La richiesta di riscatto inviata con un sms dal cellulare dell’ostaggio subito dopo averlo prelevato dalla sua macchina, la scelta dell’obiettivo, che è di famiglia benestante ma non milionaria, la precisa conoscenza dei suoi spostamenti e orari, che fa pensare a qualcuno che frequenta il suo stesso ambiente. Il rapimento di Paolo Friggi, 36enne di Bereguardo (in provincia di Pavia), appare decisamente anomalo. Tanto da far restare sullo sfondo anche l’ipotesi della fuga volontaria.
Ma proprio il rischio dell’azione di balordi è ciò che preoccupa gli investigatori. La storia recente è ricca di sparizioni legate non a “professionisti” dei rapimenti, ma a criminali che si improvvisano sequestratori per rimediare un po’ di soldi veloci. E l’epilogo spesso è stato drammatico.
Nell’aprile di quest’anno Barbara Vergani, 24 anni, di Miasino sul Lago Maggiore, è stata rilasciata dai suoi rapitori dopo 26 ore. Un muratore che aveva lavorato per suo padre, imprenditore della zona, e che aveva progettato il sequestro è stato arrestato. Giugno 2004, Silvano Pietra (Pavia): Annamaria Valdata, moglie 74enne dell’industriale Franco Valdata viene rilasciata dopo quattro giorni e i cinque rapitori vengono arrestati. La moglie di un imprenditore di Ponte Arche (Trento), Anita Simoni, di 60 anni, viene sequestrata nel marzo 2004. Il rapimento dura una trentina di ore. Finisce bene anche la storia di Tommaso Dassogno, studente di Berbenno di Valtellina, in provincia di Sondrio. Figlio di un commercialista, 24 anni, viene rapito nel febbraio del 2003 e liberato dopo poche ore.
Allo stesso modo il sequestro di Laura Spadafora, 15 anni, nel maggio 2000 a Torino. Figlia di un muratore diventato barista, viene liberata dalla forze dell’ordine dopo circa 20 giorni.
La morte dell’ostaggio è invece stato il drammatico risultato di due recenti rapimenti opera di “balordi”. Quello del piccolo Tommaso Onofri, a Casalbaroncolo (vicino a Parma) nel marzo del 2006, e quello del finanziere 70enne Gianmario Roveraro, rapito a Milano nel luglio dello scorso anno.
La vicenda di Stefano Lorenzi è tutta particolare e si è conclusa con un’accusa di simulazione di reato a suo carico. Nell’ottobre del 2000, infatti, il giovane imprenditore di Mondovì (Cuneo), che all’epoca aveva 28 anni, inscenò il proprio rapimento “per sparire e cambiare vita”. Figlio dell’ex senatore Luciano Lorenzi e padre di due bambini, pensò di rimediare così a un affare miliardario finito male. Fece perdere le proprie tracce in Sardegna, ma venne rintracciato a Roma pochi giorni dopo.
- Martedì 4 Settembre 2007

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Il 5 Settembre 2007 alle 8:18 Pavia, a casa Paolo Friggi: si era sequestrato da solo! » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Pavia, è un sequestro anomalo. Ecco perché fa più paura [...]
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