
Prima dà il benvenuto. Poi spiega il perché ha scelto di esprimersi “attraverso questa nuova, affascinante, ma soprattutto democratica, forma di comunicazione”: il blog.
“Io ed il mio partito abbiamo deciso di utilizzare internet per comunicare direttamente con il Governo e con i suoi elettori”. Per dire cosa? Innanzi tutto per rioccupare lo spazio politico, oggi “dominato prevalentemente da personaggi equivoci ed inquietanti, Beppe Grillo in primis”. E poi per dire che la situazione politica italiana preoccupa e imbarazza “noi dell’Udc”. Tanto che, di fronte a un governo in netta difficoltà: “Coerenti nelle nostre posizioni… presto faremo un passo ufficiale presso Palazzo Chigi e ci offriremo di entrare a far parte dell’Esecutivo. In cambio del verificarsi delle seguenti condizioni:
1) Crisi di governo lampo.
2) Ingresso dell’Udc nella composizione del nuovo governo.
3) Totale estromissione sinistra estrema.
4) Almeno due ministeri da affidare ad esponenti dell’Udc.
Non ci sembrano condizioni molto onerose. In cambio siamo disposti a garantire ed a fare concessioni riguardo i seguenti punti:
1) Sostegno pieno e fedele al governo fino alla conclusione della legislatura.
2) Modifica della legge elettorale a favore di formule che prevedano sbarramenti consistenti atti ad evitare la frammentazione partitica.
3) Sostegno alla lotta contro l’evasione fiscale.
4) Aperture a formule di tutela per le coppie di fatto eterosessuali.
5) Riforma delle leggi Biagi e Maroni”.
E, a chiudere: “È da tempo che abbiamo dichiarato la totale incompatibilità del nostro partito con il berlusconismo e con questo centro-destra. La nostra scelta l’abbiamo fatta da tempo e non già oggi”.
Datato 24 settembre 2007, giorno del debutto del “blog ufficiale” di Pierferdinando Casini.
A leggere, uno strabuzza gli occhi. E ha qualche difficoltà a crederci. Anche perché il nome del leader dell’Udc, scritto come fosse unico, non convince: il preciso Casini, si sa, vuole che tra Pier e Ferdinando ci sia lo spazio, da nome composto. Eppure la nota biografica riportata è stringata ma precisa. Eppure il banner che apre la home è reale: il viso del leader Udc, affiancato dallo slogan: “Un’idea diversa” e dal logo del partito. Partito a cui rimanda uno dei link (insieme a quello della Santa Sede, a quello del Partito Popolare Europeo, a quello Fondazione Alcide De Gasperi, a quello della Caritas, a quello di Bruno Tabacci) del sito. Tutto ben riuscito insomma.
Tanto che molti, tra le centinaia di navigatori, prendono tutto per buono e commentano (con toni increduli e qualche insulto).
Ma c’è qualcosa che non torna: le parole del primo post firmato da Casini sono davvero eclatanti. Abbandonare il Cavaliere e la Cdl, per appoggiare Prodi, in sostituzione della sinistra radicale e in cambio di alcune poltrone da ministro: troppo, perché nessuna agenzia di stampa ne parli. E infatti, passa qualche minuto e l’Ansa dirama questa nota: Pier Ferdinando Casini questo pomeriggio si è rivolto alla polizia postale di Roma per denunciare la realizzazione di un falso blog che farebbe capo a lui. Nella denuncia si afferma l’assoluta estraneità di Pier Ferdinando Casini alla ideazione e realizzazione di questo blog, i cui contenuti politici sono falsi e distorsivi della verità.
E pochi minuti dopo le 18.00, gli autori dello scherzo firmano l’impresa: siamo gli stessi di mastellatiodio.blogspot.com, la nostra era un’ “innocente provocazione, il nostro modo di protestare contro questa classe politica inetta e fuori dal mondo. Speriamo di non dover pagare conseguenze pesanti per questo gesto, in ogni caso dubitiamo che il sito resti disponibile in rete ancora per molto. Ma finché non ci oscurano o non ci sbattono dentro noi rimaniamo online in attesa dei vostri consigli e commenti. E comunque, signor Casini, è stato interessante vedere cosa molti cittadini hanno voglia di dirti e cosa pensano di te, non credi?”.
Già, aprire spazi web fasulli, intitolandoli a personaggi pubblici veri è un “passatempo” virtuale che da tempo va forte in America, dove i politici (da Bush a Clinton, da Condy Rice a Dick Cheney, ecc…) sono spesso presi di mira con siti satirici, qui raccolti. Una moda che in Italia sta prendendo piede solo ora: digitando il nome di un politico, di un certo rilievo, seguito da blogspot.com o splinder.com, non è raro imbattersi in un blog falso. E questo perché, nei giorni in cui la blogosfera sta diventando una realtà discussa e frequentata, sono ancora pochi i leader ad averla scelta come strumento di comunicazione, contatto e vicinanza con gli elettori.
- Lunedì 24 Settembre 2007

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Commenti
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Il 24 Settembre 2007 alle 19:44 braucci ha scritto:
I commenti però sono veri.
Il 25 Settembre 2007 alle 19:58 Due notizie “leggere” « Il Blog di Antonio Tirri ha scritto:
[...] Per ora dicono di noi: Panorama, Reuters, Noi Press e ne seguiranno altri sicuramente entro la giornata. [...]
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