Maria Antonietta, Silvia e le altre: molestate da morire

Maria Antonietta Multari viene trasportata in ambulanza dopo che Luca Delfino l'ha accoltellata |foto Ansa

Pedinate, molestate, minacciate, tormentate. Alla fine uccise. Aveva paura del suo ex fidanzato, e suo futuro assassino, Maria Antonietta Multari. Luca Delfino non si rassegnava alla fine del loro rapporto e la cercava di continuo. Era ossessivo, così come lo era stato con la sua precedente fidanzata, Luciana Biggi, uccisa nell’aprile del 2006 (Delfino è indagato per il delitto). Già quando stavano insieme lui picchiava Maria Antonietta e lei l’aveva denunciato. Ora i genitori della ragazza non si danno pace. Si chiedono perché tutte quelle segnalazioni alle forze dell’ordine non siano servite.

C’è un’altra casa ancora senza pace, a Parma, dove la televisione è sempre accesa per sentire le notizie che arrivano da Sanremo. La famiglia di Silvia Mantovani, uccisa a 28 anni 11 mesi fa dal suo ex ragazzo, non può fare a meno di ripensare a quella sera. Il 12 settembre scorso Aldo Cagna, coetaneo della ragazza, la aspetta fuori dalla fabbrica di pomodori dove lei lavora per pagarsi gli studi in medicina. La segue in auto, la sperona. Quando lei si ferma e abbassa il finestrino, lui la accoltella 15 volte, a morte.

Quando Silvia non risponde al cellulare ed è già mezzanotte, papà Carlo deve aver subito pensato a quel ragazzo con precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio di cui tutta la famiglia aveva paura. Silvia e Aldo erano stati insieme ai tempi del liceo. Una relazione difficile, lei lo aveva denunciato per percosse. Erano più di quattro anni che non ne voleva più sapere di lui. Aveva trovato un nuovo fidanzato, un bravo ragazzo. Il suo ex però la perseguitava. Le amiche di Silvia hanno raccontato che la seguiva, si nascondeva nel solaio del suo condominio oppure stava sotto casa e fischiettava, solo per farle sapere che lui era sempre lì.
Silvia Mantovani (a sinistra nella foto), uccisa a 28 anni 11 mesi fa dal suo ex ragazzo, Aldo Cagna, coetaneo della ragazza. L'ha aspettata fuori dalla fabbrica di pomodori dove lei lavorava per pagarsi gli studi in medicina. L'ha seguita in auto, l'ha speronata. Quando lei si è fermata e ha abbassato il finestrino, lui l'ha accoltellata 15 volte, a morte.

Carlo Mantovani, 72 anni, non ha troppa voglia di parlare. Undici mesi sono così pochi. Lui e la moglie continuano a gestire il bar latteria di via D’Azeglio a Parma. “Questa disgrazia ci è piombata addosso”, dice, “noi non sapevamo nulla di diritto e di giustizia. Ho sentito che la madre della ragazza di Sanremo ha dato la colpa al giudice che non ha arrestao l’omicida un anno fa. Io non posso giudicare di chi sia la colpa. So solo che il nostro dolore non si allevierà mai, mentre l’uomo che ha ucciso nostra figlia potrebbe presto avere un alleggerimento della pena. I suoi avvocati stanno cercando di dimostrare che al momento del delitto era incapace di intendere e volere”.

LEGGI ANCHE: Sanremo, le mani sporche di sangue del ragazzo che ossessionava le donne

Commenti

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Il 13 Agosto 2007 alle 11:24 axelia ha scritto:

sono senza parole..mi spiace tanto per queste ragazze che si son viste troncare le loro vite e con loro quelle dei genitori.

Il 13 Agosto 2007 alle 15:01 xbox ha scritto:

,volevo stringermi al dolore della famiglia ,sono un cittadino di vallecrosia ,e conosco bene la famiglia di maria antonietta,certo che ogni parola e inutile confronto al dolore che da 3 giorni e piombato in questa famiglia ma parlo x molti ragazzi di questa piccolo paese che non hanno trovato il modo ne le parole x fare sapere alla famiglia che siamo tutti vicino a loro,e di non mollare perche questa volta la giustizia deve pagare per due volte per due vite,e dare una pena ,che sicuramente non farà tornare antonietta,macchè faccià capire che le leggi esistono e vanno applicate.ancora un forte abbraccio alla famiglia e a te maria antonietta ci mancherai.,

Il 17 Agosto 2007 alle 18:40 gentiluomo ha scritto:

Sono tedesco. Fino adesso le vacanze in Italia mi sono piaciute più o
meno.
Ho perfino favorito la squadra italiana durante l`ultimo campionato
mondiale di calcio in Germania, semplicemente per il team spirit
e la buona tecnica.
Ma le conseguenze tragiche come il terribile omicidio di una ragazza
innocente su strada animata a San Remo mostrano che Italia è un paese
disordinato,
insicuro di cui non ci si può fidare nemmeno gli italiani.
Normalmente un animale che sbrana un uomo venga ucciso. Secondo me c`e
anche una sola risposta giusta per la bestie che ha massacrato la
donna giovane: la pena capitale.
Un assassino ha strappato la figlia da una familglia.
Noi abbiamo bisogno un mondo nel quale le donne e gli uomini possono
vivere fortemente e umanamente, - in pace - per essere felice e
godersi la vita.
C`é importante non solo per noi, anche per i nostri bambini e posteri.
Un mondo nel quale s`incontra con il rispetto, la comprensione, la
pazienza e la simpatia.
Le persone che hanno una tendenza criminale devono essere rieducato.
Finché questo processo non è compiuto con successo, la societa / lo
Stato non può - per la propria sicurezza - lasciare libero i criminali
(potentiali). C`è una questione del buon senso “common sense”. Per
questo non ha bisogna studiare le legge.
Essere saggio, le savoir-vivre è importante-non il sapere a memoria
dei libri, dei testi di legge…In tedesco diremmo “Gesunder
Menschenverstand” (buon senso) è più importante
che “Buchstabengläubigkeit” ( la credenza nella lettera).
Se una persona dell’amministrazione di “giustizia italiana” prova
giustificare questa tragedia con delle dichiarazione come
“Mi spiace per i genitori ma ho applicato la legge” o “Ho fatto il
mio dovere” mi mostra come poco queste persone si interessano per il
bene pubblico e come poco sono consapevole per la situazione critica e
malsicura della societa.
In riferimanto alla posizione del padre di Maria Antonietta riguardo
alla fiducia nella giustizia italiana (letto in Internet) ” Io
rispondo che c’é solo da vergognarsi di essere italiani”, devo anche
dire che per questi condizioni insicuri e miserabili l`Italia è anche
una vergogna per il Comunitario Europeo.
Dei massacri publici, delle decisioni incomprensibili, amminstrazioni
non fidati tuto questo non debbe far parte di una convivenza, societa
civilizzata.
L`Italia non puo perdere del tempo per risolvere i problemi gravi per
il bene dei italiani bravi e per rimanere un paese colorato,
cordiale, versatile, molto interessante, anche per i turisti. Benché
adesso debba riflettere se Italia è ancora abbastanza attraente per
passare le mie vacanze li.
La mia simpatia e compassione sono per Maria Antonietta e la Sua
famiglia. I miei più cordiali saluti per una nuova, migliore vita.

Io continuo di credere in Dio, nelle buone cose : soltanto un mondo
umano può essere un mondo forte e pacifico.

Il 18 Agosto 2007 alle 12:08 gentiluomo ha scritto:

Finora potevo aiutare tre volte una donna nella situazione di un attacco. Due di loro sono state attacate dall’uomo, una da una donna.
Per me c`è un onore, una vocazione e anche un obbligo al Dio di aiutare la buona gente in caso d’emergenza. Una donna o un uomo che è attacato ha bisogno il nostro aiuto. Io sono sportivo, forte e ho una buona sensibilità del corpo e la mente e l’anima sane. Sicuramente queste caratteristice aiutano. Ognuno ha dei punti forti e può aiutare il miglior possibile. Non ero là quando Maria Antonietta è stata attacata e credo che 40 coltellate possano essere pugnalato molto rapidamente. Ma penso che una folla della gente dovrebbe aiutare il più bene come possibile, non guardando. Mi piace tantissimo delle persone con un buono modo di vivere, gioiose, forte gentlemen come me, e naturalemente mi piace tale donne.
Essere con loro è un grande piacere per me. Loro non sono la mia proprieta o non dipendo da loro. Semplicemente mi piace molto la conversazione profonda con lei,guardarle, toccarle, amarle Ci sono tante donne e uomini meravigliosi nel mondo.
La vita è bella e colorata se rispettiamo l`un(a) l`altro(a), le confine personale di ognuno(-a),`la simpatia e l`antipatia.
Facciamo pace e amicizia in bella maniera aiutiamo l`un l`altro.

Il 4 Settembre 2007 alle 11:52 Zucca: “Nel caso Biggi, scena del crimine inquinata”. Ecco la prova video » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Un video-choc di due minuti ((in fondo al testo) sul luogo del delitto di Luciana Biggi, uccisa a Genova il 28 aprile 2006. C’è pure questo tra le centinaia di carte che il pm genovese Enrico Zucca, tramite la procura generale, ha inviato al ministro della Giustizia Clemente Mastella in risposta alle accuse di chi, nei giorni scorsi, gli ha attribuito la responsabilità «morale» dell’omicidio di Maria Antonietta Multari. Infatti, il 10 agosto, la donna è stata uccisa dall’ex fidanzato Luca Delfino, l’uomo che, secondo la polizia genovese, Zucca non aveva voluto arrestare nel 2006 per l’assassinio Biggi. Ricapitoliamo i fatti. Tre settimane fa Delfino, genovese, 30 anni, uccide con una quarantina di coltellate Multari, 33 anni, in pieno giorno in una strada di Sanremo (Imperia). Subito dopo l’arresto emerge che Delfino era indagato per il delitto di un’altra ex, Luciana Biggi. Alcuni investigatori genovesi mettono all’indice Zucca: sarebbe «colpevole» di non aver fermato l’assassino. Infatti i poliziotti denunciano su giornali e tv di aver consegnato al pm una relazione, con data 18 giugno 2006, in cui si leggeva: «Sulla scorta degli elementi probatori riscontrati nella presente indagine tutti concordanti, univoci e convergenti si richiede a codesta Autorità giudiziaria l’emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere che scongiuri definitivamente la concreta possibilità che Delfino possa commettere altri reati contro la persona». Firmato: il dirigente della squadra mobile dottor Claudio Sanfilippo. Dopo le accuse della polizia, Zucca ha ricevuto le disperate rimostranze della famiglia di Multari e molte minacce. Persino una lettera con un proiettile. Tanto da dover ricorrere a un servizio di tutela (affidato, ironia della sorte, proprio alla polizia che con le sue accuse l’aveva messo nei guai). Il ministro della Giustizia Mastella ha avviato un’inchiesta preliminare per verificare il comportamento di Zucca. E il magistrato, nei giorni scorsi, convinto della mancanza di indizi decisivi, ha inviato al Guardasigilli un fascicolo contenente una relazione di una ventina di pagine, in cui vengono elencate tutte le incongruenze e i punti deboli dell’indagine, compresa la prima ipotesi investigativa che riguardava una banda di extracomunitari minorenni, accusati di molestare le donne nel centro storico genovese. [...]

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