedurre chi ne ha tratto vantaggio. Non certo l’accusa, né i legali delle vittime…
Coppi: Non so ovviamente cosa è successo nel caso del video finito al Tg5, ma le fughe di notizie ci sono sempre state e ormai non mi arrabbio nemmeno più. Assisto a questi episodi, non certo lodevoli, con un certo distacco. E cerco di spiegare ai miei assistiti, che se la prendono molto più di me, che quando un documento passa di mano in mano diventa quasi impossibile controllare che fine faccia.
Qual è la difesa che le ha dato più soddisfazioni? C’è un caso in cui, invece, se avesse potuto, avrebbe fatto diversamente?
Taormina: Non c’è nessun processo in cui avrei agito diversamente da come ho fatto. Ogni volta che qualcuno, anche il mio cliente, ha tentato di influenzare la mia linea di difesa, non ho esitato ad andarmene. Come è successo nel caso Cogne, che rimane comunque l’esperienza di cui vado più fiero. Nonostante la condanna (la corte d’Appello ha inflitto ad Annamaria Franzoni 16 anni di carcere, ndr) le mie contestazioni all’accusa colgono nel segno. Lo dimostra il fatto che la Corte d’assise d’appello ha appena chiesto una proroga di tre mesi per scrivere le motivazioni della sentenza. Evidentemente ha difficoltà nel circostanziare una condanna che è stata solo frutto di un pregiudizio.
Coppi: La difesa che dà più soddisfazioni è sempre l’ultima in ordine di tempo. Al di là dell’esito della causa e anche se quel risultato può sembrare modesto agli occhi degli altri, per me rappresenta la consapevolezza di aver svolto nel modo migliore il mio mestiere. Poi, certo, in questo lavoro non esiste la certezza di aver fatto bene al cento per cento e se uno ha un briciolo di senso critico, gli succede di pensare che in qualche occasione avrebbe potuto fare di più o meglio. Credo sia normale, solo un pazzo non ha mai di questi pensieri.
LEGGI ANCHE: La guerra civile di Rignano Flaminio è la battaglia legale sulle spalle dei bambini - Aperta la caccia al mostro, chi si cura delle vittime?
- Martedì 31 Luglio 2007

Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 1 Agosto 2007 alle 11:33 Corrado Buccieri ha scritto:
Poveri bambini, con queste facce da falchi sembrano che vengono punzecchiati ancora.
Il 27 Gennaio 2010 alle 16:50 I misteri di Rignano Flaminio: tante accuse, nessuna certezza - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] l’un l’altro. È stata una psicosi collettiva”, dice Roberto Borgogno, che insieme a Franco Coppi difende Del Meglio e Scancarello. “Gli adulti hanno poi indotto i figli a suffragare tesi e [...]
Il 27 Gennaio 2010 alle 22:34 Zione ha scritto:
Il Professor Taormina, che giustamente e con tante energie si è dispendiato nella dolorosa vicenda di Cogne (dove il piccolo angelo Samuele, quasi certamente ci ha lasciato per un eccezionale aneurisma), in cui si è imbattuto in un accanito ostracismo imputabile solo ad arcani motivi, in questa circostanza certamente non brilla, per quanto fatto in precedenza.
Mentre il Professor Coppi è in armonia col suo convincimento che un colpevole và condannato sulla base di prove certe; così come ha dimostrato di credere e come meritoriamente si è prodigato nel Processo a carico del Presidente Andreotti, che è stato assolto; anche se e fortunatamente dopo moltissimi anni di sofferenze e patimenti di tutta la sua Famiglia.
Pertanto bisogna augurarsi per il bene del Popolo Italiano, che la Riforma della Giustizia, che questo emerito e laborioso Governo finalmente stà per varare, riesca a porre un freno a questo vergognoso ludibrio di certi Magistrati, che vogliono continuare a prolungare in eterno i procedimenti giudiziari.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.