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Caccia sport popolare? Non proprio. Almeno se si mettono insieme gli euro che servono per pagare una stagione di attività: a far la somma delle singole voci di spesa, infatti, si superano abbondantemente i tremila euro. Una somma che pochi, nel nostro Paese, possono oggi spendere per uno sport o per un passatempo.
Che richiede innanzitutto una buona attrezzatura. L’acquisto di un fucile è il primo passo per definirsi appassionati dell’attività venatoria, e per comprare una doppietta, un sovrapposto o un automatico, bisogna sborsare almeno 1500 euro. Ma non basta, perché servono anche le cartucce, che costano 0,50 centesimi l’una. La campagna, poi, in inverno è fredda e umida. Servono quindi buone scarpe, una giacca impermeabile e altri indumenti dedicati alla caccia. Secondo una ricerca effettuata lo scorso anno dall’Eurispes, per questi vestiti servono tra i 250 e i 400 euro. A cui bisogna aggiungere il costo per il cane (spesa minima 700 euro) e per il suo mantenimento, circa 300 euro all’anno. La lista della spesa, però, è ancora lunga, perché oltre all’attrezzatura, i cacciatori pagano ogni anno una buona dose di tasse e concessioni governative e regionali per poter sparare a pernici, quaglie, conigli e cinghiali. Sono 173 gli euro che passano direttamente dalle tasche dei cacciatori alle casse del ministero delle Finanze, mentre le Regioni impongono imposte che variano dai 60 ai 70 euro all’anno. In cambio, gli appassionati della caccia ottengono un libretto sul quale devono segnare le prede abbattute durante l’intera stagione.
Finito? Nemmeno per sogno: i cacciatori non possono andare a sparare dove vogliono. I territori delle cento Province italiane sono divisi numerosi Ambiti territoriali di caccia. Bene, per entrare in uno qualsiasi di questi (e solo in uno) si deve pagare una quota: nella Provincia di Milano, che è divisa in 50 Atc, l’ingresso in un ambito territoriale costa cento euro. “Arriviamo in questo modo a un assurdo – spiega Rodolfo Grassi, presidente provinciale di Federcaccia – Se un cacciatore vuol essere libero di andare dove gli pare, deve pagare la tessera per tutti gli ambiti, e sborsare così cinquemila euro all’anno”. Un paradosso, certo, ma che mette in evidenza gli alti costi che i cacciatori devono sostenere ogni anno. Costi che, a far di conto, arrivano a 3.350 euro.
- Giovedì 20 Settembre 2007
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Commenti
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Il 28 Gennaio 2010 alle 17:34 A caccia, tra deroghe e proteste. Quanto conta la lobby delle doppiette - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] comprensiva di assicurazione (da 52 a 75 euro). Insomma, tirando le somme, è presto fatto il calcolo della spesa da affrontare per chi vuol dedicarsi alla passione per la doppietta: circa 3500 [...]
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