Lotta all’evasione, Prodi cerca alleati. In alto


“Scambiatevi un segno di pace. E ricordate fratelli e sorelle, pagate le tasse: lassù qualcuno vi osserva”.
La nuova strategia del governo per recuperare l’evasione fiscale potrebbe passare anche dalle oltre 25 mila parrocchie italiane. Ad augurarselo è il premier Romano Prodi, che ha lanciato un appello direttamente da Famiglia Cristiana (qui l’intervista), settimanale cattolico, da sempre di tendenze progressiste: “Abbiamo recuperato 10 miliardi di evasione fiscale - ha detto il presidente del Consiglio - ma dobbiamo fare tutti il nostro dovere di contribuenti, perché tutti possano pagare meno tasse”.
E allora che cosa c’è di meglio se non la predica della domenica per raggiungere tutto il popolo degli evasori o presunti tali: commercianti, medici, artigiani, liberi professionisti, agenti immobiliari, parrucchieri e perché no, anche grandi imprenditori. D’altronde se come dice Prodi su 40 milioni di contribuenti sono solo 300 mila quelli che dichiarano più di 100 mila euro di reddito, è evidente che qualcosa, qui sulla terra, proprio non va. E tutte quelle pellicce sfoggiate sui primi banchi delle nostre chiese da signore ingioiellate? Quei macchinoni tedeschi parcheggiati fuori dalla parrocchia? “Ci vuole un cambiamento di mentalità - spiega il capo del governo - a partire dagli educatori, scuola e Chiesa compresa. Perché quando vado a messa questo tema, che pure ha una forte carica etica, non è quasi mai toccato nelle omelie?”
E non sarebbe una novità. Il tema della giustizia economica ricorre frequentemente nelle Sacre Scritture. “Rendete a tutti ciò che è dovuto, a chi chiede la tassa, la tassa; a chi chiede il tributo, il tributo; a chi chiede timore, tale timore; a chi chiede onore, tale onore”, era l’esortazione di San Paolo apostolo in una lettera ai Romani. E non è forse lo stesso Gesù in persona - lo racconta il discepolo Marco - che diceva agli ebrei vessati dalle tasse imposte da Roma: “Rendete a Cesare le cose di Cesare, ma a Dio le cose di Dio”?

Per il momento dal Vaticano ha risposto solo Monsignor Domenico Calcagno, segretario dell’Apsa, l’ente che amministra il patrimonio della Santa Sede. “Le tasse - ha detto salomonicamente il porporato - vanno pagate”.
Magari, la prossima volta, prima del condono fiscale, si potrà fare un estremo tentativo con il sacramento della Santa Confessione.
Ite missa est. E mi raccomando, fratelli e sorelle, non scordate l’acconto Irpef.

Commenti

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Il 1 Agosto 2007 alle 16:18 robin ha scritto:

Siamo alla frutta: quando un capo di un governo si rivolge ai santi chiedendo un miracolo, perchè tale sarebbe, per far pagare le tasse a tutti siamo oltre la frutta, forse al caffè o all’ammazza caffè!!
Si è mai chiesto l’On.le Prodi che forse, dico forse, la pressione fiscale è troppo forte e la spesa pubblica è troppo alta? Ha mai provato a ridurre SERIAMENTE gli sprechi dando l’esempio per primo il Governo da Lui presieduto (qualche esempio: auto blu come se piovessero, viaggi all’estero con famiglia completamente inutili, consulenti per ogni cosa come se i funzionari e i dirigenti dello Stato fossero tutti interdetti, commissioni pagate a peso d’oro per non proporre nulla, dipendenti dello Stato con l’incarico di regolare l’ora degli orologi,ecc.ecc. l’elenco è praticamente infinito). Forse con il loro buon esempio e la pressione fiscale meno forte qualcuno deciderà che forse per tranquillità è meglio pagare le tasse!

Il 1 Agosto 2007 alle 16:54 Corrado Buccieri ha scritto:

E’ vero che la Chiesa,quando necessita
viene invocata da tutti.
Ma che ora nelle omelie,debba parlare
anche di FISCO,per fare un piacere a
Prodi,mi sembra che questo governo non
abbia toccato il fondo,ma sfondato.
A questo punto il Prodi forse avrebbe
una miglior indulgenza,presentandosi in
Vaticano,per confessare un sonoro mea culpa. Ci pensi Prodi potresti riavere
anche qualche voto a divinis.

Il 10 Agosto 2007 alle 14:53 muri642 ha scritto:

Condivisione piena con Corrado Buccieri e sopratutto con Robin.

Il 20 Agosto 2007 alle 14:35 Tutti « Per il verso giusto ha scritto:

[...] “Tutti paghino le tasse”, il perentorio invito è del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario diinizierà con uno sciopero fiscale? O forse sta nel fatto che Bertone abbia usato la parola “Tutti”. E tutti vuol dire tutti, preti compresi; Chiesa compresa, soprattutto. Visto che: perproprietà immobiliari (acquisite nei secoli e consolidate negli anni della grande speculazione edilizia); per disponibilità di lavoro a costo praticamente zero (grazie al personale degli ordini religiosi e delle migliaia di benemeriti volontari); per la facilità con cui le istituzioni cattoliche aprono attività e ottengono appalti (specie nel campo dei servizi sociali e sanitari) gran parte dell’economia italiana è di chiara “ispirazione cattolica”. Senza contare che, a tutti questi vantaggi - da paradiso fiscale - si sommano altri favori decisamente quanto meno stravaganti se non fosse per la soggezione in cui versa la politica italiana nei confronti delle autorità ecclesiastiche. Un esempio? Quello macroscopico dell’Ici, dal cui pagamento gli istituti religiosi erano stati esentati dal precedente governo Berlusconi. E il mancato gettito provocato da questa esenzione si aggira sui 400 milioni di euro. Su questa singolare dispensa si sono concentrate addirittura le attenzioni del commissario Antitrust dell’Unione europea, Neelie Kroes, che aveva aperto un dossier per capire meglio per quali ragioni un soggetto economico disponesse di simili favori. Sembrava che la cuccagna fosse finita con il centrosinistra al potere. Invece, il capo del governo (un parroco di campagna come Romano Prodi) e alcuni ministri (ex democristiani, per natura e opportunità, sensibili alle opinioni provenienti da Oltre Tevere), hanno spinto perché i vescovi potessero continuare a cibarsi con i bocconi migliori: una clausola stabilisce che l’Ici va pagata solo se si svolgono attività di carattere “esclusivamente economico”. Insomma: basta una cappelletta, un’edicola, una madonnina di gesso all’ingresso della scuola delle suore e il gioco è fatto: il servizio erogato dalla Chiesa torna nel limbo degli intoccabili dal fisco… Explore posts in the same categories: Economia (giusta), Chiesa [...]

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