Un mese alle primarie: come sta il Pd? Bene Veltroni, maluccio il partito


Tra un mese esatto (14 ottobre) si vota per le primarie del Partito democratico. Qual è la forma dei candidati? E della nuova creatura? Buone, forse al di sopra delle aspettative, le previsioni per Walter Veltroni. Debole invece il Pd. Risultato: se queste premesse verranno confermate il sindaco di Roma diverrà leader di un partito che nasce minoritario, e che rischia di rimanerlo anche in futuro.

Gli ultimi sondaggi assegnano a Walter il 75% dei voti, molto più di quella soglia minima del 60 che l’interessato (magari giocando al ribasso) aveva fissato. A seguire Rosy Bindi ed Enrico Letta. Altri sono più cauti, con Veltroni sotto il 70%. Ma per il Pd le intenzioni di voto oscillano tra il 25 e il 28%: nell’ipotesi più favorevole, 3,3 punti in meno di quanto ottennero Ds e Margherita presentandosi separati alle Politiche 2006. Insomma, la nuova formazione stenta a decollare nelle aspettative della gente, nonostante la copertura mediatica, che comunque aumenterà da qui a un mese. E resta ancora da valutare l’impatto (negativo) che il fenomeno Beppe Grillo può avere sul Pd, considerando che secondo altri sondaggi Demos-Eurisko il 60% dei grillanti si trova proprio tra gli elettori del futuro partito di sinistra.
Si può tentare un raffronto con le primarie dell’Unione del 2005: allora votarono oltre 4,3 milioni di persone; Romano Prodi ottenne il 74,1%, seguito da Fausto Bertinotti (14,7), Clemente Mastella (4,6), Antonio Di Pietro (2,3), Alfonso Pecoraro Scanio (2,2). Percentuali minime andarono agli outsider Scalfarotto e Panzini.

Anche se quella fu una consultazione che riguardò tutta la sinistra, Veltroni, per avere successo, dovrebbe attirare alle urne non meno di 4 milioni di cittadini. Ma si può anche notare che le percentuali ottenute allora dai candidati corrispondevano più o meno al peso dei rispettivi partiti due anni fa, tenuto conto che nel 2006 la sinistra ottenne la metà dei voti su scala nazionale. Oggi, dopo un anno di governo, quei consensi si sono drasticamente ridotti. Veltroni non ha di fronte di fronte un anno di governo, almeno non direttamente. Ma il Pd sì, ed il suo leader diversi mesi di coabitazione nella maggioranza di Prodi.

Che cosa è meglio e che cosa è peggio?

Commenti

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Il 14 Settembre 2007 alle 16:35 linux747 ha scritto:

A wartere !!! … Si vo’ vince, butta ar tevere quer pelato e quella ciccciona e tutta quella zavorrra de marpionni ke te vie’ ddietro

Il 14 Settembre 2007 alle 17:05 pasmes ha scritto:

Penso che al di là di chi vinca la gara per conquistare l’ambita poltrona di segretario, questo grande partito dovrà affrontare gravosi problemi interni, per l’esistenza, già in partenza, di un numero eccessivo di componenti antagoniste, capeggiate da personalità abili con le parole e con la demagogia, ma incapaci di definire una linea politica unitaria, concreta e condivisibile.
Pasquale Messali - Tivoli

Il 14 Settembre 2007 alle 17:43 pasmes ha scritto:

Scusate.
Avevo dimenticato di concludere che, la vittoria di Veltroni e il passaggio del partito nelle mani degli ex Ds, sono più che scontate.
Pasquale Messali - Tivoli

Il 14 Settembre 2007 alle 19:40 Carlalberto Iacobucci ha scritto:

Mamma abbiamo perso l’aereo. Non vi preoccupate ora con l’Air Force One italiano: uno dei più lussuosi Airbus presidenziali vi mandiamo all’estero.
Siete contenti a mamma ?

Il 15 Settembre 2007 alle 12:28 Corrado Buccieri ha scritto:

Veltroni ce la può fare perchè macchina
contro Prodi,mentre Bindi e Letta sono
più prodiani.Se lo scopo è far fuori Prodi allora vince Veltroni,ma la sua
vittoria sarà solo fine al nascituro
partito e non anrdà comunque oltre.

Il 15 Settembre 2007 alle 16:31 pasmes ha scritto:

Gli aderenti al Partito Democratico, tra loro si chiameranno “compagni”, come gli ex Ds o post-comunisti, oppure “amici” come gli ex margheritini?
E inoltre, il Pd sarà un partito di Sinistra, di Centro, di Centro-Sinistra o un ibrido indefinibile?
Ho l’impressione che, alla fine, non ci capiremo più niente.
Pasquale Messali -Tivoli
Sito = http://www.aironetivoli.com

Il 19 Settembre 2007 alle 19:37 Pd siciliano: Latteri rinuncia. Il 14 ottobre sarà corsa tra primi cittadini » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Meglio soli che male accompagnati. Più che una competizione aperta, anche quella del nascente Partito democratico siciliano può essere ormai definita una corsa dall’esito scontato. Fino al 9 settembre i candidati al Pd isolano dovevano infatti essere quattro. L’ex rettore dell’Università di Catania Ferdinando Latteri (che aveva già sfidato Rita Borsellino alle primarie per correre da governatore della Sicilia) era stato il primo a presentare la propria candidatura. Erano seguite quelle del sindaco di Messina Francantonio Genovese, del primo cittadino di Caltanissetta Salvatore Messana e di Giuseppe Lumia, Presidente della commissione nazionale antimafia dal 2000 al 2001. Ma a un mese di distanza dalle primarie sono rimasti soltanto in due. Perché, dopo quello di Lumia, è giunto inaspettato anche il ritiro del rutelliano Latteri, persuaso da una lettera di Enrico Franceschini. L’ex rettore ha fatto così un passo indietro. Per molti, una scelta obbligata: Francantonio Genovese riscontra infatti l’appoggio dei Ds e di buona parte dei Dl. Ma la decisione dell’ex rettore sembra che abbia fatto comunque irritare molti degli esponenti della Margherita, a cominciare da Enzo Bianco e da Franco Piro, in disaccordo con le indicazioni date dal partito di Rutelli. Con la sua decisione, Latteri si sarebbe così garantita la presidenza della commissione che scriverà lo statuto regionale del Pd. A sfidare Genovese resta solo Salvatore Messana, che può contare sull’appoggio di Enrico Letta. “La mia idea di partito è diversa da molti altri e non fa rima con quella di cooptazione”, dice il sindaco di Caltanissetta. Più che una dichiarazione d’intenti, una frecciata velenosa alle “scelte siciliane” di Ds e Margherita. [...]

Il 1 Ottobre 2007 alle 13:40 Welfare: perché la sinistra vuol mollare Prodi » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Anche i sondaggi sono impietosi, sia per Rifondazione sia per la verità per il Pd. Protesta e grillismo colpiscono soprattutto a sinistra. Ma mentre Veltroni e alleati un futuro comunque ce l’hanno, anche all’opposizione, la sinistra radicale teme l’isolamento. E allora, se la nave di Prodi deve affondare, meglio aggrapparsi alle barricate che andar giù con il Professore e con Padoa-Schioppa. [...]

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