
La rottura sulla Finanziaria tra estrema sinistra e Romano Prodi ha messo in moto il conto alla rovescia per il premier. La domanda è: cadrà subito, entro fine anno, quindi prima dell’approvazione della legge di bilancio, oppure dopo, all’inizio 2008? Benché siano stati Rifondazione, Pdci e Verdi ad andare all’attacco del testo predisposto da Tommaso Padoa-Schioppa, chiedendo che venga riscritto di sana pianta, non è detto che le vere insidie si annidino davvero nell’ala radicale. Anche se incombono la manifestazione del 20 ottobre e il referendum nelle fabbriche promosso dalla Cgil.
In questo momento il malumore principale, anche se meno vistoso, è nell’area del Partito democratico. Ds e Margherita, ma soprattutto i primi, in particolare Walter Veltroni, diffidano sia di Prodi sia di Padoa-Schioppa. Al ministro dell’Economia i Ds addebitano di aver complicato una manovra già pronta, alla quale avevano contribuito non poco due loro uomini: Vincenzo Visco, con i maxi introiti fiscali, e Cesare Damiano, con gli accordi su Welfare e pensioni. E la posizione di TPS si fa ora dopo ora più difficile. Quanto a Prodi, Veltroni e alleati temono che il capo del governo, notoriamente vendicativo, prima di affondare trascini con sé anche il candidato alla guida del Pd. Mentre Veltroni, a sua volta, ha sempre più paura di essere infettato dall’impopolarità del governo.
A palazzo Chigi ha fatto scalpore un’intervista di Marco Follini, ex Udc transitato alla corte di Veltroni. Follini chiede a Prodi di varare la Finanziaria e subito dopo chiudere bottega “agevolando” le elezioni nel 2008. Si può star certi che all’opinione pubblica queste iniziative non dicono nulla, o quasi, ma nello staff di Prodi tutto ciò è stato letto come un messaggio veltroniano affidato a un postino compiacente.
Tornando invece a ciò che più incide sulla vita quotidiana della gente, cioè ai provvedimento economici, ciò che chiede la sinistra massimalista è di tassare subito le rendite finanziarie, in primo luogo Bot e azioni, aumentando l’aliquota dal 12,5 al 20%. In linea di principio non hanno torto, visto che un’armonizzazione a livelli europei sarebbe logica. Ma non ha torto neppure Prodi quando ribatte che con le attuali tempeste di borsa è meglio attendere. Inoltre il capo del governo non vuole aggiungere un altro prelievo ai molti già attuati nel 2007.

Il secondo cavallo di battaglia di Rifondazione e Pdci è il Welfare. Chiedono modifiche consistenti alla legge Biagi, in particolare l’abolizione di alcune forme di flessibilità . Qui Prodi è più disponibile: ma il tutto è già stato inserito nel pacchetto sul Welfare che comprende anche la riforma delle pensioni. Il capitolo è stralciato dalla Finanziaria, ma se si riapre la trattativa e non si approva in Parlamento l’accordo sul Welfare entro poche setimane, dal primo gennaio entra in vigore lo scalone Maroni.
A livello politico sono Ds e Margherita a chiedere di blindare l’accordo sul Welfare: per questo Piero Fassino, segretario uscente dei Ds, chiede di infilare nella Finanziaria anche queste misure. Nella destra della maggioranza i transfughi di Lamberto Dini, l’Udeur di Clemente Mastella, l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro attendono al varco soprattutto al Senato. Non marciano compatti - soprattutto Mastella e Di Pietro - ma al Senato i loro voti, sommati, sono più che sufficienti per far cadere il governo. E tutti quanti hanno una gran voglia di scendere da un treno che a loro avviso non li porta più da nessuna parte. Magari per prenderne un altro che li conduca in qualche stazione più sicura: capotreno, Silvio Berlusconi.
Qual è la differenza se Prodi riesce a fare o non fare la Finanziaria? Nella prima ipotesi, con crisi di governo all’inizio 2008, è quasi scontato il voto nella prossima primavera. Nel secondo occorre un governo-ponte che faccia approvare la legge di bilancio. Paradossalmente se il Professore cade prima, si vota dopo.
LEGGI ANCHE: Lanzillotta: Siamo tutti precari. Ma non possono tagliare il mio ministero
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- Giovedì 27 Settembre 2007
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Commenti
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Il 27 Settembre 2007 alle 10:40 Lanzillotta: Siamo tutti precari. Ma non possono tagliare il mio ministero » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il miglio verde del Governo: ma sarà davvero la Finanziaria a farlo cadere? [...]
Il 27 Settembre 2007 alle 12:57 nickneim ha scritto:
dipietro che sale sul treno di berlusconi? non ce lo vedo.
Il 27 Settembre 2007 alle 15:16 marietto ha scritto:
tanto ci rimette sempre la povera gente.
Il 28 Settembre 2007 alle 13:24 I capitoli della Finanziaria 2008: poco per tutti, tutti scontenti » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] È una Finanziaria del valore di 10 miliardi e 670 milioni di euro quella preparata dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa che Panorama.it ha potuto avere e che il Consiglio dei ministri oggi si appresta a discutere e valutare. Una manovra che, almeno nelle intenzioni del responsabile del dicastero economico, rispetta le premesse di leggerezza contabile. Ora si tratta di vedere come uscirà dall’esame collegiale del governo considerato che restano assai distanti le posizioni delle varie componenti della maggioranza e dei singoli ministri. Ai 10 miliardi e 670 milioni si arriva attraverso un incremento delle entrate di oltre 6 miliardi e una riduzione delle spese di 4 miliardi e 620 milioni. Per quanto riguarda le entrate ben 4 miliardi e mezzo sono previsti come effetto della congiuntura economica favorevole (maggior gettito tendenziale). Un altro miliardo e passa da un ulteriore maggior gettito e 350 milioni di maggiori contributi sociali. Sul versante della riduzione delle spese una buona quota di risparmi è ottenuta attraverso una semplice razionalizzazione delle spese di manutenzione ordinaria mentre un miliardo e mezzo si prevede che possa essere ottenuto attraverso una mera operazione contabile di modifica dei termini di conservazione dei residui finanziari. L’utilizzazione dei 10 miliardi e 670 milioni si concentra su 5 voci: fiscalità , pubblico impiego, welfare e lavoro, università e una sfarinata di impieghi contabilizzati sotto la voce “altro”. Per quanto riguarda il fisco l’attenzione maggiore è dedicata alla casa con agevolazioni di circa 2 miliardi. Al pubblico impiego vengono destinati 1 miliardo e 859 milioni: 1 miliardo e 650 per l’aumento medio di 101 euro al mese in busta paga ai dipendenti statali. Più altri 100 milioni circa per i professori e altri 100 per poliziotti, carabinieri e Guardia di Finanza. Al capitolo welfare vanno circa 2 miliardi di cui la metà in seguito all’accordo di luglio con i sindacati. Trecento milioni vengono stanziati per l’Università . Sotto le generica voce “altro” sono raggruppate una ventina di voci per un totale di oltre 2 miliardi di spese. Tra le voci più significative quella per il terremoto dell’Umbria e delle Marche (100 milioni), per l’editoria (50 milioni), per il rispetto del protocollo di Kyoto (altri 50 milioni) e per il cinema (ulteriori 50 milioni). [...]
Il 28 Settembre 2007 alle 18:34 Tex Willer Bordon: Attento Romano, ora ho le mani libere e potrei colpire » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: I capitoli della Finanziaria 2008 - Sarà davvero la manovra a far cadere Prodi? [...]
Il 8 Ottobre 2007 alle 13:45 TPS e le “bellissime” tasse: il dottor Stranamore dell’Economia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Vogliamo invece parlare di sicurezza? Lasciamo perdere i lavavetri, questione cheap di cui si occupano i sindaci, e magari osserviamo gli assassini in villa, o anche in condomini popolari, la droga fuori delle scuole (faccenda che si lega mirabilmente con quella dell’istruzione), gli sbarchi di clandestini, eccetera. Come direbbe TPS? “Mantenere questa po’ po’ di roba è civilissimo!”. Ancora più sottile si rivela la strategia Padoaschioppiana esaminando gli ultimi sondaggi non sui ricchi o sul ceto medio, ma sugli operai. Vorrebbero, pensate un po’, meno tasse sulle loro stratosferiche retribuzioni. In questi giorni vanno a votare in fabbrica su welfare e dintorni, e di certo il viatico di TPS li conforta nella scelta e li rafforza nella fiducia verso il governo. Del resto è noto che anche l’”Amore è una cosa meravigliosa”: finché non ti fanno le corna è così. Gli esegeti del centrosinistra, quelli che decifrano tutto ma proprio tutto, sostengono che Padoa-Schioppa è un impolitico, che ragiona come farebbe abitualmente nel salotto di Eugenio Scalfari o di Jean-Claude Trichet, il presidente della Bce (quest’ultimo più che per le tasse si diverte ad aumentare i tassi, così salgono i mutui: anche questo è bellissimo). Errore. Padoa-Schioppa è politicissimo, è una volpe, solo che lavora per l’altra parte: per Berlusconi, insomma. Altro che Brambilla, altro che MVB: vuoi mettere TPS? [...]
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