A tutte le televisioni: obbligo di parlare del Pd. Firmato: l’Authority

Il direttore del Tg1 insieme al sindaco di Roma, Walter Veltroni
Le primarie del Partito democratico del 14 ottobre sono un “momento collettivo di partecipazione democratica e di formazione dell’opinione pubblica”? E le “emittenti radiotelevisive pubbliche e private e i fornitori di contenuti in ambito nazionale sono invitati a riservare nei programmi di informazione uno spazio adeguato all’argomento”? Non è l’ufficio stampa di Walter Veltroni a stabilirlo, e neppure quello di Rosy Bindi o di Enrico Letta: è l’Agenzia delle comunicazioni, brevemente nota come AgCom. Lo fa con una delibera del 20 settembre, che a sua volta contiene un preciso atto d’indirizzo, il tutto firmato dal presidente Corrado Calabrò. In pratica, un obbligo per la Rai e le tv private.

A scherzarci su, una velina (di quelle vere, non le pupe dei calciatori). Così la pensano i radicali, ma anche gli esponenti della Sinistra democratica: Marco Pannella e la segretaria Rita Bernardini, ed i senatori della Sd Cesare Salvi e Paolo Brutti. Salvi, che è anche presidente della commissione Giustizia, ci va giù duro: ”E’ un provvedimento scandaloso prima che illegittimo, che fa calare la censura su chi non aderisce al Pd”. Ovviamente di tutt’altro avviso sono gli esponenti del Pd. Per Vincenzo Vita (Ds) si tratta di un fatto normale e doveroso: “Rientra nei compiti generali dell’Autorità prevista dalla legge la facoltà dell’Autorità medesima di dare criteri e indirizzi anche al di fuori dei periodi strettamente elettorali”.

Insomma, l’Agcom, anziché vigilare sull’obiettività dell’informazione politica ed elettorale, deve anche indicare alle tv a che cosa dare “spazio adeguato”. Ancora più entusiasta è Mario Barbi, coordinatore del Comitato 14 ottobre: “La delibera dell’Agcom favorisce indubbiamente lo sviluppo democratico del Paese”. Idem Renzo Lusetti (Margherita): “Quello che culminerà nel voto del 14 ottobre è un grande evento popolare”. Anzi: “Un avvenimento senza precedenti”: E che cosa si aspetta di conseguenza il telespettatore “delle televisioni”? Ovvio: “Una copertura adeguata e corretta della competizione e non le polemiche”. E l’obbligo di applausi?

Commenti

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Il 28 Settembre 2007 alle 16:51 Corrado Buccieri ha scritto:

La parola obbligo,ha uno strano sapore.

Il 29 Settembre 2007 alle 17:40 Carlalberto Iacobucci ha scritto:

Ancora tu, ma non dovevamo vederti più…
Oramai Veltroni dopo le interviste che rilascerà alla CNN e agli alieni terminerà il suo Tour.

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