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Si avvicina il termine - il 12 settembre - per le candidature dei segretari regionali del Partito democratico e la notizia è che Ciriaco De Mita rinuncia alla Campania. Però, dice l’ex segretario della Balena Bianca “indicherà il nome giusto”. Circola (non è uno scherzo) anche quello di Pippo Baudo, che tuttavia è siciliano.
In realtà più che di candidature dovremmo parlare di nomine, visto che la spartizione regionale viene in queste ore discussa tra Walter Veltroni, Piero Fassino e Francesco Rutelli, cioè il supercandidato alla segreteria nazionale e i suoi due maggiori sponsor. La faccenda risulta un po’ discutibile perfino ad uno come Massimo D’Alema, che ammonisce: “Non facciamoci del male”. Invece Walter, come nel suo stile, invita a una “mappa della concordia” assieme ai suoi concorrenti, Rosy Bindi ed Enrico Letta.
Comunque il mappone sta faticosamente prendendo forma. In Campania, visto che si tratta di un nodo manco a dirlo spinoso, la Bindi ha una propria candidata, Anna Maria Carloni, senatrice Ds e moglie del governatore Antonio Bassolino. La Carloni potrebbe “convergere” su un veltroniano: il nome è quello dell’europarlamentare Alfonso Adria, non si sa se gradito a De Mita, ma comunque, assicurano “storico avversario del sindaco di Salerno Vincenzo De Lucia”, un diessino a sua volta storico avversario di Bassolino.
In Lombradia Bindi e Letta si sono alleati per sostenere il ds Maurizio Martina, mentre Veltroni vorrebbe Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano. In Puglia Walter candida Michele Emiliano, sindaco di Bari ed ex magistrato antisbarchi. Nel Lazio c’è Nicola Zingaretti, segretario regionale Ds e fedelissimo di Goffredo Bettini, la longa manus di Veltroni. Se Zingaretti non passa nasce un caso nazionale. Il Piemonte dovrebbe andare a un rutelliano, si chiama Gianluca Susta. In Emilia, invece, c’è guerra: Antonio La Forgia, vecchia gloria parlamentare, ex Pds oggi Dl ma bindiano, minaccia di scendere in campo contro Salvatore Caronna, descritto come “uomo di Veltroni ma anche di Letta”. Sponsor della discesa sarebbe Arturo Parisi, un fedelissimo di Prodi. Tanto per dire della concordia che regna tra i genitori e padri nobili del Pd in attesa che il bebè venga alla luce. In Calabria vuole assolutamente correre Marco Minniti, fedelissimo di D’Alema. Contro di lui Eva Catizzone, in rotta con i Ds per vicende personali, sindaco di Cosenza e fedelissima invece di Agazio Loiero, presidente della regione, eletto dai rutelliani ma poi in polemica con Rutelli e dunque divenuto bindiano. La Sicilia è troppo complicata per spiegarla. I sardi, infine, si fanno anche loro la guerra. Il governatore Renato Soru aveva giurato fedeltà a Veltroni sicuro della nomina. Ma Ds e Margherita locali sostengono Antonello Cabras: Soru, per ora, ha il sostegno un po’ paradossale degli antiveltroniani, cioè di Bindi e Letta, mentre Veltroni si chiama fuori.
Naturalmente questo organigramma è un work in progress. Oltre ai tre candidati ci stanno lavorando un po’ tutti, a cominciare dall’attivissimo presidente del Senato, Franco Marini..
L’unica regione che ha deciso di ribellarsi al risiko deciso nelle stanze romane è il Trentino: loro il segretario regionale vogliono eleggerselo da soli, e dopo quello nazionale. Sono o non sono una regione autonoma? Il Trentino, se terrà il punto, disvela però una cosa abbastanza evidente: se il Pd doveva essere una forza nuova, un partito nato dal basso, insomma qualcosa mai visto nella politica italiana (promessa di Veltroni al Lingotto), beh, siamo un po’ lontani.
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Commenti
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Il 8 Settembre 2007 alle 10:12 Corrado Buccieri ha scritto:
Può darsi che alla fine abortisce.
Il 8 Settembre 2007 alle 12:07 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Non credo nasca un PD.Sono troppi i galli a cantare.
Il 10 Settembre 2007 alle 9:39 robin ha scritto:
Il lupo perde il pelo ma non il vizio, ma davvero pensavate e credevate che il PD fosse una cosa nuova; è fatta di uomoni vecchi (della politica, intendo!)e quindi non può essere una novità ! Anche se oggi non si chiamano più comunisti, gli insegnamenti della scuola delle frattocchie non si dimenticano!
Il 10 Settembre 2007 alle 14:54 Dopo il V-Day: a chi fa male Beppe il Grillo parlante? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il fenomeno-Grillo rischia innanzi tutto di offuscare il lancio del Partito democratico. Tanto la piazza di Grillo si presenta spontanea e tutta all’insegna della partecipazione popolare, tanto il Pd appare, finora, un’operazione di palazzo, distante dalla gente. Non a caso tra i bersagli dei grillini c’è Walter Veltroni. [...]
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