Dopo il V-Day: a chi fa male Beppe il Grillo parlante?

Beppe Grillo in piazza Maggiore a Bologna per il Vaffa-day
Un ciclone o una folata di vento, come dice il sociologo Giuseppe De Rita? Per ora i dati di fatto: il V-Day di Beppe Grillo (qui l’intervento a Bologna; qui tutti i video d chi c’era)) ha avuto successo; i Grillo-boys o grillini sono alcune centinaia di migliaia, soprattutto su internet; i partiti sono preoccupati, anche se non lo dicono. Da destra, ma soprattutto da sinistra, è tutto un susseguirsi di aperture e distinguo: “teniamone conto, “segnale importante e positivo, “purché non trionfi il qualunquismo e l’antipolitica”, ecc, in perfetto stile politichese.

La curiosità principale è: Beppe Grillo può far più male alla destra o alla sinistra? C’è un precedente lontano ma illuminante, quello dell’Uomo Qualunque, il partito populista-moderato fondato nel 1946 da Guglielmo Giannini, che all’Assemblea costituente ottenne il 5,3% dei voti, divenendo la quinta formazione nazionale. Benché dichiaratamente anticomunista, Giannini - che propugnava la rivolta fiscale e la pulizia nella “politica corrotta” - fu combattuto soprattutto dai politici di centrodestra, Dc in testa, ed anche dalla Confindustria. Temevano, a ragione, che sottraesse loro voti: alla fine Giannini accettò di appoggiare la Dc; poi i Qualunquisti confluirono nel Msi, a quei tempi fuori dai giochi di governo.

L’Uomo Qualunque lanciò il termine “qualunquista”, lo stesso appioppato oggi a Beppe Grillo. Ma le analogie non finiscono qui. Così come Giannini preoccupava la destra di allora, oggi è la sinistra ad avere più timori. Benché la piazza, virtuale e non, del comico genovese sia in grandissima parte orientata a sinistra, e benché le sue parole d’ordine, a cominciare da quelle sui precari e sulla legge Biagi (che sono costate al comico risentite polemiche) , siano tipiche della sinistra.

[i](Credits: [url=http://uberg.ods.org/]Gianfranco Uber[/url])[/i]
Il fenomeno-Grillo rischia innanzi tutto di offuscare il lancio del Partito democratico. Tanto la piazza di Grillo si presenta spontanea e tutta all’insegna della partecipazione popolare, tanto il Pd appare, finora, un’operazione di palazzo, distante dalla gente. Non a caso tra i bersagli dei grillini c’è Walter Veltroni.

Secondo punto: nonostante il movimento si definisca trasversale, gran parte delle idee e delle parole d’ordine sembrano appartenere all’area della sinistra radicale, in una sorta di riedizione dei girotondini che tanto hanno bersagliato la nomenklatura diessina nei primi anni 2000.

Terzo: Beppe Grillo ce l’ha, magari confusamente, con la classe dirigente. E oggi, per il semplice fatto di essere al governo e al potere, la classe dirigente viene identificata con il centrosinistra. Non bastavano la case vip, i mutui regalati, le consulenze d’oro, insomma la casta. Ora c’è Grillo.

Il problema è: come e quanto si tradurrà il grillismo in termini elettorali? Molti prevedono un aumento dell’astensione. Che certamente, in parte, colpirebbe anche il centrodestra. Ma, come è dimostrato da alcune elezioni a questa parte, si diffonderebbe soprattutto tra i delusi e gli “incazzati” della sinistra. Si attende, a breve, un invito a Beppe Grillo da parte di qualche esponente del Pd, se non da Veltroni medesimo. A condizione che l’invitato accetti.

Guarda la GALLERY del V-DAY di Milano.
Il VIDEO con l’intervento di Elio Veltri:


Commenti

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Il 10 Settembre 2007 alle 15:37 La risposta al V-Day (aggiornato ore 14:08 del 10/09) « V-day ha scritto:

[...] Panorama - Dopo il V-Day: a chi fa male Beppe il Grillo parlante? [...]

Il 10 Settembre 2007 alle 15:38 La risposta al V-Day (aggiornato ore 15:37 del 10/09) « V-day ha scritto:

[...] Panorama - Dopo il V-Day: a chi fa male Beppe il Grillo parlante? [...]

Il 10 Settembre 2007 alle 15:56 daria75 ha scritto:

Credo che il vero punto su cui riflettere sia un altro: dovremmo riflettere sul fenomeno di “comunicazione” e non solo su quello meramente politico, che secondo me è poco interessante e scontato.
Infatti ciò che davvero meraviglia del fenomeno Grillo non è la sua visione politica bensì la straordinaria abilità nell’utilizzare internet per comunicare con una folla immensa. Un’abilità straordinaria se confrontata con quella di certi costosissimi media tradizionali. In questo Grillo è un caso da manuale: questa manifestazione ha dimostrato come sia possibile organizzare un evento enorme senza l’appoggio di nessun partito, senza l’appoggio di nessun mezzo d’informazione (del vday fino a sabato non ne ha parlato quasi nessuna tv e quasi nessun giornale, se non molto in fretta) e senza l’appoggio di nessuno sponsor (grillo parla male anche delle aziende, e questo è il motivo per cui nessuno lo vuole). Fossi un leader politico, non mi preoccuperei troppo di cosa vota grillo, ma di quel che potrei fare io se solo lontanamente sapessi usare internet come lui.

Il 10 Settembre 2007 alle 16:26 Corrado Buccieri ha scritto:

Chiaro,fa male ai politici corrotti e
fa bene alla gente comune,spero che
l’iniziativa venga portata avanti fino
ad ottenere il risultato atteso.

Il 10 Settembre 2007 alle 16:51 halibelivuk ha scritto:

Al di là delle valutazioni politiche e dell’impatto che grillo avrà sulle prossime elezioni politiche (ma quali? quando?), direi che è bellissimo vedere come internet e grillo in poche ore abbiano spiazzato i media di massa nostrani. Il successo della manifestazione grillesca giunge del tutto inaspettato, il 7 settembre giornali e tg hanno sostanzialmente ignorato la notizia (per non fargli pubblicità?) onde dedicarsi all’interessantissima vicenda di Garlasco, e adesso invece non si parla d’altro. Quello di Grillo è un vero capolavoro di comunicazione, non c’è che dire.

Il 10 Settembre 2007 alle 19:09 daniele1950 ha scritto:

“Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio” (Fabrizio De Andrè). Grillo non ha la statura morale per dire ciò che sta dicendo, infatti: ha fatto molte pubblicità per grandi aziende che adesso attacca, è stato condannato per la morte di tre persone per sua colpa grave, va nelle barche a motore che inquinano, ha macchine rombanti (Ferrari) che lasciano fumi di scarico a volontà, ha provato a fare film ma erano peggio di quelli che vincono i festival, ha fatto trasmissioni televisive per pochi intimi (te lo dò io il Brasile). Adesso fa questo perchè nessuno lo vuole più, da nessuna parte. E radunare qualche centinaio di migliaia di scalcagnati sinistrorsi non mi sembra granchè, lo fanno pure i noglobal poi alle elezioni hanno ottenuto percentuali da prefisso telefonico intercontinentale.

Il 10 Settembre 2007 alle 19:12 daniele1950 ha scritto:

Ah! Dimenticavo, ho letto che ha anche usufruito del condono tombale varato dal governo Berlusconi. Che bell’esempio di predicatore.

Il 10 Settembre 2007 alle 19:32 quidproquod ha scritto:

Secondo la proposta di legge grillesca, lo stesso Grillo non sarebbe eleggibile in parlamento: non vedo quindi come Grillo potrebbe accettare inviti a candidarsi alle elezioni.

Il 10 Settembre 2007 alle 19:35 sandra.masoncelli ha scritto:

E, per inciso, sempre secondo la proposta grillesca, non si potrebbe candidare nessuno degli attuali leader di partiti & partitini. Veltroni incluso. Se la legge passasse, allora sì che i politici dovrebbero inventarsi qualcosa di nuovo. E molti di loro dovrebbero andare a casa per sempre. Proprio per questo motivo, la legge di grillo non passerà mai.

Il 10 Settembre 2007 alle 21:08 Carlalberto Iacobucci ha scritto:

Cosa vogliamo dire, che facciamo bene noi, zitti zitti ed in silenzio… mentre pure il piatto di minestra calda si mangiano ? Siamo solo capaci di criticare. Nessuno afferma che Grillo sia meglio della Cicala o viceversa. Noi, tartassati, bastonati, umiliati e derisi, cosa sappiamo fare… i critici d’arte ? Sveglia !
Stesso commento sul Forum

Il 11 Settembre 2007 alle 11:59 nickneim ha scritto:

Bravo Iacobucci: appena uno osa protestare sul serio, ecco che gli piovono addosso critiche da destra e da sinistra (e persino dagli stessi tartassati, bastonati e derisi…)

Il 11 Settembre 2007 alle 12:12 qballah ha scritto:

In base a quanto scritto da Daria75, okay, è vero il discorso su internet, i mass media come Mediaset ne hanno scarso controllo, ma non facciamo cattiva informazione dato che è proprio di comunicazione che si parla. Beppe Grillo non è una persona qualunque sbucata fuori dal nulla (come potresti essere tu, Daria75) ma un comico famosissimo dalla carriera trentennale, che tutt’oggi fa spettacoli con migliaia di fan e che ha già pubblicato una marea di libri. Qui il fatto di saper usare bene internet non c’entra nulla, dato che per fare un blog ci vogliono 15 minuti, e per mettere un video su youtube ancora meno. Non scordiamo che il V-Day fu pubblicizzato il 26 Giugno del 2007 al Parlamento Europeo (!). Se non sei già famoso, non puoi avere voce in capitolo e non puoi attirare le folle: è questa l’Italia, è questo il mondo intero, non dimentichiamolo mai.

Il 11 Settembre 2007 alle 15:35 daria75 ha scritto:

Qballah, se vogliamo restare all’analisi del puro fenomeno di comunicazione: guarda che di vip e mezzi vip che provano a usare internet, i blog e youtube per farsi pubblicità ne è pieno zeppo il mondo, oramai un blog ce l’hanno cani e porci.
Solo che di costoro non parla nessuno, di Grillo sì. Come mai? Sarà mica che lui li sa usare e meglio? Trovatemi un politico o un demagogo qualsiasi in grado di mettere in ballo 300mila persone in 24 ore senza il volano di tv, giornali e pubblicità. E poi ne riparliamo.

Il 11 Settembre 2007 alle 19:43 redazione ha scritto:

In riferimento all’intervento di daniele1950 riteniamo utile linkare questa pagina del Blog di Grillo:
http://www.beppegrillo.it/2005....._giud.html

Il 13 Settembre 2007 alle 13:19 Ichino: La legge Biagi? Certo non una svolta epocale » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nato a Milano nel 1949, è stato dirigente sindacale della Fiom-Cgil dal 1969 al 1972; dal 1973 al 1979 è stato responsabile del Coordinamento servizi legali della Camera del lavoro di Milano. Nell’VIII legislatura (1979-1983) è stato membro della commissione Lavoro della Camera dei deputati, eletto nelle liste del Partito comunista italiano. Ricercatore dal 1983 all’Università statale di Milano, dal 1986 al 1991 è stato professore straordinario di Diritto del lavoro all’Università di Cagliari; dal 1991 è professore ordinario della stessa materia all’Università Statale di Milano. Nel 1985 ha assunto l’incarico di coordinatore della redazione della Rivista italiana di diritto del lavoro di cui è direttore responsabile dal 2002. Dal 1997 è editorialista del Corriere della sera. L’8 settembre a Bologna Beppe Grillo l’ha mandata (per dirla eufemisticamente) a quel paese. Lei tace? Preferisco ignorare gli insulti. Su alcune cose Grillo ha ragione. Sulla legge Biagi, invece, sbaglia clamorosamente il bersaglio. L’ho invitato a un confronto pubblico in televisione, ma lui ha rifiutato. Non le pare che sulla Biagi ci sia troppo conformismo? Solo a parlarne si fa peccato. È il risultato di un fenomeno di faziosità bipartisan. Ne hanno fatto un simbolo: a destra e a sinistra, come se quella legge avesse segnato una svolta epocale. Che invece non c’è stata affatto. In fondo contro la legge non c’è solo la sinistra radicale. Ma anche qualche imprenditore che ha storto il naso perché complica il mercato del lavoro più che semplificarlo. Per certi aspetti è così. Soprattutto, ma non soltanto, sui co.co.co.: qui la legge ha portato una restrizione drastica, tant’è vero che questi rapporti di lavoro precario si stanno riducendo. Si fa un grande elogio della flessibilità. Ho paura che talvolta il termine sia il sinonimo alla moda di precariato. La sicurezza è un bene della vita. Il problema è come conciliarla con la flessibilità del sistema produttivo. In altri paesi si sono fatte delle esperienze interessantissime su questo terreno. Baratterebbe l’abolizione della legge Biagi con l’obbligo dell’assunzione a tempo indeterminato, ma con libertà di licenziare? Baratterei volentieri tutti i rapporti di lavoro a termine, “a progetto”, e simili con un contratto di lavoro unico a tempo indeterminato, nel quale l’imprenditore può licenziare per motivi economici pagando un indennizzo al lavoratore proporzionato all’anzianità di servizio e garantendogli un trattamento di disoccupazione efficiente e moderno. Al giudice solo il controllo sui licenziamenti disciplinari e quelli discriminatori. A sinistra si esagera, e spesso si dicono infamie. Ma i comunisti non hanno tutti i torti a sostenere che nel programma dell’Ulivo c’era un esplicito impegno a modificare la legge. Sì: era il frutto di una demonizzazione faziosa e disinformata. Altrimenti, nello stesso spirito, avrebbero dovuto parlare piuttosto di superamento della legge Treu del 1997. Ma questo non potevano farlo, perché la legge Treu era stata voluta da una coalizione di centro-sinistra di cui faceva parte anche Rifondazione, e sulla scorta di accordi firmati da tutti i sindacati, compresa la Cgil. Sulla flessibilità a parole sono tutti d’accordo. Poi le varie indagini sociologiche sui giovani dicono che sognano ancora il posto fisso in banca o in un ministero. Come dicevo prima, la sicurezza è un bene della vita. Ma costa, come costano tutte le polizze assicurative. I giovani italiani devono valutare questo costo; e rifiutarsi di pagarlo se è troppo alto. In Italia (come in Europa) la disoccupazione è scesa. In percentuale, quanto è merito della Biagi e quanto della ripresa economica? Non sono un economista. Però starei attento a individuare nella legge Biagi la causa di questa riduzione. La realtà è che le retribuzioni della fascia bassa si sono ridotte; e quando cala il prezzo aumenta la domanda. Soddisfatto che i suoi reiterati appelli a licenziare i nullafacenti stiano cominciando a dare qualche frutto? Soddisfatto è una parola grossa. C’è ancora molta strada da fare. Alla fine hanno rimosso persino quell’insegnante campione di “fannullonismo” cui lei ha fatto riferimento in molti dei suoi interventi. Rimosso, ma non licenziato. Prende ancora lo stipendio senza far nulla. [...]

Il 14 Settembre 2007 alle 11:15 Blogger, precario e deluso da Bertinotti: ecco il V-boy » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Sono giovani. E molto incazzati: “Se non sei figlio di qualcuno in questo Paese non ce la fai” dice Andrea Palamara, 25 anni, neolaureato in scienze politiche di Erba e organizzatore lombardo dei “vaffa-boys”. “Mi impegno perché i politici sono di bassissimo livello. Non sono classe dirigente. E soprattutto perché sono tanto vecchi: non sanno cosa sia un blog o il meet up”. Proprio il meet up, cioè l’incontro in rete, è quello che ha trasformato il “Grillo-boy” in “vaffa-boy”. Il grillismo fino a un anno e mezzo fa era solo un blog di successo. Il salto di qualità è arrivato grazie all’utilizzo dello strumento “meet up”, con la possibilità per i fan del comico genovese di aggregarsi su siti propri, organizzati con un criterio territoriale. Così il giovane “grillino”, da lettore e commentatore del beppegrillo.it è diventato soggetto politico. Gli animatori dei meet up territoriali vanno a parlare con i sindaci, si muovono su piccoli obiettivi locali, dalla Tav all’emergenza rifiuti. [...]

Il 14 Settembre 2007 alle 15:53 Un mese alle primarie: come sta il Pd? Bene Veltroni, maluccio il partito » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Gli ultimi sondaggi assegnano a Walter il 75% dei voti, molto più di quella soglia minima del 60 che l’interessato (magari giocando al ribasso) aveva fissato. A seguire Rosy Bindi ed Enrico Letta. Altri sono più cauti, con Veltroni sotto il 70%. Ma per il Pd le intenzioni di voto oscillano tra il 25 e il 28%: nell’ipotesi più favorevole, 3,3 punti in meno di quanto ottennero Ds e Margherita presentandosi separati alle Politiche 2006. Insomma, la nuova formazione stenta a decollare nelle aspettative della gente, nonostante la copertura mediatica, che comunque aumenterà da qui a un mese. E resta ancora da valutare l’impatto (negativo) che il fenomeno Beppe Grillo può avere sul Pd, considerando che secondo altri sondaggi Demos-Eurisko il 60% dei grillanti si trova proprio tra gli elettori del futuro partito di sinistra. Si può tentare un raffronto con le primarie dell’Unione del 2005: allora votarono oltre 4,3 milioni di persone; Romano Prodi ottenne il 74,1%, seguito da Fausto Bertinotti (14,7), Clemente Mastella (4,6), Antonio Di Pietro (2,3), Alfonso Pecoraro Scanio (2,2). Percentuali minime andarono agli outsider Scalfarotto e Panzini. [...]

Il 17 Settembre 2007 alle 5:12 lucianotanto ha scritto:

beppe grillo parlante, fa male al buon senso politico.
come si sa, mezze veritá non sono altro che mezze bugie.
(e magari bastassero i beppi grilli per salvare la politica italiana!)

Il 19 Settembre 2007 alle 18:29 Grillo, il comico che snobba la tv, va in onda a reti unificate » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] A 20 anni dalla sua cacciata dalla Rai, il ciclone Beppe si è preso la rivincita: è ricomparso sulla tv pubblica, a reti unificate: trattamento degno del capo dello Stato. E giovedì 20 si replica: alla ripresa del programma Anno Zero, Michele Santoro si occuperà ancora di lui e del suo V-Day. In realtà, la cavalcata mediatica di Grillo è cominciata nel 2005 (anno di apertura del suo cliccatissimo blog), quando acquistò una pagina sull’International Herald Tribune per rendere pubblico l’appello contro la rielezione di 23 deputati condannati in via definitiva per vari reati e quando il Time lo inserì tra gli eroi europei. Nel 2006 lanciò le primarie dei cittadini. Poi c’è stata l’apparizione all’assemblea dei soci Telecom (qui il video) dove bastonò tutti: “Il bilancio Telecom è roba da neuropsichiatria”. Da allora non si è più fermato, menando botte a destra e a manca, a colpi di satira, provocazioni, campagne, botte (verbali) ai politici e qualche insulto. Fino all’apoteosi dell’8 settembre, fatidico giorno del V-Day, del ri-lancio della campagna sul Parlamento pulito e della discesa in campo delle liste civiche comunali con il suo bollino. È da almeno 15 giorni che sui media italiani (oltre che nei bar) non si parla d’altro: che sia osannato come capo popolo liberatore o bollato come qualunquista è sempre lui l’argomento principale. Lui e il terremoto politico che, insieme ai suoi sostenitori, rappresenta. Il suo blog, letteralmente preso d’assalto da milioni di lettori, sta dettando l’agenda dei politici (non passa giorno che il Guardasigilli Mastella non lo visiti e risponda dal suo sito, per le rime ma senza lo stesso successo); con le sue parole (soprattutto se forti  come quelle su Prodi-Valium o Berlusconi lo Psiconano o infelici come Alzheimer-Prodi) i più importanti quotidiani ci aprono e riempiono le prime pagine; su di lui scorrono editoriali a fiumi. Solo oggi, ne parla il politologo Giovanni Sartori sulla prima del Corsera e il direttore di RaiDue, Maura Mazza, nell’edizione delle 13, ne denuncia, senza troppi giri di parole, la pericolosa deriva  (”Cosa accadrebbe” si chiede Mazza “se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto?”). Della carica antipolitica che incarna, si sono occupati, nel giro di 48 ore l’attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi. Chissà se questa sovraesposizione mediatica, questa smania famelica con cui tv e giornali si sono buttati sulla novità di un comico, che sfugge i luoghi classici del dibattito pubblico e usa il blog per le sue scomuniche, finirà quando le truppe dei grillanti si riuniranno nelle piazze italiane a celebrare il già promesso (o minacciato) V-Day dell’informazione? Forse quel giorno in Rai si tornerà a trasmettere il Grillo: il marchese del film di Alberto Sordi… [...]

Il 19 Settembre 2007 alle 18:47 E alla fine Grillo dice sì alle liste civiche per i Comuni » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Nel frattempo il dibattito su internet si è già acceso: i commenti al post con cui Beppe Grillo annuncia le liste civiche sono generalmente favorevoli, ma non mancano lettori indifferenti o perfino critici. Nell’ultima settimana l’animatore del V-day è stato citato più di 4mila volte nei diari online. E si moltiplicano i tentativi di comprendere un fenomeno che, partendo da un blog, ha portato in un solo giorno più di 300mila persone a sottoscrivere le proposte di leggi d’iniziativa popolare avanzate da Grillo e dal suo popolo. [...]

Il 23 Settembre 2007 alle 17:14 pasmes ha scritto:

Il punto sta nello stabilire se le proposte di Grillo siano accettabili, dal punto di vista democratico, e se possano risolvere qualcosa.
E le liste civiche? Siamo sicuri che possano dare garanzie superiori ed eliminare i difetti dei partiti, e magari non accrescerli?
Quelle che ho visto all’opera hanno solo permesso di conquistare poltrone e determinare condizionamenti e forzature negative nelle maggioranze di governo.
Quindi, penso che le proposte di Grillo andrebbero meglio approfondite perché potrebbero addirittura peggiorare le cose.
Sito = http://www.aironetivoli.com

Il 8 Ottobre 2007 alle 13:45 TPS e le “bellissime” tasse: il dottor Stranamore dell’Economia » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Adesso è certo: quelle di Tommaso Padoa-Schioppa non sono gaffe, ma rispondono a una strategia mediatica ben precisa. Il ministro dell’Economia ha infatti deciso di ripetere le gesta del dottor Stranamore; e l’indimenticato personaggio ideato da Stanley Kubrick per Peter Sellers è ciò che ci vuole, a suo avviso, per contrastare l’antipolitica e in generale per rispondere alle incertezza (per dirla alla Tps: “all’incazzatura“) dell’opinione pubblica. Ieri erano i bamboccioni, i figlioli che non se ne vanno mai di casa. E così ti sistemo i precari alle prese con affitti da 500 euro e oltre al mese. Oggi parliamo di tasse: “Sono una cosa bellissima” trova il ministro. “Un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, salute”. Certo, come no. Infatti istruzione, sicurezza salute (temi astutamente scelti non a caso da TPS-Stranamore) girano che è una meraviglia. Prendiamo l’assistenza sanitaria, per esempio. Il Lazio ha un buco di dieci miliardi di euro e la regione quest’anno ha portato al massimo l’addizionale Irpef per i cittadini e l’Irap per le imprese. In compenso la situazione al Policlinico è un po’ quella che è. Ebbene, da ogni famiglia e ogni azienda si alza un coro: “Ma è bellissimo!”. [...]

Il 14 Dicembre 2007 alle 19:51 Ri… sciò « Per il verso giusto ha scritto:

[...] Ri… sciò Dopo alcune settimane di silenzio mediatico, è tornato. Beppe Grillo, il comico fustigatore dei politici, il blogger aizza popolo del V Day, oggi ha messo in piedi un altro quadretto dei suoi. Per chi si fosse trovato in mattinata a Roma, lungo il tragitto che da via Zanardelli (a ridosso di Piazza Navona) giunge in via della Dogana Vecchia, il “lato B” di Palazzo Madama, lo avrebbe visto sfrecciare a bordo di un risciò, al grido di “il Paese riparte” e in compagnia di una trentina di “grillini”. Dopo aver “parcheggiato” davanti all’ingresso secondario del Senato, il genovese è entrato per “consegnare le firme per la legge popolare Parlamento Pulito al presidente Franco Marini”. E per chiedergli “di poter illustrare la legge popolare al più presto in Aula”. L’appuntamento è stato annunciato, come di consueto, dalle pagine del suo blog, dove Grillo ha riportato anche lo stralcio dell’articolo con cui il New York Times descrive l’Italia della “Life less dolce” (Una vita meno dolce). Un ritratto impietoso del Belpaese, quello fatto dal giornale americano: “Gli ultimi dati” si legge fra l’altro “fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri. Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l’Italia…”. Ecco, chiosa Grillo, come “ci vede il mondo. Tutte cose che chi frequenta il blog conosce da tempo, ma è confortante vederle scritte su un giornale di livello internazionale”. Ma non contento, il comico, tra una battuta e l’altra, nel suo viaggio in risciò, ha trovato anche il modo e il tempo di polemizzare (e non è la prima volta) con il Presidente Giorgio Napolitano: “Ha detto che questa non è l’italia di Grillo. Meno male, mi ha tolto un peso, e ha ragione perché questa è l’Italia di Napolitano…”. Grillo ha consegnato agli addetti del Senato i 18 scatoloni contenenti le 350 mila firme per il ddl d’iniziativa popolare che chiede la non candidabilità al Parlamento degli inquisiti e che il mandato parlamentare non superi le due legislature. Prima di incontrare il Presidente Marini, il comico ha ribadito: “Portiamo questo libretto nero, la proposta di legge popolare. Mi sembra carino, tutto rilegato. Ci manca sopra solo la croce”, ha aggiunto, sottolineando che dedica la proposta “alle salme dei politici che sono in Parlamento”. Explore posts in the same categories: Città, Costume, Cronaca, Politica [...]

Il 14 Dicembre 2007 alle 20:02 Grillo predica in risciò, entra al Senato e mette nel mirino i giornali » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Dopo alcune settimane di silenzio mediatico, è tornato. Beppe Grillo, il comico fustigatore dei politici, il blogger aizza popolo del V Day, oggi ha messo in piedi un altro quadretto dei suoi. Per chi si fosse trovato in mattinata a Roma, lungo il tragitto che da via Zanardelli (a ridosso di Piazza Navona) giunge in via della Dogana Vecchia, il “lato B” di Palazzo Madama, lo avrebbe visto sfrecciare a bordo di un risciò, al grido di “il Paese riparte” e in compagnia di una trentina di “grillini”. Dopo aver “parcheggiato” davanti all’ingresso secondario del Senato, il genovese è entrato per “consegnare le firme per la legge popolare Parlamento Pulito al presidente Franco Marini”. E per chiedergli “di poter illustrare la legge popolare al più presto in Aula”. L’appuntamento è stato annunciato, come di consueto, dalle pagine del suo blog, dove Grillo ha riportato anche lo stralcio dell’articolo con cui il New York Times descrive l’Italia della “Life less dolce” (Una vita meno dolce). Un ritratto impietoso del Belpaese, quello fatto dal giornale americano: “Gli ultimi dati” si legge fra l’altro “fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri. Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l’Italia…”. Ecco, chiosa Grillo, come “ci vede il mondo. Tutte cose che chi frequenta il blog conosce da tempo, ma è confortante vederle scritte su un giornale di livello internazionale”. Ma non contento, il comico, tra una battuta e l’altra, nel suo viaggio in risciò, ha trovato anche il modo e il tempo di polemizzare (e non è la prima volta) con il Presidente Giorgio Napolitano: “Ha detto che questa non è l’italia di Grillo. Meno male, mi ha tolto un peso, e ha ragione perché questa è l’Italia di Napolitano…”. Grillo ha consegnato agli addetti del Senato i 18 scatoloni contenenti le 350 mila firme per il ddl d’iniziativa popolare che chiede la non candidabilità al Parlamento degli inquisiti e che il mandato parlamentare non superi le due legislature. Prima di incontrare il Presidente Marini, il comico ha ribadito: “Portiamo questo libretto nero, la proposta di legge popolare. Mi sembra carino, tutto rilegato. Ci manca sopra solo la croce”, ha aggiunto, sottolineando di voler dedicare la proposta “alle salme dei politici che sono in Parlamento”. [...]

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