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- 6 commenti

Beppe Grillo ha dato il via libera ufficiale: i suoi gruppi di sostenitori (i meetup) potranno creare liste civiche per i Comuni, perché “dai Comuni si deve ripartire per fare politica”. Liste che saranno garantite direttamente dal comico genovese attraverso la “certificazione di trasparenza” beppegrillo.it. Sono due i requisiti già noti per i candidati: essere incensurati e nessuna iscrizione ai partiti. È un progetto ancora in fase di costruzione, ma che vuole crescere rapidamente: le liste civiche di “grilliani” saranno collegate online attraverso una spazio comune sul sito di Grillo. Attraverso il web sarà più facile per tanti, piccoli gruppi dispersi sul territorio nazionale scambiarsi opinioni, idee e suggerimenti in tempi rapidi e a basso costo. Un’idea simile a quella di social network come Myspace o Facebook, che stanno ottenendo un successo crescente in rete, soprattutto tra i giovani.
Nel frattempo il dibattito su internet si è già acceso: i commenti al post con cui Beppe Grillo annuncia le liste civiche sono generalmente favorevoli, ma non mancano lettori indifferenti o perfino critici. Nell’ultima settimana l’animatore del V-day è stato citato più di 4mila volte nei diari online. E si moltiplicano i tentativi di comprendere un fenomeno che, partendo da un blog, ha portato in un solo giorno più di 300mila persone a sottoscrivere le proposte di leggi d’iniziativa popolare avanzate da Grillo e dal suo popolo.
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Commenti
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Il 16 Settembre 2007 alle 21:15 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Basta con i partiti, è ora che si allontanino dai privilegi. Hanno mandato questo Paese alla malora ed ora come fossimo ingenui sprovveduti avrebbero l’intenzione di tenersi al caldo la poltrona. E Fassino a tutto oggi ancora recrimina. Cosa avrà da recriminare non lo ha capito nessuno. Hanno avuto tutto il tempo per manifestare le loro capacità. Il risultato è che di capacità non ne hanno,indi si scostino. Se vogliamo chiamarle liste o come più piace non interessa. Siamo soltanto stanchi dei soliti noti
Il 17 Settembre 2007 alle 14:09 pasmes ha scritto:
Fino ad ora, le liste civiche hanno dimostrato di non fornire garanzie di alcun genere verso i cittadini che le hanno votate, e spesso presentano i medesimi difetti, anzi, direi anche qualche cosa in più dei consueti partiti politici in quanto, le persone che vengono elette, non hanno vincoli, non sono soggette ad alcuna controllo e non ricevono direttive da una struttura meglio organizzata come avviene nei partiti politici.
E’ capitato che le persone elette finiscono per agire per proprio tornaconto, causando ulteriori difficoltà con forzature e condizionamenti vari, propri di chi è determinante per la tenuta della maggioranza, che danneggiano gravemente, anziché migliorare, il funzionamento delle Amministrazioni Pubbliche.
E non credo che il bollino di certificazione del sig. Grillo possa garantire qualcosa di diverso.
Quanto sopra, non per difendere i partiti politici, verso i quali nutro forti perplessità e critiche, a causa del costante peggioramento verificatosi nel corso del tempo, e in quanto gestiti da pochi e in modo verticistico.
Pasquale Messali - Tivoli
Sito = http://www.aironetivoli.com
Il 17 Settembre 2007 alle 15:40 Corrado Buccieri ha scritto:
L’iniziativa Grillo,in questo momento
va bene,anche se non darà ottimi risultati,servirà a tenere alta l’insoddisfazione verso i partiti, che
se vogliono,possono trarne spunto per
migliorarsi.
Il 17 Settembre 2007 alle 16:17 zelda__ ha scritto:
Da parte di Grillo mi pare un errore clamoroso.
Il 26 Settembre 2007 alle 16:19 Grillo: fenomeno del web o del marketing? » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Dal sapore altrettanto retrò è la sostanziale latitanza dalla rete italiana o la reticenza a sperimentare tutte le potenzialità del web: tolte le bacheche abbastanza anguste di MeetUp (i forum su cui si organizzano “Gli amici di Beppe Grillo”), non ci sono stati molti tentativi di rendere più orizzontali e inclusivi i processi di mobilitazione. Un’occasione persa secondo il giornalista Sergio Maistrello: “Se fossi Beppe Grillo direi: ehi ragazzi, andiamo forte, ma non statemi tutti qui tra le palle, che i vostri commenti nemmeno li leggo, non ho né il tempo né la voglia. Moltiplichiamoci, apritevi un blog anche voi, diffondete il verbo, colonizzate le vostre reti sociali”. Ma niente di tutto ciò. Piuttosto, la costruzione di un brand eccezionale, dove la pur giusta indignazione e denuncia sociale convive con le logiche dello star-system e del marketing più aggressivo: libri e dvd da comprare online, il magazine personale, spot, inni e finanche un logo per le liste civiche. [...]
Il 16 Aprile 2008 alle 11:51 Il voto spiegato da Grillo: il trionfo di Berlusconi è colpa di Topo Gigio veltroni » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Tranne Sonia Alfano in Sicilia (70mila voti, 2 per cento e la possibilità di entrare nell’Assemblea regionale “grazie” alla preferenza di Anna Finocchiaro per il Senato), le liste civiche col suo bollino non hanno sfondato. A un immediato successo dei suoi fan, a dire il vero, non credeva neanche Grillo. E forse anche per questo il comico blogger non perde la sua vena polemica, nel day after delle politiche 2008. Dalle colonne del suo blog il genovese fa un’analisi del voto e se la prende con il leader sconfitto. Acido puro per il leader del Pd accusato di tutte le nefandezze possibili e immaginabili. “Veltroni (alias Topo Gigio, ndr) ha fatto il miracolo”, scrive. Quale miracolo? “Aver riesumato una salma politica”. Certo, dice Grillo, Topo Gigio è stato il miglior alleato del Pdl. “Ha fatto cadere il Governo: lui, non Mastella. Ha perso le elezioni in modo disastroso. Ha cancellato la sinistra e i verdi. Si può fare. Se fossi Berlusconi lo farei vice presidente del Consiglio. Meglio comunque un vero nemico che un falso amico. L’indulto, Mastella alla Giustizia, la mancata cancellazione delle leggi ad personam, l’isolamento di De Magistris e della Forleo a chi li dobbiamo? Che differenza c’è stata tra il quinquennio berlusconiano e il biennio prodiano?” Sembra di sentir parlare un “vecchio rifondarolo” deluso e arrabbiato contro la corsa solitaria dell’ex sindaco. Ma Grillo non si ferma: “La legge elettorale è incostituzionale. Ci hanno trattati come bestie che possono fare solo una X su un simbolo. E la X l’abbiamo messa lo stesso perché siamo condizionati da mezzi di informazione anti democratici. Rappresentano gruppi di interessi. Chi li controlla, controlla il Paese Il punto di rottura sarà l’economia”. Rottura di chi? Del governo o del paese civile? La risposta chiarisce il dubbio: “Ora cominciamo a giocare duro”: dice Grillo all’Ansa. E non è proprio, e solo, ua battuta. Il riferimento del comico è al prossimo V-day contro l’informazione: “Giocheremo duro con i nostri mezzi, con la rete in primo luogo, contro un’informazione che altera l’idea stessa e la percezione della democrazia”. Secondo Grillo, in questa tornata elettorale tutto è andato come da copione ma ricorda anche quanto è accaduto in soli sei mesi: “Un periodo in cui è successo di tutto”. In particolare, pone l’accento sulla “scomparsa della sinistra” ma anche sulla pesante sconfitta di Veltroni e sulla nascita di due federalismi. “Il voto a Mpa e alla Lega” dice anche dal blog “è un segnale di si salvi chi può’. Ognuno per sé e Dio per tutti. Se Soru, per fare un esempio, avesse presentato una lista secessionista in Sardegna avrebbe vinto a mani basse”. [...]
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