
Parte la nuova serie A in versione “stellare”. Ritornano Juventus-Napoli-Genoa, Antonio Cassano e migliaia di tifosi (come conferma la febbre da abbonamenti). Ma i problemi sono quelli di sempre. Infatti sabato 25 agosto, si giocheranno due anticipi (Juventus-Livorno e Lazio-Torino) ed entrambe le sfide sono state inserite nell’elenco dei match “pericolosi” dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. L’organo di monitoraggio (della violenza ultrà e delle carenze degli stadi) del ministero dell’Interno (ne fanno parte istituzioni sportive, forze dell’ordine e soggeti interessati come la società Autogrill), presieduto da Felice Ferlizzi, ha stilato ieri un elenco di sette partite a rischio.
Alla prima giornata la più temuta è l’attesissima Genoa-Milan (indice di pericolosità 4, il massimo); rischio 3 per Lazio-Torino, Napoli-Cagliari (i tifosi partenopei sono tra quelli tenuti maggiormente sotto osservazione dagli esperti del ministero dell’Interno) e Parma-Catania. I supporter etnei sono considerati ancora a rischio dopo l’uccisione dell’ispettore Filippo Raciti, nel febbraio scorso. Sono ritenute un po’ meno delicate, ma comunque “calde”, la sfida di Torino, Palermo-Roma e il derby toscano Fiorentina-Empoli.
A giugno il ministero dell’Interno aveva esultato per i risultati dell’applicazione del cosiddetto decreto Amato, emanato a febbraio (dopo l’uccisione di Raciti) e modificato in corsa. All’epoca si parlò di una diminuzione del 70 per cento delle partite con incidenti, di una riduzione dei feriti del 93 per cento tra le forze di polizia e del 44 per cento tra i tifosi. In realtà sul sito dell’Osservatorio si leggono dati un po’ più articolati: per esempio si nota che negli stadi di serie A i polizotti feriti nella stagione 2006-2007 sono saliti a 48, rispetto ai 15 del campionato precedente. Tra gli ultrà, i feriti censiti (molti, ovviamente, si sono fatti curare senza denunciare le cause reali dei ferimenti) sono sì scesi da 44 a 32, ma il dato resta negativo.
Ma se i tifosi continuano a preoccupare, quasi tutti gli stadi sono considerati a norma. Dopo aver analizzato i dati della commissione di controllo, l’Osservatorio, nella riunione del 23 agosto, ha promosso le strutture della serie A, rimandando, a causa delle ristrutturazioni in corso, gli stadi di Udine (si lavora sull’ampliamento della videosorveglianza e per rendere agevole la zona del prefiltraggio) e Catania (da completare i bagni delle due curve), che dovranno mettersi in regola entro il 2 settembre, pena la riduzione della capienza. In serie B non si sono ancora adeguati gli impianti di Avellino, Grosseto, La Spezia, Piacenza, Pisa, Ravenna, Rimini e Vicenza.

È realtà, invece, la novità degli steward, il personale (”incaricato di pubblico servizio”) addetto al controllo dei biglietti e del rispetto delle regole negli stadi. Il 23 agosto la Gazzetta ufficiale ha pubblicato il decreto che li riguarda. Saranno gestiti direttamente dalle società, non potranno avere armi e saranno obbligatori negli impianti con più di 7.500 spettatori. Poco per volta dovranno sostituire le forze dell’ordine all’interno dei campi, ma, non avendo poteri di polizia giudiziaria né di pubblica sicurezza, per eventuali fermi dovranno farsi supportare dalla polizia. In molte città si sono già svolti corsi di formazione specifici e altri ce ne saranno visto che si tratta di preparare centinaia di persone: uno per ogni 250 spettatori previsti (salvo richieste di rinforzi da parte di prefetti e questori). Per esempio in una partita da 50 mila tifosi non potranno essere meno di 200. Il decreto ne descrive mansioni e requisiti. Dovranno avere dai 18 ai 55 anni, almeno la licenza media, sapere una lingua straniera (possibilmente l’inglese), avere “prestanza fisica adeguata alle mansioni”. Dovranno preoccuparsi di controllare che lo stadio sia a norma prima dell’ingresso dei tifosi e poi regolarne l’afflusso e il deflusso. Il primo test ufficiale è stato quello per la Supercoppa italiana tra Inter e Roma di domenica 19 agosto: gli steward hanno vegliato sui festeggiamenti degli 8 mila tifosi giallorossi dentro a San Siro, raggiungendo un ottimo risultato: sul terreno di gioco non sono entrati invasori né poliziotti. Uno spettacolo molto british.
- Venerdì 24 Agosto 2007
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Commenti
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Il 24 Agosto 2007 alle 16:19 Corrado Buccieri ha scritto:
Se la storia insegna qualcosa,i disastri
si possono evitare.
Basta essere meno pallosi e più realistici.
Il 25 Agosto 2007 alle 10:20 Corrado Buccieri ha scritto:
Quante cose sono state dette,a caldo
sulla morte dell’Isp.Raciti a Catania,
ora per evitare catastrofi,basta ripensare a quei giorni e agire di
coneguenza.
O ridimensionare l’afflusso agli stadi,
o affidare la responsabilità alle
squadre di calcio e agli sponsor,lasciando fuori la polizia.
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