Sono giovani. E molto incazzati: “Se non sei figlio di qualcuno in questo Paese non ce la fai” dice Andrea Palamara, 25 anni, neolaureato in scienze politiche di Erba e organizzatore lombardo dei “vaffa-boys”. “Mi impegno perché i politici sono di bassissimo livello. Non sono classe dirigente. E soprattutto perché sono tanto vecchi: non sanno cosa sia un blog o il meet up”. Proprio il meet up, cioè l’incontro in rete, è quello che ha trasformato il “Grillo-boy” in “vaffa-boy”. Il grillismo fino a un anno e mezzo fa era solo un blog di successo. Il salto di qualità è arrivato grazie all’utilizzo dello strumento “meet up”, con la possibilità per i fan del comico genovese di aggregarsi su siti propri, organizzati con un criterio territoriale. Così il giovane “grillino”, da lettore e commentatore del beppegrillo.it è diventato soggetto politico. Gli animatori dei meet up territoriali vanno a parlare con i sindaci, si muovono su piccoli obiettivi locali, dalla Tav all’emergenza rifiuti.
Mario Adinolfi, il 36enne blogger candidato alla segreteria del Partito democratico, spiega: “Già nel 2001 mi candidai con il simbolo della chiocciola internettiana a sindaco di Roma, perché si capiva che il web mobilita; ora Grillo e i grilliani scoprono che la rete non è solo uno strumento di comunicazione, ma un modello politico totalmente nuovo: la democrazia diretta. Che riesce a saltare la mediazione del politico di professione”.
Ma chi è il V-boy? Elio Veltri (qui il suo intervento al V-Day di Milano), che sta organizzando la discesa in campo della Lista civica nazionale per il 6 ottobre a Roma e che si sente un po’ la chioccia di questo movimento, sostiene che sono giovani dai 20 ai 35 anni, spesso con un lavoro precario, o cinquantenni che “sperano che l’Italia non sia ancora morta”. “Non ho raccomandazioni” dice ancora Palamara. “Mi cercherò un lavoro in una ditta di pulizie”.
Il V-boy è contro la legge Biagi. E ha due bibbie: il libro-testimonianza di Grillo Schiavi moderni, che in agosto ha ricevuto il plauso del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (chissà se è pentito?), e quello di Michela Murgia, una giovane 34enne sarda, che in un best-seller agrodolce, Il mondo deve sapere, ha raccontato il dramma quotidiano, non privo di elementi grotteschi, di un lavoratore di un call center.
Il V-boy ama Oliviero Beha e Marco Travaglio, due giornalisti che sparano indifferentemente sia contro la destra sia contro la sinistra. Ed è molto deluso, come Palamara, dal presidente della Camera Fausto Bertinotti: “Uno che ha predicato la rivoluzione per trent’anni e poi è diventato presidente della Casta”. E proprio <em>La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo e Il costo della democrazia di Cesare Salvi e Massimo Villone, sono i due saggi che il grillino ben informato conosce quasi a memoria, e cita spesso.

Il V-boy odia i giornali “perché sono tutti uguali”, ma gli piace la rivista Internazionale “perché” scrivono nelle webdiscussioni “leggendo quello che avviene negli altri paesi capiamo che da noi è ora di cambiare” e preferisce andare direttamente sui siti internet a cercare informazioni, magari scambiando idee sui blog. È grande appassionato di Dagospia, sito tradizionalmente irriverente con il potere.
Pur facendo parte della generazione di internet non disdegna cinema, musica e teatro: gli piacciono Ligabue (definito “impegnato, ma ruspante”), i comici alla Sabina Guzzanti e l’iconoclasta della parola Alessandro Bergonzoni, ma pure i monologhi amari di Ascanio Celestini. Considera ormai vecchio e superato Nanni Moretti, legato all’archiviata e inconcludente stagione dei girotondi. E in televisione professa un vero culto per le inchieste della trasmissione Report, su Raitre, ideata da Milena Gabanelli.
- Venerdì 14 Settembre 2007


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Commenti
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Il 14 Settembre 2007 alle 12:29 giancarlob ha scritto:
Non è la prima volta che accade, ma questi tentativi di inquadrare migliaia di persone in un stereotipo (gli piacciono Ligabue, il cinema e gli spaghetti) mi sembrano un po’ goffi.
Per dire: io non leggo Dagospia, detesto Ligabue, non ho mai letto un libro di tale Michela Murgia (chi è?), non conosco a memoria nè i testi di Cesare Salvi nè quelli di Giannantonio Stella, non sono abbonato a Internazionale, e potrei andare avanti. E - sorpesa - non ho un blog (ma qualcuno pensa sul serio che tutti i 300mila firmatari abbiano un blog? Trecentomila?)
Però ero a Bologna.
Non sarà che il fenomeno politico-sociale manifestatosi domenica scorsa è un po’ più complesso e articolato di quello che si vuol far credere?
Il 14 Settembre 2007 alle 12:58 cristinaricci ha scritto:
Non sono precaria, odio i giornali, non amo (?) Oliverio Beha, non sono appassionata di Dagospia, non ho bibbie, non ho mai citato a memoria un libro di Maurizio Villone in vita mia, non ho mai citato a memoria un libro di Stella, non vado a teatro (troppo caro), ignoro il significato della parola meet up, non ho un blog, non ho mai visto uno spettacolo di Ascanio Celestini, non ho mai visto uno spettacolo di Bergonzoni, ignoro Michela Murgia, e spero che nessuno si offenda ma le canzoni di Ligabue mi fanno pena.
Però.
Però per il resto direi che il mio ritratto di V-Girl è perfetto: in effetti non disdegno il cinema, né la musica.
Il 14 Settembre 2007 alle 13:03 marietto ha scritto:
Ma Adinolfi oltre che giovane, blogger e deluso-da-Bertinotti, è pure precario?
Il 14 Settembre 2007 alle 16:38 quidproquod ha scritto:
E chi è adinolfi?
Il 16 Settembre 2007 alle 14:54 politicaduepuntozero » Blog Archive » Grillismo e Internet: è innovazione comunicativa? ha scritto:
[...] Si parla molto del blog di Grillo e poco dei Meetup, veri protagonisti del successo del grillismo in Rete. A ricordarne la funzione ci pensa “L’Espresso” a ricordare la funzione di questo prezioso strumento, introdotto nella competizione politica da Howard Dean e sfruttato da molti politici USA anche nella recente campagna presidenziale. […] Proprio il meet up, cioè l’incontro in rete, è quello che ha trasformato il “Grillo-boy” in “vaffa-boy”. Il grillismo fino a un anno e mezzo fa era solo un blog di successo. Il salto di qualità è arrivato grazie all’utilizzo dello strumento “meet up”, con la possibilità per i fan del comico genovese di aggregarsi su siti propri, organizzati con un criterio territoriale. Così il giovane “grillino”, da lettore e commentatore del beppegrillo.it è diventato soggetto politico. Gli animatori dei meet up territoriali vanno a parlare con i sindaci, si muovono su piccoli obiettivi locali, dalla Tav all’emergenza rifiuti.” [leggi tutto] [...]
Il 17 Settembre 2007 alle 10:50 Beppe Grillo dice sì alle liste civiche per i Comuni » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Nel frattempo il dibattito su internet si è già acceso: i commenti al post con cui Beppe Grillo annuncia le liste civiche sono generalmente favorevoli, ma non mancano lettori indifferenti o perfino critici. Nell’ultima settimana l’animatore del V-day è stato citato più di 4mila volte nei diari online. E si moltiplicano i tentativi di comprendere un fenomeno che, partendo da un blog, ha portato in un solo giorno più di 300mila persone a sottoscrivere le proposte di leggi d’iniziativa popolare avanzate da Grillo e dal suo popolo. [...]
Il 17 Settembre 2007 alle 15:23 Vespa: S’avanza il qualunquismo di sinistra » Panorama.it - Opinioni ha scritto:
[...] Le prime ricadute politiche della “discesa in piazza” di Beppe Grillo si avranno a quanto pare a Bologna. Un gruppo di suoi sostenitori vorrebbe presentare un proprio candidato sindaco alle elezioni comunali del 2009. Ma se ci fossero elezioni politiche anticipate, è possibile che il movimento acquisti una dimensione nazionale. Con quali conseguenze? La riserva di caccia sarebbe più ricca a destra o a sinistra? Gli istituti di sondaggio dicono che la gente più arrabbiata, più antipolitica sta a destra. Le tradizioni insegnano che il popolo di sinistra mugugna, ma alla fine in larga parte vota per i propri candidati. Andrebbe così anche nel caso del partito di Grillo? Con prudenza, ma ne dubitiamo. [...]
Il 26 Settembre 2007 alle 16:27 Grillo: fenomeno del web o del marketing? » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Una macchina comunicativa potente, in grado di intercettare gruppi di utenti eterogenei e sostanzialmente diffidenti verso i grandi media. Ma anche un pubblico che, come suggerisce questo recente sondaggio, magari non frequenta poi così tanto il suo blog e la rete. Non è un caso se dietro a tutto ciò ci sia la Casaleggio Associati, agenzia che, è spiegato sul sito, tra gli altri obiettivi persegue anche quello della “creazione di gruppi di pensiero e di orientamento”. È la Casaleggio, ad esempio, a far da redazione per i testi del blog, a trovare le notizie forti e passarle poi a Grillo: niente di male, per carità, ma perché non dare un volto e un nome alle persone impegnate in questa opera collettiva (come fanno Daily Kos e HuffPo, in linea con una regola implicita della blogosfera)? Toglierebbero forse visibilità e carisma alla stella Grillo? [...]
Il 13 Ottobre 2007 alle 10:29 luckio ha scritto:
ma chi dobbiamo ascoltare ?? Bertinotti lo schizzofrenico, oppure Prodi il noto bugiardo, ora abbiamo in auge Veltroni che di capacita’ politica ne ha proprio pochina. poveri noi siamo in balia di gente che oggi parlano e domani negano tutto quello che hanno detto!! ben venga Beppe Grillo che finalmente dice quello che pensiamo tutti noi italiani !!
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