Il pm Zucca: Perché non ho arrestato l’assassino di Maria Antonietta

Il pm di Genova Enrico Zucca
“Vuole sapere la verità? La polizia l’assassino lo aveva già trovato 24 ore dopo l’omicidio di Luciana Biggi”. Il pm di Genova Enrico Zucca spiazza così il cronista.
La famiglia di Maria Antonietta Multari lo accusa di non aver fermato l’assassino di loro figlia, l’ex fidanzato Luca Delfino? La polizia rivela che in un rapporto del giugno 2006 aveva indicato Delfino come probabile omicida della Biggi e aveva sottolineato il rischio che potesse uccidere ancora? E Zucca che fa? Ammette che gli investigatori gli avevano fatto il nome dell’assassino 24 ore dopo il primo delitto.
Dottor Zucca, sta dicendo di essersi sbagliato?
No. Dico che inizialmente per gli investigatori l’autore del delitto Biggi era un minorenne marocchino che faceva parte di una banda del centro storico accusata di molestare le ragazze. Secondo una fonte confidenziale della polizia, un parente del presunto omicida, il colpevole era quel ragazzino. E per questo avevano trovato persino una prova: un paio di pantaloni macchiati di sangue.
Ma allora come si è arrivati a Delfino?
Chiesi, tra gli sguardi di sufficienza degli investigatori, di non trascurare quell’elementare protocollo di indagine che impone di ricercare nella storia personale della vittima il possibile movente dell’omicidio e che volevo comunque sapere quali fossero stati i movimenti di Biggi negli ultimi due giorni. Così siamo arrivati a Delfino.
Ma, dopo che la polizia le ha consegnato la relazione su Delfino, perché non ha chiesto di arrestarlo?
Purtroppo io non posso rivelare dettagli investigativi, ma in quel fascicolo c’erano ipotesi alternative da smontare. E un quadro indiziario non è grave se ci sono altri possibili assassini. Questo la polizia lo sa bene. Ciò non toglie che, visto che avevo conosciuto Delfino direttamente durante i lunghi interrogatori, non fossi convinto, come e più degli investigatori, che questa persona fosse il killer e che potesse reiterare comportamenti criminali. In quella direzione erano diretti i miei sforzi per assicurarlo, definitivamente, alla giustizia. Purtroppo, nonostante questo, alla fine il quadro indiziario era insufficiente e chi ha lavorato con me lo sapeva benissimo. In quei giorni non c’era frattura tra me e gli investigatori: la polizia giudiziaria stava indagando su direzione del magistrato e il magistrato conosceva tutti gli atti. Ora si fa un gran parlare degli elementi di pericolosità che ha questa persona. Non del resto. Nessuno sottolinea che c’è differenza tra la pericolosità sociale di un uomo e la prova che abbia commesso un delitto. È l’abc del nostro sistema giudiziario. Con le prove che avevamo in mano la sua difesa di fronte a un giudice ci avrebbe spazzato via.
Come mai mancavano gli indizi?
Diciamo che la scena del crimine, fondamentale nel reperimento delle prove, era stata inquinata, a partire dall’intervento dei soccorritori.
Il dirigente della squadra mobile di Genova, Claudio Sanfilippo, ribatte che lei aveva elementi sufficienti per fare arrestare Delfino…
All’inizio ho pensato a una dichiarazione un po’ avventata. Ma additarmi all’opinione pubblica in questo modo mi ha messo in una situazione pesante. E onestamente in tutto questo vedo della malafede. Per fortuna ora gli atti sono passati al ministro Clemente Mastella e finalmente si discuterà di questioni tecniche. Lasciando alle spalle il clima di sciacallaggio che mi circonda in questo momento.

Commenti

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Il 18 Agosto 2007 alle 0:47 gentiluomo ha scritto:

Sono tedesco. Fino adesso le vacanze in Italia mi sono piaciute più o
meno.
Ho perfino favorito la squadra italiana durante l`ultimo campionato
mondiale di calcio in Germania, semplicemente per il team spirit
e la buona tecnica.
Ma le conseguenze tragiche come il terribile omicidio di una ragazza
innocente su strada animata a San Remo mostrano che Italia è un paese
disordinato,
insicuro di cui non ci si può fidare nemmeno gli italiani.
Normalmente un animale che sbrana un uomo venga ucciso. Secondo me c`e
anche una sola risposta giusta per la bestie che ha massacrato la
donna giovane: la pena capitale.
Un assassino ha strappato la figlia da una familglia.
Noi abbiamo bisogno un mondo nel quale le donne e gli uomini possono
vivere fortemente e umanamente, - in pace - per essere felice e
godersi la vita.
C`é importante non solo per noi, anche per i nostri bambini e posteri.
Un mondo nel quale s`incontra con il rispetto, la comprensione, la
pazienza e la simpatia.
Le persone che hanno una tendenza criminale devono essere rieducato.
Finché questo processo non è compiuto con successo, la societa / lo
Stato non può - per la propria sicurezza - lasciare libero i criminali
(potentiali). C`è una questione del buon senso “common sense”. Per
questo non ha bisogna studiare le legge.
Essere saggio, le savoir-vivre è importante-non il sapere a memoria
dei libri, dei testi di legge…In tedesco diremmo “Gesunder
Menschenverstand” (buon senso) è più importante
che “Buchstabengläubigkeit” ( la credenza nella lettera).
Se una persona dell’amministrazione di “giustizia italiana” prova
giustificare questa tragedia con delle dichiarazione come
“Mi spiace per i genitori ma ho applicato la legge” o “Ho fatto il
mio dovere” mi mostra come poco queste persone si interessano per il
bene pubblico e come poco sono consapevole per la situazione critica e
malsicura della societa.
In riferimanto alla posizione del padre di Maria Antonietta riguardo
alla fiducia nella giustizia italiana (letto in Internet) ” Io
rispondo che c’é solo da vergognarsi di essere italiani”, devo anche
dire che per questi condizioni insicuri e miserabili l`Italia è anche
una vergogna per il Comunitario Europeo.
Dei massacri publici, delle decisioni incomprensibili, amminstrazioni
non fidati tuto questo non debbe far parte di una convivenza, societa
civilizzata.
L`Italia non puo perdere del tempo per risolvere i problemi gravi per
il bene dei italiani bravi e per rimanere un paese colorato,
cordiale, versatile, molto interessante, anche per i turisti. Benché
adesso debba riflettere se Italia è ancora abbastanza attraente per
passare le mie vacanze li.
La mia simpatia e compassione sono per Maria Antonietta e la Sua
famiglia. I miei più cordiali saluti per una nuova, migliore vita.

Io continuo di credere in Dio, nelle buone cose : soltanto un mondo
umano può essere un mondo forte e pacifico.

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